Truffe d'amore

Truffe d'amore
Oggi raccontiamo la storia di Elsa, inciampata in una trappola d'amore sul web. Pensare "a me non potrà capitare mai" è stato per lei l'inizio della fine

Se volete raccontarmi la vostra storia o una storia scrivete a maria.corbi@lastampa.it
3 minuti di lettura

Cara Maria,

ti scrivo in una notte tempestosa, in cui ai lampi del mio cuore seguono i tuoni, quelli veri, sonori che fanno vibrare le finestre del mio appartamento. Quando il meteo si allinea al tuo sentire, tutto si fa chiaro, il dolore esplode, le fitte intense e ritmate impediscono il sonno e anche l'amnesia. La luce fredda del computer mi ricorda quanto sia stata scema, quanto sia caduta in una trappola d’amore, un inganno osceno eppure tanto frequente. Pensavo di essere più forte e quando leggevo di storie di donne truffate sul web da uomini senza scrupoli ero certa che fosse tutto molto lontano da me. «Poverette», dicevo di loro. «Poveretta», dico oggi di me.

Ho 50 anni, separata da 10 anni, tre figli che sono il battito del mio cuore, un lavoro che mi soddisfa e che mi rende indipendente. Eppure mi manca un compagno. Un uomo con cui condividere piccole cose più che grandi sogni. Il cinema, il week end, le chiacchiere prima di dormire, la comprensione complice, le risate, e anche i piccoli litigi per poi  fare la pace. Ma non è facile incontrare qualcuno "veramente" ai giorni d’oggi, e non solo per il Covid. In dieci anni che sono sola non ho avuto un corteggiatore serio, e quei pochi che hanno abbozzato un interesse a me erano del tutto indifferenti. Ho iniziato a pensare di non avere più risorse sentimentali dentro di me. Anche se rassegnarmi era dura. Per questo quando con un messaggio direct su Instagram si è presentato Massimiliano ho lasciato una porticina aperta. Mi sono detta che altre mie amiche avevano avuto incontri virtuali, anche amori andati a buon fine. Non dovevo essere sempre così diffidente. Altrimenti sarei rimasta sola per sempre. Me lo ripetevo attratta da quell’uomo così sorridente ed empatico, così gentile e pieno di complimenti. Io piemontese, dirigente d’azienda, lui romano, consulente di diversi enti pubblici e istituzioni. Almeno così diceva. Era così preciso nel raccontarmi quello che faceva e anche per chi (ometto qui sigle e nomi) da sedare ogni mio dubbio, ogni mia resistenza. 

Aspettavo con ansia il momento del nostro primo incontro, anche se ormai le conversazioni andavano su chat video e non solo di scrittura. Lo vedevo e questo mi rassicurava. D’altronde sul web leggevo che i "truffatori" non si fanno vedere mai, che bisognava diffidare da chi accampava scuse pur di non avviare una video conversazione. Quanto sono stata stupida! 

Quando mi ha detto «vediamoci» non stavo nella pelle. Felice come una ragazzina al primo amore. Tanto felice da dimenticare i miei impegni di lavoro e di madre. «Voglio dedicarmi questo tempo, questo amore», dicevo a me stessa, incapace di resistere, di essere prudente, di ascoltare i consigli delle amiche che cercavano di farmi ragionare. Sapevo che era separato e che aveva un figlio, ancora bambino. E sapevo che la separazione era di quelle feroci con recriminazioni e richieste di denaro folli da parte della ex moglie. Così due giorni prima del week end fissato per il nostro incontro lui mi dice che è imbarazzato, ma che dobbiamo rimandare perché il giudice del Tribunale civile gli ha bloccato i conti. Ero così delusa da stare male. Dovevo vederlo e così sono stata io a proporgli di mandargli dei soldi. «Non ci sono problemi tra di noi», gli dicevo per convincerlo ad accettare. E alla fine ha accettato. La sua richiesta di accreditargli 5000 euro su una carta prepagata mi era sembrata alta ma tutto sommato ragionevole. E quei due giorni a Firenze con lui sono stati meravigliosi. 

Sono seguiti altri week end e altri versamenti. Fino a che una delle mie più care amiche non mi ha aperto gli occhi facendomi vedere come il mio lui avesse sui social diversi profili e diversi nomi. E come altre donne fossero cadute in questa sua rete, truffate tutte con lo stesso metodo. Non volevo crederci, ho cercato di autoconvincermi che la mia amica fosse gelosa di questa mia storia meravigliosa. Ma la stupidità ha un limite e ho dovuto aprire gli occhi, tornare in me e accettare quello che mi era successo. Un amore finto, mercenario, offensivo, che mi ha fatto toccare un fondo a cui non avrei mai pensato di arrivare. E alle altre donne dico: state attente all’amore bugiardo e non cercatelo sul web. 

Elsa

Cara Elsa, l'amore accade, anche sul web, perché no. Ma occorre essere prudenti, sempre. Pensare che l'attrazione, il desiderio, la speranza sono spesso dei forti sedativi che ci fanno essere meno vigili, meno razionali. L'imprudenza è uno dei sintomi dell'innamramento, web o non web. Mentre la prudenza, quando è troppa, è capace di rovinare l'annuncio del vero amore. Trovare un equilibrio non è facile. Ma l'esperienza delle altre, degli altri può essere di grande aiuto. E quando ci sono richieste di denaro, anche se fatte in modo garbato, occorre sempre drizzare le orecchie. Riflettere bene e fare anche un minimo di indagine. Quando scatta il desiderio, anche virtuale, due persone si cercano con entusiasmo e fretta. Nel tuo caso anche l'attesa dell'incontro doveva farti pensare. In fondo da Roma a Torino sono poche ore di treno e se lui fosse stato veramente così travolto sarebbe venuto da te. E quindi ripeto la tua raccomandazione: state attente/i all'amore bugiardo e non cercatelo sul web

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