Covid, terza dose ma a basso dosaggio: metà o un quarto di quella normale

(ansa)
L'ipotesi di una somministrazione soft proposta da Cassone e Cauda è stata confermata da uno studio pubblicato su Science. Il fulcro della ricerca si fonda sulla durata della memoria cellulare dei linfociti TCD4+, memoria rafforzata dal vaccino
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Terza dose sì, ma senza fretta e, soprattutto, in quantità inferiore. Semplice. Metà del dosaggio, maggior frequenza. La regoletta, che un tempo (e forse ancora oggi), consigliava empiricamente pasti piccoli e ravvicinati a salvaguardia dello stomaco dall’ulcera, oggi si rivelerebbe applicabile anche ai vaccini Covid. Con obiettivi diversi e attraverso razionali non sovrapponibili, ecco che l’ipotesi di una terza somministrazione “minima” sta diventando il leit-motiv del confronto scientifico.

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