Covid: è allarme per sei comportamenti alimentari malsani

Lo stress da pandemia ha aumentato le patologie del cibo. Non solo anoressia e bulimia. Con conseguenze gravi
2 minuti di lettura

"Fra i molti disturbi di natura psichiatrica, quelli legati all’alimentazione sono fra i più dannosi e incisivi in termini di tasso di mortalità. La pandemia da Covid-19 ha influito non poco sul fenomeno dei DCA (disturbi del comportamento alimentare) e ora andranno verificate le conseguenze sui pazienti in cura e sui nuovi casi”.


La dottoressa Melissa Simone, ricercatrice presso il Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali della University of Medical School, in collaborazione con la professoressa Dianne Neumark-Sztainer della School of Public Health e capo della Divisione di Epidemiologia e Salute di Comunità, nella primavera dello scorso anno, fra i mesi di aprile maggio, ha portato a termine uno studio sulle problematiche dell’alimentazione e il collegamento con i danni psicologici derivanti dall’emergenza sanitaria mondiale.

All’interno del progetto EAT, voluto proprio dalla Neumark-Sztainer e con il supporto della University of Minnesota Medical School and School of Public Health, c’è stata una nuova indagine sull’impatto a lungo termine della pandemia sui pazienti interessati da DCA e questa ha rivelato una netta correlazione fra lo stress subito e almeno sei tipi di comportamento alimentare "malsano". I ricercatori affermano che il risultato più preoccupante indica un leggero aumento o il riemergere di questi disturbi che, non dimentichiamolo, sono causa di morte per circa 10.200 persone ogni anno, ovvero un individuo ogni 52 minuti.

"La pandemia da COVID-19 ha portato alla rapida attuazione di politiche di sanità pubblica per ridurre la trasmissione del virus – spiega la dottoressa Simone -. Sebbene queste protezioni siano necessarie, le interruzioni della vita quotidiana, possono avere conseguenze negative assai significative nell'eventuale sviluppo o nel peggioramento dei disturbi alimentari e dei sintomi ad essi collegati”.


Lo studio in effetti mirava proprio a stabilire la potenziale associazione fra stress, disagio psicologico, difficoltà finanziarie e  conseguenti cambiamenti nei comportamenti alimentari durante la pandemia COVID-19 attraverso l'analisi di dati sia qualitativi che quantitativi. I risultati delle ricercatrici, pubblicati sull'International Journal of Eating Disorders, hanno trovato sei tipologie precise di cambiamento nel  comportamento alimentare dei soggetti presi in esame. Eccole.

1) Mangiare e fare spuntini in maniera disordinata.
2) Aumento della quantità di cibo consumato.
3) Diminuzione dell'appetito o della quantità di cibo consumato.
4) Mangiare nei momenti di aumento della pressione psicologica.
5) Drastica riduzione della quantità di cibo assunto.
6) Nascita o ricomparsa dei sintomi tipici del disturbo alimentare.


Circa l'8% dei soggetti esaminati, ha raccontato di un proprio eccessivo bisogno di avere controllo sul peso, il 53% è riuscito a gestire meglio questa ossessione. Il 14% ha raccontato di essersi lasciato andare e di aver consumato grandi quantità di cibo, senza freno, né controllo.

Ebbene, lo studio ha evidenziato che questi comportamenti erano quasi sempre associati alla difficoltà nel gestire lo stress, ad un aumento dei sintomi depressivi in generale e alla presenza di oggettive difficoltà finanziarie, sia moderate, sia gravi.
Grande attenzione da parte degli studiosi è stata ovviamente dedicata al fenomeno dell’obesità. “Un problema che va monitorato sempre e ancor più in questo momento così complicato che senza dubbio è incentivante rispetto a determinate derive alimentari”, ha sottolineato Neumark-Sztainer -.
"La maggioranza dei giovani adulti nel nostro studio provengono da contesti etnico-razziali diversi e tendenzialmente a basso reddito. Quindi spesso non ricevono i servizi di cui hanno bisogno – ha specificato lo studioso. - Per garantire che le disuguaglianze sanitarie non aumentino, dobbiamo soddisfare i bisogni di queste gruppi ".

Il fattore strettamente economico è stato oggetto di particolare attenzione anche da parte della dottoressa Simone che sul tema guarda all’oggi, ma anche all’incerto futuro: "Le conseguenze economiche della pandemia COVID-19 probabilmente persisteranno per molto tempo, anche oltre la diffusione dei vaccini. E i nostri studi indicano che le difficoltà finanziarie delle persone possono spesso essere origine di comportamenti alimentari disordinati. E’ essenziale quindi che gli interventi preventivi e i trattamenti sanitari siano convenienti, facilmente accessibili e ampiamente diffusi fra coloro che sono a rischio. La gestione on line dei pazienti, in quest’ottica, rappresenta un valido supporto”.