Estate, il kit dei farmaci da mettere in valigia

In vacanza non dimentichiamo le terapie che assumiamo e i farmaci soggetti a prescrizione di cui potremmo avere bisogno. Meglio acquistare direttamente nella località di villeggiatura i medicinali di automedicazione
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Mal di testa, mal di pancia, disturbi agli occhi e alla pelle, allergie: sono tutti fastidi e problemi che possono presentarsi durante le vacanze, rovinando il relax e le avventure estive. Per questo è bene premunirsi di alcuni medicinali, fra cui prima di tutto quelli che stiamo già assumendo. Le terapie in corso, infatti, non vanno in vacanza, anche se molti pazienti dimenticano di inserirle in valigia. Ma è bene portare con sé anche farmaci che prendiamo soltanto occasionalmente sotto prescrizione medica, ma di cui già sappiamo che potremmo avere bisogno. Mentre è inutile riempirsi la valigia con farmaci di automedicazione – quelli da banco – che possiamo tranquillamente acquistare (quasi) ovunque siamo, senza bisogno della ricetta. Ecco i consigli dell'esperto per la valigetta ideale dei farmaci in vacanza.

Per chi ha patologie, come regolarsi
 

Il primo passo è fare un elenco e mettere in valigia tutti i farmaci che stiamo prendendo, prestando attenzione, durante la vacanza, ad assumerli regolarmente senza saltarli o cambiare orario. “Si stima che in vacanza una buona fetta di persone, da un quarto a un terzo, dimentichino di portarli con sé o di assumerli”, racconta Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg). “Prima di partire, per tempo, assicuriamoci di avere tutte le medicine che prendiamo e chiediamo al medico una ricetta se le stiamo finendo”. Non parliamo solo di medicinali. “Pazienti con particolari patologie croniche, ad esempio respiratorie e cardiometaboliche, devono avere in vacanza anche un pulsossimetro”, sottolinea Cricelli, uno strumento sempre più conosciuto e usato a causa di Covid-19, “che serve per misurare non solo la saturazione dell'ossigeno, ma anche la frequenza cardiaca. Altro elemento importante, per molte persone, l'apparecchio portatile per misurare la pressione: anche in questo caso sarà il medico di famiglia a indicare se e quando portarlo”. Per questo è opportuno che chi ha una malattia cronica informi il proprio curante se decide di viaggiare e recarsi in particolari località di villeggiatura, da mete esotiche alla montagna. “Ad esempio in montagna potrebbe essere necessario un aggiustamento della terapia”, – rimarca il presidente Simg.

Non dimenticare i farmaci “occasionali”
 

L'esperto raccomanda di avere con sé anche trattamenti soggetti alla prescrizione del medico, che seguiamo periodicamente durante l'anno e che però potrebbero servirci proprio in vacanza. “Pensiamo a persone allergiche, che magari durante l'estate non sono in terapia ma che devono avere i loro farmaci in vacanza”, spiega l'esperto, “oppure a chi ha particolari disturbi, ad esempio di stomaco o intestinali, che in certi periodi assume medicinali specifici sotto indicazione medica. In tutti questi casi è bene chiedere al proprio medico curante le ricette necessarie e acquistare i medicinali prima di partire”. Sempre ricordando che con la nostra tessera sanitaria attiva e con le ricette dematerializzate possiamo acquistare i medicinali prescritti in qualsiasi regione d'Italia (mentre con la ricetta rossa – quella vecchia – solo nella nostra). “Molte persone non ne sono a conoscenza. Inoltre, se non stiamo bene possiamo recarci al pronto soccorso in caso di urgenza o presso la guardia medica o la guardia medica turistica del luogo. Possiamo anche chiedere una visita a un medico di famiglia (non nostro) che fornirà una prestazione a pagamento, secondo la tariffa concordata”,  commenta Cricelli.

I farmaci da banco: possibilmente da non portare
 

Spesso ci preoccupiamo di eventuali fastidi e disturbi che potrebbero comparire, dal mal di testa al mal di gola, fino a irritazioni cutanee e insolazioni, mettendo in borsa numerosi farmaci di automedicazione. “Invece che riempirci la borsa di vari medicinali, fra cui analgesici e antisettici, possiamo acquistarli sul posto, se ne abbiamo bisogno”, consiglia Cricelli, “anche perché rischiamo, tenendoli in viaggio, di non conservarli correttamente, ad esempio esponendoli a temperature troppo elevate”. Meglio insomma non portarli (o portarne pochi) e acquistarli sul posto solo nel momento in cui ci servono, anche per combattere sprechi.

Le medicine da portarsi in viaggio: il kit salva-vacanza

E con Covid-19 cambia qualcosa?
 

Quest'anno, come anche nel 2020, c'è un'incognita in più: il coronavirus. “Ricordando che non esistono terapie specifiche per prevenire o per curare Covid-19 a casa. La pandemia non cambia molto la nostra valigetta dei farmaci. Pazienti anziani o con particolari patologie croniche devono tenere con sé il pulsossimetro e un termometro digitale e altri eventuali dispositivi indicati dal medico. Ma la popolazione generale non deve portare il pulsossimetro”, conclude Cricelli.