Terza dose, farla a tutti (come in Israele) è una scelta sbagliata

Proteggere fragili e sanitari. E concentrarsi su chi non si è ancora immunizzato, e sui paesi poveri. Non solo per altruismo: se lì il virus circola e muta, diventando più aggressivo, prima o poi arriverà anche da noi. Intervista a Ivan Gentile
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A tutti, certo.  Non a tappeto, solo a fasce selezionate. Forse sì. No, meglio aspettare. In ballo c'è la terza dose, e su questo, a breve, dirà la sua l'Ema, l'Agenzia regolatoria europea. A chi farla subito, quando è possibile rimandarla, con quali modalità procedere alla somministrazione e, anche, seguendo quali parametri? Dubbi e domande che si stanno ponendo anche i medici sul campo, i più coinvolti in una fase cruciale della pandemia che, alla minima mossa sbagliata dei decisori, rischia di compromettere i traguardi raggiunti.

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