Covid, cosa serve per il rientro a scuola. L'epidemiologo: "In presenza solo se vaccinati"

Aumentano i contagi tra i giovani con il crescere della variante Delta. Massimo Ciccozzi dell'Università Campus Bio-Medico di Roma avverte: "Meglio potenziare i mezzi di trasporto, mantenendo distanziamento e mascherina"
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Rientrare a scuola in sicurezza. Una parola, considerando il periodo di impennata di variante Delta. In questi giorni ci si interroga su come fare, su quali regole seguire per consentire a studenti e insegnanti di riprendere senza rischiare il contagio Covid o di contagiare a loro volta qualcuno. Anche perché, nel frattempo, il virus non è stato a guardare. E la scuola, come i luoghi di aggregazione collettiva, possono essere i più attaccati dalla variante Delta ultima arrivata e velocissima nel propagarsi.

Secondo il recente rapporto dell'European Centre for Disease Prevention and Control, l'alta infettività di questa variante aumenterà molto i casi di positività specialmente tra i ragazzi e anche tra i bambini, che sono invece ben più resistenti degli adulti all'infezione da parte del ceppo virale originale. Per questo, avverte il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, "per il rientro a scuola gli insegnanti dovrebbero essere tutti vaccinati" e "sarebbe consigliabile immunizzare pure bambini e ragazzi, tanto più che ora per il vaccino Moderna ai giovani dai 12 anni in avanti c'è il via libera del ministero della Salute".

Contagi in aumento soprattutto tra i giovani

I casi positivi volano con la variante Delta alzandosi di migliaio in migliaio al giorno. "I contagi aumentano, ma non c'è stress ospedaliero, un po' come sta accadendo agli inglesi, che non registrano mortalità in aumento - premette Ciccozzi - questo significa che il vaccino funziona, parlo della doppia dose. Così come in Gran Bretagna, che ha dimezzato gli infetti. Quella che vediamo ora la possiamo considerare l'onda lunga dei festeggiamenti per gli Europei di calcio, delle feste di laurea, delle prime vacanze. Perché abbiamo visto che i primi focolai sono stati frutto di tutto questo". Quindi, dato che i contagi crescono soprattutto tra i giovani, è lì che per l'epidemiologo "si deve intervenire anche per il rientro a scuola".

I ragazzi si muovono e "velocizzano" il virus

Più i ragazzi aumentano i contatti sociali, più il virus si "velocizza". È questo il dato di fondo su cui si sofferma l'esperto dell'Università Campus Bio-Medico di Roma. "Gli adolescenti hanno una socialità maggiore, perciò potrebbero infettarsi e fare altrettanto con i genitori - spiega - teniamo presente che in Italia abbiamo 4 milioni e mezzo di over 50 non vaccinati". "Di conseguenza, per il rientro a scuola potrebbe essere presa in esame l'obbligatorietà del Green pass - prosegue - d i certo è necessario pensare con più altruismo: parlo dei docenti, che sono tenuti a salvaguardare non solo se stessi, ma anche gli altri, nella fattispecie i loro alunni".

Superare gli effetti negativi della pandemia sugli studenti

Tra gli effetti negativi della pandemia nei giovani, oltre all'elevato pericolo contagi e le possibili conseguenze del Long Covid (sintomi a lungo termine) ci sono quelli indiretti dovuti alla mancanza della frequenza in presenza a scuola. Già un anno fa erano state ventilate le conseguenze negative, gravi e durature, della chiusura della scuola durante il primo lockdown sulla salute psico-fisica dei più giovani. Già i primi studi, poi largamente confermati, evidenziavano la compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura, e l'aumento del divario tra studenti provenienti da ambienti con diverse condizioni socio-economiche. A settembre 2020 la scuola in Italia ha riaperto a singhiozzo, facendo scivolare il Paese tra quelli che hanno registrato la più bassa didattica in presenza. 

Il nodo "mezzi di trasporto" e le regole da rispettare

Poi c'è la questione mezzi di trasporto. "Non dimentichiamo che bus, metrò, pullman e treni, strapieni dei persone, soprattutto giovani, diretti a scuola, erano e rimangono tra i primi veicoli di contagio - spiega l'epidemiologo - quindi il buon senso ci fa dire che si debba pensare ad un numero di mezzi sufficienti a trasportare un numero cospicuo di alunni. Ma tutto ciò deve avvenire in sicurezza, quindi pensando ad un potenziamento del parco mezzi a disposizione. Bisogna tagliare il legame tra infezione e malattia: le persone possono infettarsi ma non si ammalano e quindi non vanno in ospedale e non muoiono. Questo è un aspetto positivo, ma le precauzioni servono comunque, a scuola soprattutto. Ecco che, allora, rientra l'utilizzo delle mascherine e la necesstà del distanziamento. Penso che questa sia una precauzione da mantenere, almeno per questo anno scolastico". 

"Manteniamo mascherine e distanziamento"

"Saranno i numeri a guidarci", ripete più volte Ciccozzi pensando al ritorno tra i banchi di migliaia di studenti italiani. Il ministero dell'Istruzione ha predisposto una bozza del piano scuola per il rientro in classe a settembre: l'obiettivo è far tornare in presenza tutti gli studenti. Ciccozzi è d'accordo ma, ribadisce, a due condizioni: "La prima è che gli insegnanti siano tutti vaccinati, insieme alla maggior parte degli studenti". E a tale proposito non vedrebbe male la proposta di istituire centri di vaccinazione direttamente negli istituti. "La seconda condizione - conclude - laddove non sia possibile rispettare il distanziamento, anche in classe, è quella di indossare le mascherine chirurgiche. Scelta che il governo sembra abbia fatto". Infine, nel caso in cui si registri un contagio, deve essere effettuata la sanificazione (da personale specializzato o dallo stesso personale della scuola). Ma non devono passare almeno sette giorni dall'ultima volta che la persona positiva al virus sia stata all'interno delle strutture scolastiche.