Malattia dei reni, è grave. E anche sconosciuta

Malattia dei reni, è grave. E anche sconosciuta
Il 10 marzo Giornata mondiale del rene. Molte iniziative per ricordare che si tratta di patologia potenzialmente pericolosa: si prevede diventerà la quinta causa di morte al mondo
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Nel mondo la malattia renale cronica colpisce circa un adulto su 10. Oggi 4,5 milioni di italiani si trovano negli stati medi o avanzati della malattia, e i numeri sono in costante aumento a causa dell'invecchiamento della popolazione e dei cambiamenti climatici, che rendono più frequenti le ondate di calore e danneggiano i reni. Nonostante sia quindi un pericolo più che concreto (si prevede che diventerà presto la quinta causa di morte al mondo), gli italiani sembrano conoscere ancora poco la malattia renale cronica: 7 su 10, ad esempio, non si sono mai sottoposti a un controllo dei reni, e 1 su 2 non sa dire chi sia lo specialista di riferimento. È quanto emerge dalla survey "Bridge the knowledge gap", condotta da AstraRicerche per la Società Italiana di Nefrologia e presentata nel corso di un webinar in previsione della Giornata Mondiale del Rene che si celebra in tutto il mondo il 10 marzo.

La ricerca

Realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, la ricerca mette in luce l'esistenza di un importante gap informativo sui temi relativi alla salute dei reni, soprattutto tra i più giovani. Solo una persona su 7, ad esempio, ritiene di sapere cos'è la malattia renale cronica, e poco meno della metà della popolazione (il 48.8%) ammette di averla solo sentita nominare, ma di non sapere cos'è (il 38.2% non l'ha proprio mai sentita nominare).

Circa una persona su due pensa inoltre che i malfunzionamenti renali diano sempre sintomi facili da riconoscere (48.2%). Un'idea erronea, più frequente tra i 18-24enni (58%) e molto meno tra i 45-54enni (42%), che dimostra la necessità di maggiore informazione sul tema nel nostro Paese: proprio l'assenza di sintomi facili da riconoscere nelle fasi iniziali delle malattie renali è infatti uno dei fattori che contrastano ancora oggi la prevenzione e la diagnosi precoce di questa patologia, fondamentali per evitare ai pazienti il rischio di trapianto o dialisi.

I ritardi diagnostici

"Questo dato - ha spiegato Piergiorgio Messa, Presidente SIN, già Direttore di Unità Operativa Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale del Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all'Università degli Studi di Milano - è in linea con quello del ritardo diagnostico che si registra per la malattia renale cronica, per cui è evidente che ci si preoccupa della salute dei reni non in un'ottica di prevenzione o di intervento precoce, ma quando ormai la malattia è in uno stadio avanzato tale da richiedere la dialisi o il trapianto. Le malattie renali danno raramente segnali chiari e riconoscibili, e per questo vengono spesso scoperte per caso, in fase ormai avanzata, in occasione di esami svolti per altri motivi".

È anche per questo che in occasione della Giornata Mondiale del Rene del 10 marzo la Società Italiana di Nefrologia e la Fondazione Italiana Rene hanno deciso di organizzare un ricco programma di iniziative di informazione sulla malattia renale cronica.

Le iniziative della Giornata Mondiale

Si inizia con due programmi pilota di screening gratuiti, rivolti alla popolazione generale e - in collaborazione con la Caritas - alle persone svantaggiate. Le due iniziative, promosse dalla Uoc di Nefrologia dell'Azienda Universitaria Policlinico Umberto I, prevedono la misurazione della pressione arteriosa e un esame delle urine, presso due sedi a Roma: il Poliambulatorio Caritas (via Marsala, 103), aperto dalle 8:00 alle 14:00 per i cittadini con scarso accesso a percorsi diagnostico-terapeutici codificati, e la palestra Italiana Fitness, Parco Kolbe (Via Tiburtina 949) dove dalle 8:00 alle 20:00 sarà attivo uno screening rivolto in particolare agli sportivi, e quindi a persone apparentemente in buona salute.

I contatti su Facebook

Per chi non risiede a Roma, sarà invece possibile interloquire direttamente con i Presidenti della Società Italiana di Nefrologia e della Fondazione Italiana Rene via Facebook. L'iniziativa - ribattezzata "L'esperto risponde", è prevista tra le 18:00 e le 19:00 del 10 marzo, e permetterà di ottenere risposte a dubbi e domande collegandosi con la pagine Facebook di @PianetaSalute. Simile anche il progetto "Un nefrologo a tua disposizione", che offre la possibilità di porre domande specifiche agli specialisti del rene inviando una mail all'indirizzo contatti@fondazioneitalianadelrene.org

In molte città, infine, verranno illuminati alcuni monumenti significativi con la proiezione del logo della Giornata Mondiale del Rene, per sensibilizzare sull'importanza della conoscenza delle malattie renali, e sulla prevenzione.

Salute dei reni e Covid

Tra i temi di grande attualità, inoltre, quest'anno vi è sicuramente il legame tra Covid e salute dei reni. Le ultime evidenze scientifiche indicano infatti che il virus può colpire i reni anche in persone altrimenti sane, tanto che un deceduto su 4 per Covid 19 presenta un danno renale acuto. Con conseguenze che proseguono anche nella fase di convalescenza: chi soffre di Long Covid, infatti, ha un elevato rischio di sviluppare problemi ai reni, e nei guariti si riscontra un rischio aumentato di andare incontro a insufficienza renale cronica. Per questo motivo, l'impatto della pandemia sulla nefrologia sarà uno dei temi centrali della nona edizione di Nefrofocus, un convegno che si terrà a Roma il 25 e 26 marzo, a ridosso della Giornata Mondiale del Rene.