Depressione invernale, scoperto un gene coinvolto

Idntificato in un maxi-studio sul genoma di migliaia di individui

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QUANDO le giornate si accorciano e arrivano i primi freddi per alcuni cala anche, terribilmente, l'umore: è la depressione stagionale ed ora grazie a un maxi-studio di genetica è stato identificato un gene legato al disturbo dell'umore che si manifesta nei mesi freddi.
 
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry e condotto da James Bennett Potash del Johns Hopkins Medicine. Gli esperti Usa hanno studiato l'intero genoma di 1.380 individui con il disturbo depressivo invernale e lo hanno confrontato con il Dna di 2.937 individui senza questo problema.Hanno così individuato un gene chiamato 'ZBTB20' che, guarda caso, ha un ruolo nei ritmi circadiani (cioè i ritmi dell'organismo collegati all'alternanza di luce e buio). Negli ZBTB20 è importante per l'adattamento alle giornate che si accorciano in inverno. E' possibile che alterazioni a carico di questo gene rendano più ostico per l'organismo accettare la fine della bella stagione ed entrare nella più cupa stagione fredda, sfociando in un disturbo depressivo stagionale.

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La forma più diffusa è la depressione invernale che si fa avanti puntualmente tra autunno e inverno e si allontana con l'inizio della primavera. Tra i sintomi più comuni si riscontra mancanza di energia, maggiore necessità di dormire e minore entusiasmo nelle attività che fino a poco prima ne davano. Ne soffre il 2-8% della popolazione, soprattutto Canada, Danimarca e Svezia, dove i molti affetti può addirittura essere difficile lavorare.

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Ma questa forma depressiva presenta anche un estremo bisogno di carboidrati - aumenta spesso il peso corporeo – un sintomo opposto al consueto identikit di chi soffre di depressione che ha fatto ritenere erroneamente il Sad (disordine affettivo stagionale) una versione più leggera della depressione, ma non è così. In realtà è una versione diversa della stessa 'malattia'.


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