I segnali dell'infarto diversi per le donne? Macché, sono uguali per tutti

Molto diversa però è la percezione del rischio: le donne temono più il tumore al seno, ma muoiono più per le malattie cardiovascolari

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Dolore in petto, sudore e dispnea. I tre sintomi cardine, quelli che fanno scattare l’allarme, si manifestano nella stessa maniera, nell’uomo e nella donna. A testimoniare che anche in medicina le differenze di genere qualche volta scricchiolano, adesso ci si mette anche l’infarto miocardico. Cade, o almeno vacilla, fin quando non arriverà un nuovo contrordine (e di certo non l’ultimo), un’altra certezza dell’universo cardiologico: che il cuore del maschio colpito da infarto manifesti segni caratteristici e, soprattutto, diversi da quelli evidenziabili nella donna. È quanto afferma una metanalisi pubblicata sul Journal of American Heart Association, presentata sulla piattaforma informatica dell’European Society of Cardiology e coordinata da Annemarijn de Boer del’università olandese di Utrecht.

Ventisette studi

La ricerca ha infatti esaminato e valutato 27 studi, pubblicati negli ultimi vent’anni, in cui erano stati descritti in dettaglio i sintomi nei pazienti con sindrome coronarica acuta confermata, sia che si trattasse di infarto che di angina instabile. E il primo, il dolore toracico caratteristico della sindrome coronarica acuta, si è rivelato in entrambi i sessi quasi in egual misura: nel 79% degli uomini e nel 74 delle donne. “I sintomi dell’attacco cardiaco sono spesso etichettati come tipici negli uomini e atipici nelle donne – osserva de Boer - Il nostro studio conferma che i sintomi possono differire tra i sessi, ma dimostra anche che ci sono molte somiglianze”. Significa che la ricerca non ha scardinato la tesi delle differenze significative tra uomini e donne.

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Sintomi classici e non

Per esempio, per queste ultime è stato riscontrato più del doppio delle probabilità di avvertire dolore tra le scapole, il 64 per cento in più di manifestare nausea e/o vomito e il 34 in più di avere respiro corto. Ancora. Sebbene dolore toracico e sudorazione fosse il binomio più frequente in entrambi i sessi, è stato registrato meno spesso nelle donne: probabilità inferiore del 30% di dolore toracico e del 26% di sudorazione rispetto agli uomini. Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di Cardiologia, riflette sulle acquisizioni cui fa riferimento la metanalisi olandese: “Lo studio dimostra che c’è una sovrapposizione tra sintomi classici e non. Rimane il dato consolidato, e da non mettere in dubbio: le donne infartuate presentano sintomi atipici che invece nei maschi sono meno frequenti. E perciò, lo studio giustamente conferma il dolore tra le scapole, la nausea il vomito e la mancanza di respiro come spia di infarto nella donna. Come pure rimane confermato il sintomo classico nel maschio del dolore retrosternale di tipo costrittivo e con la solita irradiazione al braccio sinistro. Le motivazioni di queste differenze possono essere parzialmente spiegate con differenze ormonali ”.

Le donne temono il tumore

Ma c’è un’altra realtà invece, che Indolfi tiene a sottolineare: “Le donne sono convinte che per loro la minaccia dell’infarto sia inferiore a quella di essere colpite da un tumore, e così sottovalutano il rischio cardiovascolare. Ed è un grosso errore che può costare caro, come rivelano i dati statistici: la prima causa di morte nel sesso femminile è rappresentata proprio dalle malattie cardiovascolari, e quindi dall’infarto. La nostra società scientifica ha sottoposto un questionario a circa 1000 donne tra 30 e 60 anni, per valutare quanto fossero informate sui dati di mortalità derivanti dal cuore e dal sistema vascolare. Ebbene, per la maggioranza, cioè circa il 60 per cento, i tumori in generale e quello del seno in particolare si identificherebbero nel maggior rischio-morte.

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: "Ritengono, sbagliando, di potersi ammalare e morire più a causa di un cancro che per un accidente cardiovascolare. Per questo abbiamo lanciato la campagna www.viviconilcuore rivolta al mondo femminile affinché non allenti mai la guardia nei confronti di alcuni fattori di rischio cardiaco: inattività fisica, obesità, fumo, ipertensione, diabete e ipercolesterolemia. Minacce che finora si riteneva incombessero soprattutto sugli uomini, ma non è così”.  E, visto che siamo ancora in emergenza Covid, lo specialista rivolge un’ultima raccomandazione: “I ricoveri per infarto si sono ridotti, ma questo non significa che sono diminuiti gli attacchi di cuore nelle donne”.
 
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