Voti a destra o a sinistra? La verità la dice l'elettroencefalogramma

Uno studio mostra come possano esserci differenze abissali tra quello che si dichiara, magari per convenienze sociali, e quello che poi realmente si fa. Basta testare N400, un'onda cerebrale, per avere risposte sincere e affidabili
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È una vecchia storia: non è che ai sondaggi pre-elettorali tutti dicano davvero a chi daranno il loro voto. C'è chi fornisce la risposta socialmente più accettabile, quella che fa apparire migliori. C'è chi risponde senza troppo meditare, un po' a tirar via. E c'è chi ancora non ha una vera consapevolezza di cosa farà: risponde e poi si vedrà. Insomma non sono pochi quelli che ai poll pre-elettorali mentono, per così dire, o comunque dicono cose che poi non faranno. 

Ma l'elettroencefalogramma no, quello non mente. Lo hanno dimostrato neuroscienziati, psicologi e politologi delle università Sapienza, Torvergata e Luiss di Roma, della Kingston University britannica e della University of Melbourne che hanno firmato uno studio pubblicato su Scientific Reports, una delle rivista del gruppo Nature.

I ricercatori hanno misurato l'attività elettrica del cervello di 69 elettori, uomini e donne rappresentativi della popolazione italiana, alla vigilia delle elezioni europee del 2019, una votazione in cui il dibattito politico è stato particolarmente caratterizzato dalla contrapposizione fra partiti più populisti e partiti mainstream, più tradizionali. 

I  partecipanti alla ricerca, prima delle elezioni sono stati invitati a prendere parte a un sondaggio nel corso del quale dovevano dichiarare se fossero in accordo o in disaccordo con affermazioni che esprimevano posizioni più o meno populiste in relazione a un'ampia gamma di argomenti: immigrazione, economia, Unione europea, anti-establishement, eccetera. Ma, a differenza di quanto accade nel corso dei tradizionali sondaggi pre-elettorali, nel corso di questo sondaggio i futuri elettori hanno risposto alle domande mentre un elettroencefalografo (EEG), cioè uno strumento che registra l'attività elettrica del cervello, registrava la loro attività cerebrale.

L'onda N400

Gli autori si sono concentrati in particolare su N400, l'onda elettrica che è un indice di incongruenza semantica, vale a dire, semplificando un po', un'onda che si produce molto rapidamente nel nostro cervello quando veniamo in contatto con stimoli che contrastano con la realtà oggettiva (per esempio quando ascoltiamo l'affermazione io mangio il cane, invece che io mangio il pane) o anche in contrasto con i nostri valori morali o politici.

"In pratica quando veniamo in contatto con affermazioni che non rispondono alle nostre convinzioni - spiega Viviana Betti, neuroscienziata e professore associato al Dipartimento di Psicologia dell'Università Sapienza di Roma e direttore del Laboratorio di Neuroscienze e tecnologie applicate all'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, nonché coordinatore del gruppo di ricerca che condotto lo studio - nel cervello si sviluppa quest'onda in un intervallo di tempo di circa 400 millisecondi, da cui il nome". Un esempio? "Se non siamo d'accordo con l'affermazione che il reddito di cittadinanza produce effetti positivi: dopo circa 400 millesimi di secondo il cervello produce la N400". Ecco.

Una settimana dopo il voto i ricercatori hanno ricontattato i partecipanti allo studio e hanno chiesto a tutti per chi avessero votato.  La conclusione? Le risposte EEG al sondaggio pre-elettorale riflettevano molto bene gli atteggiamenti politici e avevano previsto con molta efficacia il comportamento di voto: in altri termini l'onda N400 si era manifestata in modo deciso quando tra l'elettore e lo stimolo c'era un disaccordo politico. "Abbiamo osservato - aggiunge Betti -  che questa metodica della rilevazione di volontà di voto che combina la risposta rapida all'EEG e le preferenze auto-segnalate ha predetto la scelta elettorale in maniera più accurata risetto alle metodiche tradizionali basate solo su informazioni self-report, per l'esattezza riduce del 59% l'errore di predizione".

Il primato dell'economia

La capacità predittiva dell'EEG  è stata particolarmente spiccata per le questioni di ambito economico. "Proprio così - conferma l'esperta -  il segnale cerebrale N400 era particolarmente evidente in risposta agli stimoli che riguardavano tematiche economiche, come appunto il reddito di cittadinanza dell'esempio. Questo perché l'economia, o il lavoro che all'economia è strettamente collegato - è l'ipotesi della neuroscienziata - sono ambiti emotivi salienti per il cervello, soprattutto per noi italiani. Lo erano nel 2019 ma in fondo lo sono sempre, visto il loro rapporto diretto con la vita di tutti i giorni".

La desiderabilità sociale delle risposte

"Alla luce di studi di neuroscienze che già ci dicono che esiste una diversa elettricità del cervello in relazione al voto - spiega Betti - noi volevamo trovare degli indici capaci di predire in maniera più accurata le scelte elettorali di quanto non fossero i classici sistemi basati su risposte autoriferite. Che hanno dei limiti. Risentono per esempio del cosiddetto bias della desiderabilità sociale, cioè il soggetto intervistato tende, o può tendere, a dare risposte socialmente più accettabili, ma non sempre veritiere: nessuno di buon grado dà risposte che altri tendono a percepire per esempio come egoistiche. Con l'EEG questo ostacolo viene bypassato".

Una prima prova

"Il nostro lavoro rappresenta una prima prova dell'efficacia predittiva di voto di metodiche che associano le risposte autoriferite alla valutazione dell'attività elettrica cerebrale. In futuro, dopo che il metodo sarà testato su campioni più ampi di popolazione, potrebbe essere utilizzato per esempio per capire quali sono davvero le esigenze dei cittadini elettori, quelle vere, che non è detto che siano quelle dichiarate e di cui non sempre si è consapevoli".