Salute mentale, a Modena il racconto del disagio psichico ai tempi della pandemia

Màt è la più grande manifestazione in Italia dedicata a questi disturbi. Gli effetti psicologici e sociali legati al Covid
2 minuti di lettura

Màt è la più grande manifestazione corale in Italia dedicata al disagio mentale. Si terrà dal 16 al 23 ottobre e ospiterà 100 incontri, approfondimenti, spettacoli. Un evento che seguirà di pochi giorni la Giornata mondiale della salute mentale, domenica 10 ottobre. "E' un momento importante per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. Obiettivo di Màt è superare lo stigma e il pregiudizio legati alla malattia mentale", spiega Fabrizio Starace, psichiatra direttore del Festival e del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Ausl di Modena, nonché Componente del Consiglio Superiore di Sanità.


Con l'epidemia è stato registrato un aumento di almeno del 30% delle persone con disturbi psichici e psichiatrici. Un problema che in un'Italia già in difficoltà sul fronte dei servizi e dei finanziamenti si sta rivelando drammatico. Cresce infatti la pressione sui centri di salute mentale, con il nostro paese tuttora fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate.


L'Italia - considerata dall'Oms punto di riferimento per la deistituzionalizzazione, la chiusura dei manicomi e l'attivazione di una rete di servizi territoriali - presenta ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate: sono circa 830 mila le persone seguite dai DSM, ma l'Istat stima in oltre 3 milioni gli adulti che necessitano di presa in carico. "Il mondo della salute mentale vive già da anni una sorta di paradosso: a fronte di una domanda crescente di intervento si ha una riduzione lenta ma progressiva delle capacità di risposta - sottolinea Starace - Da anni la richiesta delle persone che si rivolgono ai nostri servizi di salute mentale per supporto, assistenza e intervento eccede la nostra capacità di dare risposte appropriate di oltre il 50%. E' come se ci recassimo in un pronto soccorso e lo trovassimo già sommerso di barelle perché la dotazione ordinaria risulta insufficiente. Questa è la condizione che stabilmente precedeva l'inizio della pandemia: ora il problema è divenuto emergenza".

L'analisi di quello che è accaduto in questi ultimi mesi offre un'opportunità decisiva, forse irripetibile, per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. "Come avvenne alla fine degli anni '70 con la legge 833 e con la legge 180 che l'aveva preceduta, anche in questo caso l'obiettivo è la progettazione e costruzione di un nuovo welfare di inclusione, riprendendo e attualizzando i princìpi di quella grande stagione di riforme - prosegue Starace - L'undicesima edizione di Màt vuole dare concretezza a un dibattito che troppo spesso rimane solo teorico e dà ampio spazio alle esperienze che valorizzano i temi della comunità, del territorio, della domiciliarità: queste sono le parole chiave per un significativo rinnovamento della cultura e dell'offerta assistenziale, a beneficio delle persone con esperienza di sofferenza mentale e degli operatori dei servizi. La persona, con un nome e un volto unico e irripetibile, portatrice di esigenze e diritti, diviene soggetto protagonista del proprio percorso di cura e non passivo oggetto di interventi".


Il programma

I seminari e convegni approfondiranno la salute mentale nei diversi ambiti: il corpo, con il body-shaming e il disagio psichico che ne deriva; gli adolescenti e la scuola; il lavoro e la promozione di un dialogo multidisciplinare. Fra gli appuntamenti anche spettacoli teatrali dove gli attori sono proprio i pazienti. Numerosi gli incontri musicali, tra cui un reading che affronta il tema della libertà e dei diritti individuali partendo da narrazioni di donne che corrispondono a tre fasi della storia della psichiatria. Sei le mostre proposte, da quelle fotografiche a quelle artistiche, mentre il concorso di cortometraggi "Meglio Matti che Corti", alla settima edizione, indagherà il mondo della salute mentale e le storie di chi lo vive.