Alzheimer, 3 persone su 4 vorrebbero conoscere il loro disturbo anche se non ci fosse una cura

Lo rivela una ricerca condotta in 10 Paesi, che svela anche come, nel desiderio di sapere, le donne superino gli uomini.Poche le persone che hanno familiarità con diversi dei principali sintomi di disturbi neurologici

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Sono 44 milioni le persone che soffrono di demenza nel mondo, e il numero è destinato a crescere. In questo contesto diventa importante conoscere questa patologia. Un vasto studio internazionale si è concentrato sulla percezione dei disturbi neurologici oggi incurabili, come l'Alzheimer e il Parkinson. Nell'ambito della ricerca, realizzata da Ge Healthcare, la società che fornisce tecnologie e servizi sanitari, sono state intervistati 10.000 adulti in dieci Paesi. E' emerso che tre persone su quattro vorrebbero conoscere la malattia neurologica dalla quale potrebbero essere affette, anche se per essa non esistesse alcuna cura. Una percentuale ancora più alta di intervistati, pari all'81%, vorrebbe identificare una malattia neurologica incurabile che interessi uno dei loro cari, con le donne (84%) più curiose rispetto agli uomini (76%).

"Queste statistiche dimostrano come le persone sentano l'esigenza di affrontare disturbi neurologici come la demenza  -  commenta Marc Wortmann, direttore esecutivo dell'Alzheimer Disease International, federazione di 80 associazioni impegnate contro la malattia nel mondo  - . In tutto il globo, quasi 44 milioni di persone soffrono di forme di demenza e, visto il progressivo invecchiamento della popolazione, questo numero è destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni. Sebbene non esista ancora alcuna cura, per le persone affette da demenza una diagnosi tempestiva è utile a ottenere l'accesso ai trattamenti, ai servizi e al supporto attualmente disponibili, medicali e non. I governi e i sistemi sanitari devono garantire un accesso immediato agli strumenti diagnostici già disponibili per identificare con precisione disturbi come l'Alzheimer e il Parkinson, in modo che le persone possano gestirne i sintomi il prima possibile".

Quando agli intervistati è stato chiesto il motivo per cui vorrebbe sapere, infatti, la risposta più comune (71%) è stata quella di poter iniziare il trattamento in grado di aiutarli a gestire i sintomi della malattia. Tra le altre motivazioni, c'è la possibilità di cambiare stile di vita in modo da rallentare, potenzialmente, gli effetti della demenza (66%), e la facoltà di prendere decisioni informate (62%). Non manca, chiaramente, chi preferirebbe non sapere, in modo da non sopportare preoccupazioni ritenute ingiustificate, ritenendo inutile l'essere conscio di una malattia senza essere in grado di controllarla.

"È comprensibile che la demenza sia un argomento spaventoso per le persone. Detto questo, anche se attualmente non esistono cure per molte malattie neurologiche, ci sono terapie e approcci in grado di modificarne i sintomi, qualora la malattia venga diagnosticata abbastanza presto - commenta Ben Newton, direttore Pet-neurologia per Ge Healthcare - . È interessante, ad esempio, notare come la maggioranza degli intervistati con esperienze di un disturbo neurologico sofferto da una persona cara abbia affermato che vorrebbe sapere. Nonostante non ci sia alcuna cura".

La ricerca ha anche sondato il riconoscimento dei possibili segni e sintomi di demenza da parte degli intervistati. E, mentre la maggioranza identifica la perdita di memoria (70%) e il disorientamento (61%) come segni di demenza, meno della metà degli intervistati è in grado di individuare altri sintomi molto comuni, tra cui la perdita di iniziativa, problemi del linguaggio, cambiamenti di comportamento, umore e personalità.

"Capire e conoscere tutti i sintomi di un disturbo neurologico è fondamentale per aiutare persone a noi care che mostrino i primi segni di demenza  -  aggiunge Newton  -  . Intervenire subito di fronte a eventuali problemi permetterebbe ai pazienti di avere accesso a diagnosi e interventi precoci, che potrebbero aiutare a gestire e ritardare l'impatto della malattia".