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Tre pezzi di Il giro del mondo in ottanta gioielli di Giovanni Raspini che saranno esposti a Milano (Palazzo Visconti, 6-8 maggio) e Roma (Palazzo Colonna, 12-15 maggio).
Tre pezzi di Il giro del mondo in ottanta gioielli di Giovanni Raspini che saranno esposti a Milano (Palazzo Visconti, 6-8 maggio) e Roma (Palazzo Colonna, 12-15 maggio). 

Giovanni Raspini: Argento vivo

In mostra Il giro del mondo in ottanta gioielli di Giovanni Raspini. Un viaggio nella sapienza artigianale e nella fantasia

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Quando realizzò il suo primo paio di pendenti, la potenziale cliente – dopo averli provati – gli chiese: “Ma lei, gli orecchini li ha mai indossati?”. «Erano pesantissimi. Un trionfo di tigri impossibile da portare ai lobi», ricorda ridendo Giovanni Raspini. Gli inizi non sono facili per nessuno, ma nel caso del gioielliere di Arezzo, classe 1950, c’era qualche complicazione in più: «Ho rilevato l’azienda nel 1985, perché ne avevo intuito la straordinaria capacità tecnica, però fino ad allora avevo fatto l’architetto. Per di più con un gusto tutto maschile orientato alle strutture pesanti, preferibilmente di ferro». 
Raspini racconta quindi di un lungo «processo di femminilizzazione», che gli ha insegnato a «prestare attenzione ai dettagli e alle sfumature». Difficile? «Parecchio, visto che noi uomini ragioniamo in bianco o nero». Risultato: nel 2021 l’azienda ha registrato una crescita del 40% e nel 2022 potrebbe superare i 30 milioni di fatturato, mentre gli store in Italia sono saliti a 22, a cui si aggiungono quelli di Montecarlo, Londra e Mosca («chiuso da quattro mesi, quando la guerra sarà finita valuteremo cosa fare»). Per inciso, il 97% dei ricavi deriva dai gioielli, ma alla quota minima di argenteria per la casa Giovanni Raspini non rinuncia: «Fosse per me, progetterei solo posate». 
Anche i monili-scultura sono realizzati in argento, «che permette giochi di sfumature» grazie all’antica tecnica della microfusione a cera persa. Una nuova linea di pezzi unici sarà esposta a Palazzo Visconti di Milano (6-8 maggio) e alla Coffee House di Palazzo Colonna, a Roma (12-15 maggio), nell’ambito della mostra Il giro del mondo in ottanta gioielli. «Dopo due anni di Covid il tema del viaggio, fisico o mentale, è ovviamente al centro. Per non parlare dell’idea di confine, specie in tempi di guerra», spiega Raspini. «Poi va anche detto che il titolo è accattivante, nonostante mi abbia costretto a progettare ben 80 oggetti diversi. Ma sul loro numero, il marketing è stato irremovibile». 
Tra i suoi preferiti: la collana Antartide, con i pinguini su cristalli di rocca che mimano il ghiaccio; e il bracciale Barcellona, che riproduce «quattro edifici iconici della Catalogna. Pesantissimo. Impossibile da indossare per più di mezz’ora». Ci risiamo… «Ma tanto stavolta sono oggetti da collezione. Finiranno con gli altri a Monte San Savino, nella casa in cui visse lo scultore e architetto rinascimentale Andrea Sansovino, dove invito gli amici e organizzo workshop ed eventi. Ora la chiamano Palazzo dei Topi d’Argento perché li ho messi un po’ dappertutto. Perfino sugli infissi».