Vaccino Covid, per chi valgono le esenzioni

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Il vademecum per i medici di famiglia. Le precauzioni da prendere per alcune malattie e chi deve evitare l'immunizzazione
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E' POSSIBILE rientrare fra categorie di persone che sono esentate dal vaccino contro il Covid 19. La Società italiana di medicina generale ha preparato un vademecum per chiarire ai medici di famiglia le regole sui  criteri di esclusione dalla vaccinazione.

Chi ha avuto il Covid

Tra coloro che si sono ammalati di coronavirus, i positivi asintomatici sono esclusi per 3 mesi a decorrere dal tampone positivo. Sono invece esclusi per 6 mesi dalla negativizzazione i positivi sintomatici. Il paziente con sintomi sospetti e il suo contatto stretto sono esclusi fino al risultato del tampone antigenico o molecolare.

Altre patologie

Per quanto riguarda invece le persone con altre patologie, ce ne sono alcune che possono essere causa di esclusione dal vaccino. Tra le non trasmissibili, la giustificano l'infarto miocardico o un evento cardiovascolare acuto oppure intervento chirurgico grave. Tra le malattie trasmissibili, oltre ad epatite acuta e nefrite, sonoo considerate un criterio di esclusione dall'immunizzazione gli stati settici e le gravi infezioni d'organo o tessuto.

Farmaci

Il vaccino può inoltre essere momentaneamente controindicato per ipersensibilità a eccipienti, quali il peg2000dmg per Pfizer, la trometamina per Moderna, il polisorbato per AZ e J&J. E' controindicato, anche se in via transitoria, anche a coloro che hanno avuto trombosi e citopenia dopo la prima somministrazione di siero a vettore virale o in casi di sindrome di Guillain Barrè dopo prima dose. Se si cambia vaccino tra prima e seconda dose è meglio la consulenza dell'allergologo. Non ci sono invece controindicazioni per le donne in gravidanza anche se sarebbe bene aspettare il terzo mese.

Le precauzioni

Nel vademecum la  Società italiana di medicina generale quali sono le precauzioni da prendere in alcuni casi prima della somministrazione. Medicinali come i chemioterapici possono inibire l'azione e i pazienti in queste situazioni devono rivolgersi all'oncologo che li segue. Serve il consiglio del cardiologo anche per autorizzare la seconda dose di vaccino Pfizer se la prima ha prodotto miocardite o pericardite. La pregressa reazione allergica immediata a un altro vaccino indirizza ad una consulenza con immunologo o allergologo, ma non è considerata controindicazione. Non si considerano neanche controindicazioni: l'allattamento, una pregressa paralisi di Bell, malattie autoimmuni in corso, pazienti immunocompromessi od oncologici e le storie di pregresse gravi reazioni allergiche a farmaci o sostanze.

Quando arriva il green pass

La Società italiana di medicina generale chiarisce infine che a rilasciare le certificazioni d'esenzione sono i medici del servizio vaccinale, il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta con credenziali per inserire i dati dell'assistito nel software regionale e  i responsabili del centro vaccinale in caso di vaccini sperimentali. Per avere il green pass: dopo la prima dose si attende fino al 12° giorno dalla prima somministrazione del vaccino, e quest'ultimo è valido dal 15° giorno dalla prima dose fino all'inoculo della seconda. Per ricevere il green pass dopo la seconda dose l'attesa è di 48 ore e la validità è 270 giorni dal rilascio. Per il vaccino monodose si attende il 15° giorno dall'inoculo. Per il test negativo dopo malattia da Covid-19 (o positività), il certificato di esenzione valido sei mesi va emesso dallo stesso medico che emette il certificato di fine isolamento.