Covid: dopo la pandemia, la miopia infantile è aumentata dell’11%

L’aumento del tempo trascorso ogni giorno davanti ai dispositivi elettronici da due ore e mezza a sette e il minor tempo all’aperto, tra le possibili cause del peggioramento della vista nei bambini. I risultati di due studi scientifici
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Chiusi in casa per mesi avendo come unico passatempo a disposizione per passare il tempo tablet, computer e smartphone anche la vista dei bambini ha risentito dell’effetto Covid-19. E, ora, a distanza di tempo arriva il bollettino dei danni che segnala un aumento della miopia infantile. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, condotto dagli scienziati dell'Università cinese di Hong Kong, che hanno valutato la correlazione tra le limitazioni istituite per arginare la diffusione di Covid-19 e i casi di miopia nei bambini.

La ricerca

I ricercatori hanno esaminato i dati di 1793 partecipanti all'Hong Kong Children Eye Study, un lavoro che coinvolge pazienti dai sei agli otto anni. Tra dicembre 2019 e gennaio 2020, sono stati reclutati 709 piccoli volontari che sono stati monitorati per circa otto mesi, mentre 1084 bambini hanno completato un periodo di osservazione di tre anni iniziato prima di Covid-19. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, i bambini nella coorte iniziale erano associati a un tasso di insorgenza medio del 16 per cento, mentre questo valore aumentava al 27 per cento per i casi di miopia sviluppati tra gennaio e agosto 2020, a seguito della diffusione della pandemia.

Più ore al cellulare, meno all’aperto

Cosa c’entra la pandemia con il peggioramento della vista nei bambini? Sul banco degli imputati non c’è il Coronavirus ma piuttosto le restrizioni che si sono rese necessarie per arginare la diffusione dell’infezione. Gli esperti ipotizzano che l'aumento delle ore giornaliere trascorse davanti agli schermi, da 2,5 a 7 ore in media, possa aver influenzato questi valori. Inoltre, potrebbe aver avuto un ruolo anche la diminuzione del tempo che i bambini hanno trascorso all'aperto.
I ricercatori sottolineano, però, che il lavoro non stabilisce una relazione di causa-effetto tra la pandemia e l'aumento dei casi di miopia, precisando inoltre che i risultati potrebbero non essere estesi ad altre zone del mondo, in cui le misure di prevenzione sono state interpretate diversamente.

Lo studio su Jama Ophtalmology

Uno studio recentemente pubblicato su Jama Ophtalmology, che ha analizzato 120.000 bambini cinesi di 10 scuole diverse tra i 6 e i 16 anni, ha registrato nel 2020 un aumento della miopia 3 volte superiore rispetto agli anni precedenti soprattutto nei bambini più piccoli. Un’escalation ancora più forte nei bambini e ragazzi con miopia elevata, cioè quella sopra le 6 diottrie, che nel 2050 interesserà il 10% della popolazione, ovvero un miliardo di persone.

Il rischio di una pandemia miopica

Il tema dell’incremento della miopia durante la pandemia aveva allarmato anche gli oculisti riuniti per il 18° Congresso Internazionale della Società Oftalmologica Italiana (Soi) svoltosi di recente a Roma. “Ad oggi il 28% della popolazione mondiale ha un difetto superiore allo 0,50 di miopia e nel 2050 si stima che questo problema riguarderà circa 5 miliardi di persone, metà della popolazione globale”, aveva dichiarato Matteo Piovella, presidente della Soi. “Questo disturbo della vista è in forte aumento in Asia dove la prevalenza tra i bambini è dell’80% e in alcuni paesi come la Corea del Sud si arriva a sfiorare il 100% a causa della predisposizione genetica”. Un aumento che riguarda anche l’Europa: “Nei paesi occidentali - aggiunge Luigi Mele, consigliere Soi e oculista presso l’Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Napoli - c’è una prevalenza tra il 20-30%, ma questi dati si riferiscono a qualche anno fa, mentre sappiamo che le cifre sono molto più alte. Questo significa che tra qualche anno il 50% della popolazione mondiale potrebbe essere affetto da miopia, il che vuol dire che potremmo trovarci a vivere una pandemia miopica”.

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Pause e vita all’aria aperta

L’estate può essere un buon momento per staccare bambini e adolescenti dai dispositivi elettronici. “Come Società scientifica - aggiunge Piovella - diamo l’indicazione che ogni mezz’ora i bambini devono fermarsi per un minuto e guardare all’infinito per far riposare l’occhio. E poi è fondamentale che stiano all’aperto per stimolare lo sviluppo della vitamina D che è un fattore di protezione per la miopia”.