Black Friday, la corsa allo shopping on line fra ansia e rischio di dipendenza

L'esperto: "Il 5% della popolazione è ossessionata dall'acquisto"
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"IN QUESTO periodo siamo diventati un po’ tutti dipendenti da qualcosa. Siamo stressati, chiusi in casa privi, guardiamo continuamente la nostra posta elettronica e leggiamo decine di offerte di prodotti. Spesso acquistiamo d’impulso per uscire dall’isolamento, quel gesto può essere una valvola di sfogo”. Carlo Arrigone psicoanalista e autore del libro  'Shopping compulsivo' spiega perché "la scienza ci dice che siamo bravi a capire quando abbiamo necessità di qualcosa, ma non altrettanto di cosa abbiamo veramente bisogno". Secondo le ultime stime pare circa il 5 % della popolazione, soffre di ossessione da acquisto ma c’è una grande variabilità di dati. Sono diversi anche i modelli di shopping. Alcuni quotidiani, in altri casi "abbuffate”. Così compriamo e compriamo, anche se facciamo fatica a scegliere cosa prendere. E alcune volte davanti a saldi e sconti ci sembra perfino strano non aver bisogno di qualcosa. Il Black Friday è uno di questi momenti: fatichiamo a capire tra miriadi di offerte cosa possiamo e vogliamo comperare.  

Per questo ci viene l’ansia da Black Friday?
“Intendiamoci prendere qualcosa di utile e di gratificante per noi è come farsi un regalo. E’ un’attività che ci mette in contatto con le nostre emozioni più profonde al pari di altre che sembrano meno superficiali. I problemi sorgono  quando non è finalizzata, come può essere in questo momento del Black Friday e  può creare ansia. Faccio un esempio. Se voglio comperare un determinato tipo di cappotto, non c’è nulla di patologico se aspetto il momento degli sconti. “Regalarsi” oggetti  è simbolo di conferma, premio, affetto, ma quando non c’è una domanda precedente ossia: "Devo comperare per forza un cappotto perché ci sono i saldi", allora lo subiamo quel bisogno invece di esserne gratificati”.

Osessionati dalle spese online, carta di credito alla mano, si può finire per accumulare debiti, litigare con i propri cari e perdere completamente l’autocontrollo
"È davvero il momento di riconoscere il disturbo da shopping compulsivo come condizione di salute mentale e di studiare più a fondo la ‘versione’ on line della malattia che è comunque l’esito di un complesso intreccio di fattori biologici, psicologici, sociali e culturali.  Internet infatti ha reso lo shopping immediato, anonimo, accessibile e conveniente. I negozi funzionano 24 ore al giorno, e si compra rimanendo a casa. In questo momento che siamo più fragili  può provocare un desiderio estremo che porta alla perdita dell’autocontrollo. E sofferenza oltre a difficoltà relazionali".

Shopping compulsivo o no quali sono i segnali di allarme di un possibile disturbo?
"Quando ci rendiamo contro la felicità dipende da ciò che acquisto. E’ una dipendenza, anzi fa parte di quelle che oggi si chiamano nuove dipendenze. Al posto delle sostanze ci sono i comportamenti compulsivi come l’uso del cellulare o del gioco d’azzardo. La sofferenza arriva quando non si può. Sono tossicodipendenza commerciali”

Come si cura?
"Rivolgendosi ad uno specialisti, mi fa piacere però segnalare che ci sono gruppi che si ispirano al modello degli alcolisti anonimi e seguono la regola dei 12 passi. E' un problema più diffuso di quanto si possa immaginare"

 Che effetto le ha fatto vedere l’assalto all’acquisto di scarpe da ginnastica per un valore di 12 euro in un grande magazzino?
“E’ una forma di contagio anche quella. Di emulazione”

Il 67% dei Millennials effettua shopping online,  ma anche quelli ancora più giovami. Potrebbero perdere il senso del bisogno e del desiderio, anche del valore del denaro? 
""Il messaggio spesso è: "la felicità è legata alla possibilità di comprare tante cose". La domanda in realtà è per i genitori: Perché i ragazzi hanno disponibilità di una carta di credito che non posso governare? Ma questo vale per ognuno di noi. Si prendono cose che non servono, che non piacciono. Repliche infinite".