Pelle, guida all'uso dei cosmetici che ci proteggono dal sole

Nei 28 paesi dell'Unione Europea, in Norvegia, Svezia, Svizzera e Turchia, i prodotti per tutelarci dai raggi ultravioletti riportano informazioni specifiche sulle etichette. Ecco quali sono

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CREME e lozioni schermanti, come usarle correttamente? Nei 28 paesi europei, in Norvegia, Svezia, Svizzera e Turchia i cosmetici per la protezione dai raggi ultravioletti riportano le seguenti informazioni sulle etichette (obbligatorie per legge o raccomandate dalla Commissione europea). Le riprendiamo traducendone il significato pratico.
 
SPF: fattore di protezione solare, si riferisce solo alla protezione dai raggi UVB (nello spettro fra 290-320 nm). Si indica con 8 numeri (da 6 a 50+) o quattro categorie: 'protezione bassà (spf da 6 a 14,9);  'protezione medià (spf da 15 a 29,9); 'protezione altà (spf da 30 a 59,9); 'protezione molto altà (spf 50 +, uguale o inferiore a 60). Sono vietate le diciture 'schermo totalè o 'sunblock' o 'instant protection'.

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Protezione anti UVA: indica la protezione dai raggi UVA (da 320-400 nm). È identificata da un simbolo, la sigla UVA inserita in un cerchio e corrisponde ad 1/3 del fattore di protezione solare (spf) indicato in etichetta. Per ottenere un margine di tutela della propria salute, meglio scegliere i prodotti dotati anche della capacità protettiva anti UV-A, oltre all'SPF.

La protezione dal Sole spiegata con un cartoon

Dosi: 'rinnovare con frequenza l'applicazione', si legge sulle etichette. In che quantità? Per ottenere il livello di protezione indicato dall'SPF sull'etichetta del protettore solare devono essere applicati gli stessi quantitativi impiegati a monte nei laboratori durante le prove, cioè 2 mg/cm2 di pelle, ovvero 36 grammi di crema (pari a 6 cucchiaini da tè) per il corpo di un adulto medio. Questa dose raramente coincide con quella applicata comunemente ma è bene sapere che l'uso di un quantitativo inferiore a quello raccomandato riduce in modo rilevante l'efficacia protettiva. Dimezzare la dose, per esempio, riduce di due o tre volte la protezione.  Ricorda la Commissione europea che i prodotti dovrebbero recare precise istruzioni d'uso per garantire l'efficacia e invita le imprese a indicarne il quantitativo necessario con un pittogramma, una illustrazione o misura, oltre che recare la seguente spiegazione: 'Attenzione: riducendo tale quantitativo il livello di protezione diminuisce notevolmente'.

Resistenza all'acqua o water resistance: è  la capacità di un prodotto solare di restare sulla pelle anche durante il bagno. Ma il sistema per quantificarla è dibattuto. Non ci sono standard di riferimento univoci e le imprese adottano prove di laboratorio differenti. Precisa Stefano Dorato, responsabile relazioni tecnico-scientifico e normative dell'associazione delle imprese nazionali Cosmetica Italia: "L'International organization for standardization, ISO, sta avviando un progetto di realizzazione di uno standard internazionale per la definizione dei termini 'water resistance-water immersion procedurè ma ad oggi non ci sono obblighi di legge. La  Commissione europea boccia invece le diciture 'waterproof' e 'sweatproof', perché è difficile dimostrare una totale resistenza all'acqua ed è inesatto indicarle".
 
Data di scadenza: esiste una data di durate minima, periodo in cui i cosmetici, una volta aperti, possono essere utilizzati senza effetti nocivi, che vale anche per i solari. È il 'period after opening' o PAO, un simbolo grafico di un barattolino col coperchio aperto che indica per quanto tempo il prodotto mantiene le sue caratteristiche una volta aperto. All'interno del barattolino si trova un numero seguito alla lettera M, che indica i mesi di durata dall'apertura. Il PAO è obbligatorio per i prodotti di durate superiore ai 30 mesi. Per i prodotti di minore durata si impiega un altro simbolo: una clessidra , seguita dal mese e dall'anno o dalla dicitura "Usare preferibilmente entro".  È buona regola non riutilizzare gli avanzi dei prodotti solari della estate scorsa perché possono avere ridotto notevolmente le capacità protettive, anche se ben conservati.

Elenco ingredienti: indecifrabile per la gente comune è invece un elenco utile per chi è soggetto ad allergie verso ingredienti noti, che potrebbero essere contenuti nel prodotto.

Neonati e bambini: la Commissione europea ricorda che i prodotti solari non garantiscono una protezione sufficiente per neonati e bambini perché l'esposizione al sole durante l'infanzia è un fattore importante per lo sviluppo del cancro della pelle in età più avanzata. In linea generale si raccomanda di non esporre al sole i bebè prima dei 6 mesi di età e di tenerli all'ombra il più possibile, con maglietta e cappello. Dai sei mesi di età, la British Skin Foundation raccomanda l'applicazione di un solare dotato di SPF 30 + filtri UVA, da applicare 15-30 minuti prima dell'esposizione al sole e più volte durante la giornata.
 
Indicazioni veritiere ed utili che le imprese aggiungono spontaneamente, approvate dall'UE: 'Non rimanere esposti al sole troppo a lungo anche se si usa un prodotto per la protezione solare'; 'tenere i neonati e i bambini lontani dalla luce diretta del sole'; 'un'esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute'.
 
Indicazioni che non dovrebbero mai mancare sulle etichette, raccomandate dalla Commissione europea: 'Applicare il prodotto prima dell'esposizione al sole'; 'riapplicare con frequenza per mantenere la protezione, soprattutto dopo aver traspirato o dopo essersi bagnati o asciugati'.
 
Indicazioni fuorvianti, che non dovrebbero essere riportate sulle etichette dei solari: 'schermo totalè o 'protezione totale': nessun prodotto blocca il 100% dei raggi del sole; 'prevenzione per tutto il giornò perché dà l'errata sensazione che non ci sia bisogno di ripetere l'applicazione.