Psicosi nucleare, i pericoli che le pillole di iodio non possono evitare

Psicosi nucleare, i pericoli che le pillole di iodio non possono evitare
In Italia e in Europa boom di vendite di compresse anti-radiazioni. In Belgio e Olanda consegnate 30mila confezioni al giorno. L'endocrinologo Pontecorvi del Gemelli di Roma: "Contro alcune sostanze radioattive non servono a nulla"  
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SE LA centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, o quella di Chernobyl, dovessero essere violate dall'invasione russa, al punto da generare una fuga di radiazioni, sarebbe sufficiente, per gli italiani correre ai ripari "curandosi" preventivamente con pillole di iodio? 
Chi in questi giorni, e sono molti, ne sta facendo incetta pensa di sì. Il risultato è il boom della domanda di compresse anti-radiazioni, a base di iodio appunto, registrato in diversi Paesi europei. 
In Belgio e in Olanda, ad esempio, la corsa all'accapparramento delle pillole, distribuite gratuitamente nelle farmacie del Paese, è iniziata la scorsa settimana, con consegne che hanno toccato quota 30mila confezioni al giorno.