Covid, negli Stati Uniti terza dose Moderna a metà dosaggio per i fragili

(afp)
Il comitato consultivo della Fda ha votato l'uso emergenziale per chi ha più di 65 anni e per tutti i maggiorenni a rischio di malattia grave. La decisione dovrebbe essere ratificata entro pochi giorni, dando il via alla nuova campagna vaccinale
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Negli Stati Uniti verrà somministrata una terza dose di vaccino Moderna a metà dose a tutti i soggetti fragili. Il comitato consultivo della Fda, Food and Drug Administration, ha votato all'unanimità l'uso emergenziale di un'ulteriore dose di vaccino anti Covid per chi ha più di 65 anni e per tutti i maggiorenni a rischio di malattia grave, ad almeno sei mesi dal completamento del primo ciclo.

Un annuncio che apre la strada a un'espansione drastica del numero di persone idonee per un'ulteriore vaccinazione negli Stati Uniti: già ad agosto era stato approvata una terza dose di Modena per chi è immunodepresso o ha subito un trapianto d'organo mentre di un mese fa è l'approvazione della Fda di una terza dose Pfizer per le persone dai 65 anni in su. Sette milioni di americani hanno quindi già ricevuto una dose di richiamo Pfizer, così come più di un milione di pazienti con deficit immunitari ha ricevuto la terza dose di Moderna. Ora la decisione presa amplierà di molto questi numeri, aprendo a tutti coloro che hanno patologie pregresse o comorbilità che li mettono a rischio di sviluppare una forma grave di Covid. Questo ha già portato l'azienda farmaceutica statunitense a stimare una richiesta di un miliardo di nuove dosi entro il 2022.

Un ciclo completo di vaccino Moderna utilizza una quantità di principio attivo a base di Rna tripla rispetto a Pfizer (100 microgrammi anziché 30) e il declino degli anticorpi col tempo, in alcuni studi, era apparso più modesto. Ora, dai dati forniti da Moderna alle autorità americane, un'ulteriore dose da 50 microgrammi "mostra forti risposte immunitarie contro il virus originale, ma anche contro la variante Delta", ha dichiarato Stéphane Bancel, Chief Executive Officer di Moderna. "Questa raccomandazione è supportata dai nostri dati clinici sulla terza dose - ha aggiunto - . Nel ringraziare il comitato per la sua revisione e per la sua raccomandazione positiva a sostegno dell'autorizzazione all'utilizzo di emergenza, rimaniamo impegnati nello stare al passo con il virus e non vediamo l'ora di rendere disponibile la nuova dose ai cittadini americani per aiutarli a proteggersi dall'attuale emergenza sanitaria".

Il comitato consultivo della Food and Drug Administration, formato da medici indipendenti, ha avuto modo di esaminare le prove scientifiche fornite da Moderna, ovvero uno studio clinico di fase 2 sull'mRNA-1273, che è stato modificato per offrire una dose di richiamo di 50 microgrammi a 344 persone fra i 6 e gli 8 mesi dalla loro seconda dose. I titoli anticorpali neutralizzanti hanno iniziato a diminuire a partire dai sei mesi dall'immunizzazione mentre con la terza dose sono significativamente risaliti al di sopra del livello di efficacia precedente, proteggendo così contro i casi gravi e la morte. La Fda in genere segue il consiglio del comitato e dovrebbe pronunciarsi entro pochi giorni, ratificando la decisione e dando quindi il via alla nuova campagna vaccinale.

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Queste nuove raccomandazioni arrivano mentre la nazione sta assistendo a un costante calo dei casi di coronavirus, ma deve ancora fare i conti con quasi 90 mila nuove infezioni e 1.800 morti al giorno. L'amministrazione Biden ha affermato che la terza dose sarà un importante strumento aggiuntivo nella battaglia contro la pandemia, pur riconoscendo che il controllo della diffusione della malattia dipende dalla vaccinazione di decine di milioni di americani che ancora non hanno ricevuto la prima dose. Un numero di no vax e indecisi, definito dallo stesso presidente, "inaccettabilmente alto".