Covid, i dati Usa: non siamo più sicuri che Delta risparmi i bambini

In forte aumento i contagi. E i bambini più fragili finiscono in ospedale. L'appello delle famiglie: vaccinatevi e indossate le mascherine
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Dopo aver lanciato l'allarme infezione nei giovani gli Stati Uniti cominciano a contare i malati di Covid nei bambini. Certo, non siamo ai livelli dell'Indonesia, dove a luglio sono morti oltre cento bambini a settimana, molti sotto i 5 anni: il tasso più alto al mondo. Ma anche negli Usa, dove certamente le condizioni sanitarie e ambientali sono migliori, dal 22 al 29 luglio il numero di nuovi casi tra i bambini è praticamente raddoppiato fino ad arrivare a 72mila, secondo i dati diffusi dall'American Academy of Pediatrics, e i bambini adesso sono il 20 per cento circa del totale dei nuovi casi negli Stati Uniti. Di pari passo i ricoveri, in crescita: sono ai livelli del picco della pandemia, a gennaio.

Tutta responsabilità di Delta, che contagia con estrema facilità: in Louisiana (stato del Sud, gli stati del sud sono tra i più resistenti alla vaccinazione) in pochi giorni sono stati trovati positivi 3500 bambini e l'età media è adesso 5 anni.

Questi numeri spingono medici e pediatri a pensare - contrariamente a quanto creduto finora - che i bambini non siano risparmiati dal virus. E' vero che la maggior parte di loro ha sintomi lievi (congestione, tosse, febbre, naso che cola) e finora non ci sono evidenze che Delta causi più malattia grave nei bambini rispetto ad altre varianti. Ma una coincidenza di fattori - compresa la contagiosità di Delta e il fatto che sotto i 12 anni negli Usa non ci si può ancora vaccinare - sta mandando sempre più bambini in ospedale.

Cominciando proprio da chi ha una qualche patologia pregressa al contagio: questi bambini sviliuppano sintomi severi, polmonite, stress respiratorio, alcuni sintomi neurologici o psichiatrici, o fisici, il cosiddetto Long Covid.

E adesso, poiché appunto i casi sono in aumento, le famiglie con bambini ad alto rischio sono terrorizzate e raccontano la loro storia sui social chiedendo a tutti di vaccinarsi: solo con numeri alti di persone vaccinate, anche i loro figli saranno protetti. "Stiamo pregando e pregando le persone di vaccinarsi e indossare la mascherina per proteggere i nostri figli", scrive Elena Hung, di Silver Spring, la cui figlia diciassettenne, Xiomara, ha patologie cardiache, renali e polmonari e respira attraverso una tracheotomia.

Per molti genitori, dopo più di un anno di isolamento, è subentrata la rabbia e l'ansia nel tentare di proteggere i propri figli. "Non ci sono parole per descrivere la nostra frustrazione e la nostra furia per una situazione che non accenna a cambiare", scrive Alison Chandra, la cui figlia di 7 anni, ad alto rischio, si è ritrovata positiva. "Non sarebbe dovuto andare così, davvero".