Covid, negli Usa si pensa alla terza dose

Primo giorno di scuola in un istituto scolastico di Miami (afp)
Aumentano i casi. Sono ancora 90 milioni i cittadini americani non vaccinati e a rischio di contrarre la variante Delta. E si torna a parlare di una terza somministrazione anche in Italia
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NEGLI STATI UNITI si registrano centoquarantamila casi ogni 24 ore, con 700 vittime, numeri che fanno pensare a una terza dose. La variante Delta si diffonde rapidamente e negli Usa ci sono ancora circa 90 milioni di persone non ancora vaccinate. Si attende l'annuncio ufficiale dell'amministrazione Biden, che sembra orientata alla terza somministrazione per tutti i cittadini dal prossimo settembre.

L'Italia

Un'ipotesi che non è da escludere completamente neanche nel nostro paese. Per il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano, in Italia "è ipotizzabile che le terze dosi si facciano tra ottobre e novembre. Credo che ora ci sia bisogno della vaccinazione per tutti, bambini compresi, e anche di un rinforzo della protezione. Nel futuro prossimo, se lavoriamo bene, potremo non prevedere un richiamo ogni anno". Secondo il medico, dipende dalla situazione epidemiologica. "Se i casi sono pochi, puoi rischiare di avere persone meno protette. In questa fase no".

Gli Usa e la variante Delta

Negli Stati Uniti il numero di infezioni nei soggetti vaccinati è aumentato, soprattutto in California, Colorado, Massachusetts, Oregon, Utah, Vermont e Virginia. Nonostante siano spesso quadri lievi, è ormai evidente come una percentuale minima di individui possa sviluppare sintomi tali da richiedere un supporto terapeutico. Fin dal primo momento gli specialisti erano stati chiari: aumentando progressivamente, la popolazione dei vaccinati sarebbe stata rappresentata più frequentemente nei conteggi dei casi gravi. E, in via eccezionale, delle letalità.

La pandemia dei non vaccinati

Tuttavia gli scienziati continuano a rimarcare ll'importanza della profilassi, definendo la situazione attuale negli Usa 'la pandemia dei non vaccinati'. "Non vogliamo sminuire il messaggio che il vaccino ha enorme successo e protezione, più di quanto avessimo mai sperato inizialmente - ha affermato il dott. Scott Dryden-Peterson, medico di Malattie Infettive ed epidemiologo presso il Brigham & Women's Hospital di Boston -. Il fatto che stiamo assistendo a un aumento dei casi tra i vaccinati, anche bisognosi di ricovero e a volte dall'esito infausto, non esclude il fatto che il vaccino salvi la vita di molte persone".

In California, ad esempio, i 1.615 ricoveri di persone che hanno ricevuto il vaccino a partire dall'8 agosto rappresentano lo 0,007 percento di quasi 22 milioni di residenti completamente immunizzati.

Israele

Intanto uno studio israeliano, pubblicato dalla cassa mutua israeliana Maccabi, ha dimostrato che la terza dose del vaccino Pfizer è altamente efficace sulle persone oltre i 60 anni. Secondo i dati, la terza dose è efficace nell'86% dei casi dopo una settimana dall'inoculazione e si è dimostrata valida a contrastare anche la variante Delta.  In Israele ad oggi oltre un milione di persone - in larga parte over 60, ma da poco anche gli over 50 e il governo domani discuterà di abbassare agli ultra 40 la soglia di età - sono state vaccinate con la terza dose.