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Dal tailleur Giorgio Armani ai tacchi a spillo, il nuovo stile di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni alla cerimonia della campanella
Giorgia Meloni alla cerimonia della campanella 
L'interesse dei media stranieri nei confronti del Presidente del Consiglio passa anche attraverso i suoi nuovi look. Ma c'è davvero un messaggio nascosto dietro i completi blu e le décolletées della politica?
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Alle ultime sfilate di Parigi, all’indomani delle elezioni italiane, i giornalisti stranieri - soprattutto quelli americani - inseguivano i colleghi italiani con una serie di pressanti interrogativi: chi veste Giorgia Meloni? Volevano sapere se il neo-Presidente del Consiglio si fosse affidata a uno stylist, se avesse un brand di riferimento, e soprattutto quale fosse il messaggio dietro i suoi look. Tutte domande che i media italiani non si erano mai posti, principalmente perché l’abbigliamento, nella politica italiana, non ha mai occupato il ruolo che invece gioca in quella statunitense, dove anche la scelta di un colore o il posizionamento di un paio di tasche hanno un significato preciso (caso in esame, le giacche bianche indossate da Hillary Clinton durante la campagna elettorale del 2016 e riportate dai media alle lotte femministe), o dove gli orecchini a cerchio messi dalla deputata dem Alexandria Ocasio-Cortez diventano una rivendicazione delle sue origini portoricane e il segno che l’aria al Congresso è cambiata.

Giorgia Meloni al Quirinale per il giuramento del nuovo governo
Giorgia Meloni al Quirinale per il giuramento del nuovo governo 

Interrogata sul guardaroba della politica, la direttrice creativa di Dior Maria Grazia Chiuri ha espresso bene l’approccio italiano alla questione: “Credo che si vesta come preferisce, senza retropensieri”, ha ipotizzato la designer. “Inoltre, la sua campagna è stata incentrata sulla sua vicinanza agli elettori: il suo stile rispecchia il concetto. È una di loro, e si veste come tale”. Il ragionamento non fa una piega, come dimostrano le immagini pre-elezioni, con Giorgia Meloni in bluse color pastello e pantaloni neri, completi estivi beige, sandali piatti: tutto molto normale.

Giorgia Meloni con Mario Draghi alla cerimonia della campanella
Giorgia Meloni con Mario Draghi alla cerimonia della campanella 

C’è però da dire che l’atteggiamento dell’Italia è dovuto anche al fatto che sinora non c’era mai stata una donna alla guida del Governo, e che quando è emersa una figura di primo piano con un’estetica molto precisa come Nilde Iotti o Irene Pivetti, le analisi ci sono state, eccome. Tanto più che, in occasione del giuramento del nuovo esecutivo e dell’insediamento del Consiglio dei ministri a fine ottobre, Giorgia Meloni ha offerto parecchio materiale di discussione, presentandosi con un nuovo look firmato Giorgio Armani: entrambi i tailleur con pantaloni scuri, la camicia bianca e la blusa blu usati dalla politica erano infatti firmati dal designer. Nessuna informazione sulle scarpe, che pure hanno fatto parlare, visto che la presidente è rapidamente passata da un paio di décolletées a delle più comode stringate maschili. 

Giorgia Meloni al Quirinale per le consultazioni in vista della formazione del nuovo governo il 21 ottobre  
Giorgia Meloni al Quirinale per le consultazioni in vista della formazione del nuovo governo il 21 ottobre   

La scelta ha scatenato i commentatori stranieri, con il New York Times in dubbio sull’opportunità che uno stilista si leghi a uno schieramento politico contro cui si è espresso buona parte del sistema moda (come per esempio Pierpaolo Piccioli, intervistato da Repubblica). Tanto più che il presidente del Consiglio anche negli impegni ufficiali successivi parrebbe aver scelto di nuovo di usare capi dello stilista. Certe riflessioni non tengono conto di un dettaglio fondamentale: Giorgia Meloni ha acquistato i capi nella boutique romana del marchio, pagandoli di tasca propria. Non c’è stato alcun endorsement o comunicazione da parte del brand (si parla di un biglietto di ringraziamento inviato dalla politica, a cui lo stilista ha risposto con un suo augurio di buon lavoro), esattamente come - giusto per fare un paragone con gli USA - Ralph Lauren non è mai stato un supporter di Trump nonostante la moglie Melania avesse acquistato e indossato un completo del designer per il giuramento del marito nel 2016. 

Giorgia Meloni con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel alla  sede del Consiglio dell'UE il 3 novembre 2022 a Bruxelles
Giorgia Meloni con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel alla  sede del Consiglio dell'UE il 3 novembre 2022 a Bruxelles 

Chiarita la questione, è evidente che un cambio così radicale nel look ha una sua ragione: c’è chi ha tirato in ballo il power dressing, vale a dire lo stile pensato per permettere alle donne di rivendicare la propria posizione attraverso il guardaroba (e di cui Giorgio Armani è una delle massime voci), ma in questo caso quelle del presidente del Consiglio sembrano uniformi più che affermazioni stilistiche. Ha scelto il designer più amato e rispettato del sistema moda, optando per gli indumenti più classici - e, c’è chi aggiunge, maschili -: è come se Giorgia Meloni abbia voluto “evadere” la pratica dei look e del loro significato, facendo leva su una serie di classici irreprensibili. E infatti, l’account Instagram i @ilookdigiorgiam, lanciato con entusiasmo all’indomani del giuramento per aggiornare sui look della politica, langue fermo a tre soli post: l’ultimo è sulle décolletées nere con il tacco a spillo dorato viste nei primi impegni ufficiali. Probabilmente sono di Tom Ford, del 2016. Un po' poco, per parlare di una "tendenza Giorgia".