Sesso, la nuova intimità dei single dopo la pandemia fra chat e amici di letto

Una scena del film 'Amici di letto' con Justin Timberlake e Mila Kunis 
Quello che per molti è stato considerato un "anno perso" sembrerebbe essere stato un anno di grande cambiamento
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TELEFONI cellulari,  social media, sms,  e-mail. Nella società attuale siamo collegati l'uno all'altro e lo stiamo diventando ogni giorno di più e, come conseguenza della pandemia, il numero di persone che trascorrono del tempo sui loro siti di social networking, come Instagram, Facebook e LinkedIn è aumentato in maniera vertiginosa e l'uso dei social media ha superato anche l'uso delle e-mail.

Le nuove generazioni nate in questa era di connessione vedono la tecnologia come un importante strumento che favorisce il rimanere in contatto con gli altri attraverso un mezzo veloce e senza sforzo, incoraggiando e sostenendo relazioni digitali che possono estendersi all'intimità, una intimità virtuale senza contatti fisici. Molti sostengono che le relazioni digitali possono essere meno 'ricche' dell'interazione faccia a faccia, ma è difficile sostenere che la comunicazione sia meno intima.  La differenza tra le due forme di intimità è evidente, ma se pensiamo a tutte quelle persone che per motivi diversi sono lontane o hanno difficoltà per incontrarsi dal vivo, diventa appunto una fonte di opportunità. Come tutti gli strumenti è importante saperla utilizzare per non rimanere incastrati in un meccanismo facile e accessibile, che rende meno stressante l’incontro con l’altro, rischiando di offuscare l’importanza nei rapporti umani della vicinanza fisica.

Cambia il 'gioco' degli appuntamenti

Un recente sondaggio condotto da OnePoll per il sito di incontri Plenty of Fish su 2.900 Millennial e Gen Z americani, ha sottolineato come la pandemia ha cambiato il gioco degli appuntamenti forse per sempre. Durante il periodo caratterizzato dalle normative di distanza fisica,  il 55% dei giovani americani single si è rivolto alla tecnologia per essere sessualmente intimi. Mentre il 42% dei single sono aperti all'intimità fisica dopo la pandemia e sono desiderosi di incontrare nuove persone, due terzi continueranno ad essere connessi virtualmente dopo la pandemia come lo erano durante, facendo affidamento su video chat (61%), sexting (54%) e sesso telefonico (47%).  Il 64% dei single ha detto che essere virtualmente intimi durante la pandemia ha cambiato ciò che considerano l'intimità. Quasi 6 intervistati su 10 (57%) ora danno più valore ad altri tipi di intimità, come quella emotiva o intellettuale, mentre il 45% trova meno valore nella connessione fisica.

Una nuova 'normalità'

Nonostante l'impatto che il Covid-19 ha avuto sul panorama degli incontri, i single hanno abbracciato la "nuova normalità" cambiando anche il loro comportamento negli appuntamenti e la percezione dell'intimità è cambiata di conseguenza. Come si vivono questo? Il 45% dei single dichiara di avere più fiducia nelle loro capacità di intimità virtuale che nelle loro tecniche di persona, compreso il 54% degli uomini. Sempre secondo il sondaggio il 51% dei millennials pensa che gli incontri di una notte diventeranno una cosa del passato una volta che la pandemia sarà finita. In particolare gli uomini sono più d'accordo con questo pensiero rispetto alle donne (61% contro 45%, rispettivamente) e i Millennials sono quasi 1/3 più propensi (57%) della Gen Z (39%) a credere che le storie di una notte siano una tendenza pre-Covid-19. Altri risultati del sondaggio riportano che il 61% dei single crede che il sexting sarà ancora più popolare dopo la pandemia rispetto a prima.

 

Amici di letto

C’è stata anche la tendenza a cercare conforto in altri luoghi:  il 76% dei single ha detto di essere stato in una relazione 'friends with benefits', gli 'amici di letto', dall'inizio della pandemia, dove nell’85% il partner prescelto è stato il compagno di stanza,  tanto da portare la piattaforma a coniare un nuovo termine per questo tipo di relazione definito "room-mate-ing”, o qualcuno che conoscevano da anni platonicamente. I single hanno anche soddisfatto la sessualità attraverso programmi televisivi 'hard' (40%), abbonandosi a piattaforme di intrattenimento per adulti (33%) e ascoltando podcast sul sesso (30%).

 Quello che per molti è stato considerato un "anno perso" sembrerebbe essere stato un anno di grande cambiamento per i single, per lo meno da quello che emerge da questo spaccato americano. L'intimità virtuale sembra essere una strada che al di là della necessità, possa essere percorsa anche nella vita di tutti i giorni con il progressivo ritorno alla quotidianità.

Roberta Rossi è presidente dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma