Yoga e antiossidanti, la ricetta per combattere l'Alzheimer

Un nuovo studio dimostra che è possibile alleviare i sintomi dell’Alzheimer e altre demenze con un mix di esercizio fisico di lieve intensità e antiossidanti. Risultati preliminari, ma la strategia è priva di rischi, e facile da mettere in pratica anche per gli anziani

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YOGA, Tai Chi e antiossidanti. Un mix che potrebbe contrastare i sintomi dell’Alzheimer, di altre malattie neuro-degenerative e perfino del declino cognitivo legato all'età. A riferirlo sulle pagine di Pnas è uno nuovo studio internazionale giapponese e statunitense nel quale i ricercatori hanno osservato, su una serie di esperimenti condotti finora solo su topi, che i già noti effetti benefici dell'attività fisica sulla memoria sarebbero ulteriormente potenziati se combinati con integratori a base di antiossidanti come l'astaxantina, una molecola estratta dall'alga Haematococcus pluivialis, ben undici volte più potente del betacarotene.
 
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Il cocktail contro l'Alzheimer

Per capire se la funzione cognitiva potesse essere migliorata dall'effetto combinato dell'attività fisica e dell'antiossidante, i ricercatori hanno svolto una serie di esperimenti sui topi e in vitro. Per prima cosa, hanno suddiviso i roditori in quattro gruppi: al primo è stato dato il placebo e non ha svolto alcuna attività fisica; il secondo gruppo, invece, ha svolto esercizio di lieve intensità combinato con la somministrazione del placebo, mentre al terzo ha ricevuto l'astaxantina senza però svolgere alcuna attività fisica. Il quarto gruppo, infine, ha svolto attività fisica e ha assunto l'astaxantina. Dalle successive analisi è emerso che i topi sedentari che hanno ricevuto il placebo
hanno riportato i risultati peggiori nel miglioramento della funzione cognitiva, mentre quelli migliori sono stati osservati nel gruppo del trattamento, in cui è stato combinato l'effetto dell'esercizio fisico di lieve intensità e dell'astaxantina. Dai dati, infatti, è emerso che specifiche cellule, grazie alle quali si può valutare la neurogenesi dell'ippocampo adulto (Ahn), hanno mostrato un forte “effetto aggiuntivo” alla loro attività quando l'antiossidante e l'esercizio fisico sono stati combinati insieme. Un indizio importante dei benefici apportati da questa “terapia combinata”.

Il ruolo della leptina

Da qui, i ricercatori hanno ipotizzato che gli effetti emersi nel corso degli esperimenti fossero mediati dalla leptina, un ormone prodotto nei tessuti adiposi e nell’ippocampo – area del cervello fondamentale per il funzionamento della memoria – e da tempo ritenuta un target promettente per lo sviluppo di nuove terapie contro Alzheimer e demenze. Per confermare la loro ipotesi, i ricercatori hanno svolto specifiche analisi molecolari e genetiche e, infine, condotto un esperimento nel quale hanno privato un gruppo di topi dell'ormone leptina. I ricercatori hanno così potuto constatare che i topi carenti di leptina non mostravano i benefici dell'effetto congiunto di attività fisica e antiossidanti. Ma, una volta ri-iniettata la leptina per 4 settimane, i topi hanno mostrato di nuovo gli stessi benefici osservati negli esperimenti precedenti. Ciò, spiegano i ricercatori, dimostra che h-Lep, ovvero la leptina che si trova nell'ippocampo, è la specifica molecola bersaglio responsabile dei miglioramenti offerti dalla terapia combinata.
 
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Per gli anziani

I risultati per ora sono stati ottenuti solamente su topi, ma i ricercatori li ritengono già estremamente promettenti anche per gli esseri umani. S l'esercizio fisico di lieve intensità, come yoga e Tai Chi, che il supplemento nutrizionale con antiossidanti sono infatti interventi abbastanza semplici e alla portata di tutti. “I nostri risultati suggeriscono che l'attività fisica lieve, quando combinata con un antiossidante, può essere una strategia non farmacologica efficace per migliorare la funzione cognitiva e la salute del cervello e per rallentare il declino cognitivo”, concludono i ricercatori. “Questa strategia può essere particolarmente utile per i soggetti particolarmente vulnerabili, come gli anziani”.