Malattie della pelle, come cambiano le terapie

Dal 3 al 6 maggio è in programma a Sorrento il congresso della Società italiana di dermatologia medica. Un'occasione per fare il punto sullo stato dell'arte

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LA PELLE è l’organo del corpo umano con il maggior numero di malattie, circa 3mila, tra le più frequenti cause di richiesta di intervento medico. Inoltre, l'incidenza dei tumori della pelle è in continua crescita, risultando superiore a quella della somma di tutti gli altri tumori. Di questo e altro si parlerà al  92° congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (Sidemast), in programma a Sorrento dal 3 al 6 maggio.

La città delle sirene accoglierà i massimi esperti di dermatologia per fare il consueto punto sui progressi della ricerca scientifica in campo dermatologico. "In molte aziende ospedaliere la dermatologia rappresenta la specialità che fornisce complessivamente il maggior numero di prestazioni" afferma Piergiacomo Calvazara Pinton, presidente della Sidemast.

Alcune patologie cutanee richiedono una risposta immediata perché possono essere fonte di morbilità nel breve termine, mentre altre comportano un rischio elevato di mortalità; infine ci sono patologie, come i tumori cutanei, che richiedono una diagnosi spesso integrata da indagine diagnostiche specifiche. "La prevenzione e la cura delle malattie della pelle - prosegue Calzavara Pinton - comportano uno sforzo organizzativo ed economico rilevante sia per i pazienti, sia per il Servizio sanitario nazionale (Ssn) con una adeguata disponibilità di personale sanitario e un continuo aggiornamento attuabile, purtroppo, solo in alcune regioni italiane.”
 
Melanoma. Secondo l'Associazione italiana dei registri tumori, nel 2016 i pazienti con diagnosi di melanoma cutaneo sono stati 129.387. Nonostante l’incidenza sia in crescita (+3,1% per anno nei maschi e +2,6% per anno nelle donne), il tasso di mortalità resta sostanzialmente stabile (1 su 306 negli uomini e 1 su 535 nelle donne). Il principale motivo è la diffusione sempre più capillare in ogni studio dermatologico della dermatoscopia manuale e della videodermatoscopia digitale che hanno permesso di aumentare in modo molto significativo sensibilità e specificità diagnostica e quindi di asportare le lesioni prima che possano dare origine a metastasi. In alcuni centri è disponibile anche la microscopia confocale in vivo che, senza bisogno di biopsia chirurgica, riesce a a mostrare le cellule maligne nel loro dettaglio. Un altro grande passo in avanti è stato fatto con i farmaci mirati a specifici bersagli molecolari nelle cellule del melanoma che hanno migliorato in modo molto significativo la sopravvivenza dal tumore nelle forma avanzate.
 
Carcinoma basocellulare. È il più frequente tumore della pelle, caratterizzato da un basso rischio di metastatizzazione ma una tendenza all’invasione progressiva dei tessuti circostanti. Il trattamento chirurgico è in genere sufficiente a rimuoverlo completamente, anche se in alcuni casi l’esito può essere mutilante. Tuttavia, per sede o dimensioni, alcuni non sono operabili né trattabili con radioterapia. Fino a poco tempo fa, per questi pazienti non c’era nessuna alternativa terapeutica valida. Oggi, due nuovi farmaci offono una possibilità terapeutica di grande efficacia e altri ancora sono in fase di sperimentazione.
 
Carcinoma spinocellulare. Il precursore del carcinoma spinocellulare è la cheratosi attinica e si stima che nel nostro Paese più del 20% dei soggetti sopra i 50 anni ne presenti almeno una. L'approccio attuale prevede di trattarle sempre poiché è impossibile prevedere quali evolveranno in carcinoma. Non solo: in presenza di più di cinque lesioni, anche la cute circostante deve essere trattata per ridurre la probabilità di nuove lesioni. Poiché tali aree possono coprire intere parti del corpo come il viso o le braccia, il trattamento chirurgico non è proponibile. Tuttavia, da quest’ anno sono stati resi disponibili tre nuovi farmaci a carico del Ssn e un quarto ha dimostrato dati di efficacia e tollerabilità molto alti con risultato estetico ottimale.
 
Acne. Inizia in età adolescenziale e si protrae ben oltre i 30 anni, colpisce viso e parte alta del tronco con punti neri e punti bianchi, papule e pustole e talvolta noduli. Le novità terapeutiche riguardano l’impiego di farmaci contenenti associazioni di retinoidi e benzoilperossido, retinoidi e clindamicina. Sono sbarcati inoltre prodotti in grado di colpire il batterio Propionibacterium acnes, responsabile dell'infiammazione, all’interno del biofilm che rappresenta una sua naturale protezione. Alternative valide sono il ricorso a isotretinoina orale o alla terapia fotodinamica.
 
Idrosanedite suppurativa. È una malattia cronica che colpisce entrambi i sessi. La malattia porta a cicatrici retraenti dolorose e si accompagna spesso ad obesità o sovrappeso. È fortemente invalidante dal punto di vista sia fisico sia soprattutto psicologico. Le linee guida indicano diversi approcci terapeutici con farmaci topici o sistemici e con tecniche dermochirurgiche o chirurgico-plastiche. I casi gravi o resistenti si giovano della recente approvazione nell’uso di un farmaco biotecnologico, un anti fattore di necrosi tumorale α (TNTα).
 
Psoriasi. Tra le più comuni malattie cutanee, colpisce circa il 3% della popolazione mondiale. Data la complessità dei fenomeni infiammatori alla base delle manifestazioni cutanee, articolari e delle condizioni associate, la ricerca non si è fermata, anzi è particolarmente vivace e tenta di individuare nuovi bersagli da colpire, scelti fra le varie molecole responsabili della malattia. In Italia sono stati introdotti di recente, ed è imminente una nuova immissione in commercio, farmaci diretti contro l'Interleuchina 17. Grande attesa per i risultati clinici di farmaci assunti per via oral che agiscono con meccanismo diverso dai precedenti.
 
Dermatite atopica. In un futuro ormai prossimo, sarà possibile ricorrere a farmaci biotecnologici, estremamente selettivi e capaci di interferire con i principali mediatori dell'infiammazione della dermatite atopica. Nel frattempo, nella prevenzione delle frequenti recidive i nuovi tessuti occupano un importante posto. Per anni il cotone è stato considerato l’unico tessuto confortevole per i problemi degli atopici. Oggi possono essere utilizzati nuovi tessuti e fibresia nelle fasi acute sia in quelle croniche, contribuendo in maniera significativa a ridurre la sensibilità e l’irritabilità della pelle dell’atopico.