Si ingrassa perché il metabolismo rallenta? Un alibi

Misurati gli alti e bassi metabolici della vita: il dispendio energetico fra i 20 e i 50 anni è il più stabile. I ricercatori: decodificare questi meccanismi potrebbe portare a nuove cure contro l'obesità
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Il metabolismo cambia con l'età. Ma non quanto si potrebbe pensare: i ricercatori della Duke hanno misurato con precisione "gli alti e i bassi metabolici della vita", dalla nascita alla vecchiaia, e i risultati, ora pubblicati su Science, sono sorprendenti.

 

La maggior parte di noi ricorda un tempo in cui poteva mangiare tutto ciò che voleva, senza aumentare di peso: generalmente, si pensa che intorno ai vent'anni il potenziale di bruciare calorie raggiunga il suo apice. E invece sono i bambini piccoli ad avere i tassi metabolici più alti di tutti e il primo vero rallentamento arriva dopo i 60 anni. "Ci sono molti cambiamenti fisiologici che derivano dalla crescita e dall'invecchiamento", spiega Herman Pontzer, professore di antropologia evolutiva, coautore dello studio. "Pensiamo alla pubertà, alla menopausa e ad altre fasi della vita: la cosa strana è che i tempi della nostra vita metabolica non sembrano corrispondere a queste pietre miliari".

I ricercatori hanno analizzato le calorie medie bruciate da oltre 6.600 persone di età compresa tra una settimana di vita e i 95 anni in 29 paesi in tutto il mondo. E per ottenere un dato univoco sul dispendio energetico giornaliero hanno fatto affidamento sul metodo dell'acqua doppiamente marcata, un test delle urine che prevede che si beva un'acqua speciale in cui l'idrogeno e l'ossigeno sono stati sostituiti con forme più pesanti, ma comunque naturali, attraverso cui è più facile misurare la velocità con cui vengono espulsi.

Dato l'alto costo dell'esperimento, più laboratori hanno deciso di condividere i loro dati, pubblicando le loro misurazioni nel database dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. E grazie a questo enorme campione internazionale, è stato possibile studiare per la prima volta il metabolismo umano in tutte le età, mettendo a confronto la velocità con cui si bruciano le calorie.

Il fabbisogno energetico aumenta durante i primi 12 mesi di vita in modo tale che, entro il primo compleanno, un bambino brucia le calorie il 50% più velocemente di un adulto. E questo "non è solo perché i bambini sono impegnati a triplicare il loro peso alla nascita. Naturalmente stanno crescendo, ma il loro dispendio energetico sale alle stelle ben più di quanto ti aspetteresti per le dimensioni e la composizione del corpo", afferma il professor Pontzer.

"Un metabolismo ad alto consumo può in parte spiegare perché i bambini che non mangiano a sufficienza durante questa finestra di sviluppo hanno meno probabilità di sopravvivere e crescere fino a diventare adulti sani. All'interno delle loro cellule accade qualcosa che le rende più attive, ma non sappiamo ancora quali siano questi processi di accelerazione".

Dopo questa ondata iniziale nell'infanzia, i dati mostrano che il metabolismo rallenta di circa il 3% ogni anno fino a raggiungere i 20 anni, quando si stabilizza in una "nuova normalità" destinata a durare a lungo. "Nonostante gli anni dell'adolescenza siano stati un periodo di crescita accelerata, non abbiamo visto alcun aumento del fabbisogno calorico giornaliero. Pensavamo davvero che la pubertà sarebbe stata diversa a livello metabolico, ma invece non è così". E la mezza età è stata un'altra grande sorpresa. "Forse ti è stato detto che dopo i 30 è tutto in salita, quando si tratta del tuo peso. Ma mentre diversi fattori potrebbero spiegare l'ispessimento del busto, i risultati suggeriscono che un metabolismo in evoluzione non è uno di questi".

I ricercatori hanno infatti scoperto che il dispendio energetico fra i 20 e i 50 anni "è il più stabile" ma "i dati suggeriscono che il nostro metabolismo non ricomincia davvero a diminuire fino a dopo i 60 anni". E anche durante la gravidanza "il fabbisogno calorico di una donna non era né più né meno del previsto, data la sua maggiore massa man mano che il feto cresce". Insomma, non ci sono scuse per mangiare di più.

Per molto tempo è stato difficile analizzare ciò che realmente guida i cambiamenti nel dispendio energetico, soprattutto perché "l'invecchiamento va di pari passo con tanti altri cambiamenti". Ma la ricerca sostiene che si tratti di qualcosa di più rispetto allo stile di vita o alla propria composizione corporea. Il rallentamento metabolico è graduale, e scende dello 0,7% l'anno. Il che vuol dire che una persona di 90 anni ha bisogno del 26% in meno di calorie giornaliere rispetto a una persona di mezza età.

"La perdita di massa muscolare con l'avanzare dell'età può essere in parte responsabile - conclude Pontzer - poiché i muscoli bruciano più calorie del grasso. Ma abbiamo controllato anche questo aspetto e il vero motivo risiede nelle cellule, che man mano rallentano la loro attività. Tutto questo porta alla conclusione che il metabolismo dei tessuti e il lavoro svolto dalle cellule cambia nel corso della vita in modi che ancora non abbiamo compreso". Decodificare questi meccanismi, soprattutto quelli di "accelerazione" custoditi dai bambini, potrebbe portare a una vera svolta, e anche a nuovi approcci di cura contro l'obesità.