La razza non esiste, la diversità sì: ecco perché la medicina deve tenerne conto

Variabilità nelle patologie. Cure più o meno efficaci. Determinanti genetiche. Ma anche sociali ed economiche. Gli scienziati? Si chiedono come personalizzare la clinica. Senza pregiudizi
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A volte risuona - magari inconsapevolmente - nelle facoltà di Medicina. Spesso fa capolino dagli articoli scientifici. Ogni tanto compare nella pratica clinica o negli studi dei medici. Ovunque nel mondo. Ma nella maggior parte dei casi assume forme subdole, ambigue, non immediatamente riconoscibili, e viene praticato anche da chi è in buona fede. È il razzismo in medicina, tema pressante soprattutto negli Stati Uniti cui il New England Journal of Medicine ha da poco dedicato un dibattito tra esperti di diversi settori: biologi, genetisti, medici specialisti in nefrologia e psichiatria.

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