Covid, test sulla saliva contro tampone in naso e bocca. Chi vince la sfida? Sembrerebbe nessuno...

(afp)
2 minuti di lettura
Test salivari: più pratici da eseguire e meno fastidiosi rispetto ad un tampone, ma sono altrettanto affidabili nei risultati? In una fase nella quale si punta a screening di massa e si cercano soluzioni per testare il maggior numero di persone possibile, i ricercatori provano a trovare metodi diagnostici alternativi al tampone.

(reuters)

Lo studio di Yale

Coronavirus, Speranza: ''Se il vaccino è sicuro, prime dosi disponibili entro fine 2020''

Più tracce di Dna e più diagnosi tra gli asintomatici

Lo studio canadese

Un po’ diverse le conclusioni a cui è giunta un’altra ricerca statunitense recentemente pubblicata su Annals of Internal Medicine. In questo caso, infatti, i kit di autosomministrazione che utilizzano la saliva per testare il Covid-19 sono risultati meno efficaci nel rilevare il virus rispetto ai tamponi standard a naso e gola. Lo studio ha rilevato che dei 70 campioni positivi, il virus è stato rilevato nell'80% dei tamponi e solo nel 68,6 per cento dei campioni di saliva.

La ricerca con il kit di autosomministrazione

I ricercatori dell’Università di Ottawa hanno arruolato soggetti asintomatici ad alto rischio e quelli con sintomi lievi. Gli adulti hanno fornito un campione di saliva utilizzando un kit di auto-raccolta (OMNIgene • Oral, OM-505 Dna Genotek) e contemporaneamente anche un tampone standard. Questi kit sono progettati per l'auto-raccolta senza assistenza di esperti e possono conservare il materiale virale a temperatura ambiente per il trasporto e l'analisi.

I risultati

Dei 1939 campioni combinati di tampone e saliva analizzati, il gene Sars-CoV-2 è stato rilevato in 70 campioni, l'80% con tamponi e il 68,6% con saliva. Trentaquattro partecipanti (48,6%) sono risultati positivi per Sars-CoV-2 su entrambi i campioni di tampone e saliva. Risultati discordanti del test sono stati osservati in 22 partecipanti (31,4%) che sono risultati positivi con il solo tampone e in 14 (20%) che sono risultati positivi con la sola saliva. I tamponi sono stati ottenuti dal rinofaringe nel 35,7% dei partecipanti risultati positivi con la sola saliva, rispetto al 9,1% dei partecipanti risultati positivi con il solo tampone. “Dal nostro studio - spiegano i ricercatori dell’Università di Ottawa - è emerso che i metodi diagnostici standard con tamponi nasofaringei e orofaringei hanno rilevato più casi di Covid-19 rispetto al test della saliva tra i pazienti che erano asintomatici ma ad alto rischio o che erano lievemente sintomatici”.

I vantaggi di un test salivare

Il rilevamento salivare di Sars-CoV-2 è stato proposto come alternativa ai metodi diagnostici standard con tampone. Il test della saliva presenta in effetti dei potenziali vantaggi: la raccolta non richiede personale addestrato o dispositivi di protezione individuale, può essere eseguita al di fuori dei centri di analisi e può essere meglio tollerata in popolazioni difficili o pediatriche. Ma richiede alcune precauzioni. A causa dell'instabilità dell'Rna genetico, l'uso di saliva grezza richiede un trasporto rapido in un laboratorio per l'estrazione del materiale virale e l'analisi della reazione a catena della polimerasi. I ricercatori hanno, infatti, sottolineato che nel loro studio è stato utilizzato un nuovo kit di raccolta contenente un fluido conservante e viricida, che consente la conservazione e il trasporto sicuri e stabili dei campioni. “I nostri risultati - proseguono - si aggiungono a quelli di studi precedenti, che si sono concentrati su test salivari di pazienti sintomatici e ospedalizzati secondo i quali i test della saliva possono essere più sensibili”. In questa ricerca canadese, inoltre, sono state incluse anche persone asintomatiche e leggermente sintomatiche per simulare lo screening di massa per Covid-19.

I limiti dello studio

Gli stessi ricercatori riconoscono che lo studio presenta importanti limitazioni. In primo luogo, è difficile valutare le prestazioni di un nuovo test diagnostico in assenza di un vero riferimento gold standard. La percentuale segnalata di falsi negativi con test basati sulla reazione a catena della polimerasi della trascrittasi inversa per Sars-CoV-2 utilizzando tamponi è di circa il 38% all'esordio dei sintomi e fino al 100% subito dopo la loro manifestazione. Nello studio canadese, il 20% dei casi di Covid-19 è stato rilevato dalla sola saliva, a ulteriore supporto dell'idea che il test con tampone potrebbe essere uno standard di riferimento non del tutto affidabile. In secondo luogo, il tampone nasofaringeo o orofaringeo è stato eseguito in base alla disponibilità dei tamponi presso il laboratorio, anche se i tamponi nasofaringei sono stati eseguiti preferibilmente nelle persone sintomatiche e in quelli in fase più avanzata di malattia, cosa che potrebbe aver influenzato i risultati