Life

Chiassosi, perdigiorno, ingombranti, finti esperti. Ecco i "tipi da libreria"

Photo by Becca Tapert on Unsplash
Photo by Becca Tapert on Unsplash 
Con ironia molto british, Shaun Blythell, autore del best seller "Una vita da libraio" costruisce nella sua nuova fatica letteraria una curiosa tassonomia. Riunite in gruppi, ci sono le creature, spesso moleste, che frequentano il suo negozio dell'usato in un villaggio scozzese. E nelle quali in molti si riconosceranno
4 minuti di lettura

La libreria è un ottimo punto di osservazione antropologico. Lo sostiene Shaun Blythell, titolare del negozio dell’usato The Book Shop nel villaggio scozzese di Wigtown e tra gli organizzatori del Wigtown Book Festival, già autore di Una vita da libraio (Einaudi), tradotto in più di venti lingue. La sua nuova fatica, Tipi da libreria. Piccola enciclopedia degli appassionati di libri (Vallardi) “raggruppa i clienti in categorie approssimative, e senza alcun dubbio finirà per offendere proprio le persone da cui dipende il mio sostentamento. Le sciagurate creature con cui siamo costretti a interagire su base quotidiana e che, durante il lockdown, mi mancano come vecchi amici. Dal primo all’ultimo, dai più incantevoli e divertenti ai più maleducati e scontrosi”. Probabilmente tutti conosciamo qualcuno che appartiene alle categorie descritte da Shaun. Forse uno di loro siamo proprio noi. Ordunque, s’aprano le danze: ecco i più bizzarri (e talvolta molesti) tipi da libreria, che l’autore divide in Genus e Specie.

L’esperto

Detto anche: "Avrei voluto fare il professore". È caratterizzato dall’uso di termini ricercati anche quando ne basterebbero di più semplici (“L’hobby di collezionare francobolli diventa filatelia e una malsana ossessione per gli insetti è detta entomologia”), allo scopo di sentirsi grande e far sentire piccolo l’interlocutore. E non importa se “conoscono a malapena cinque parole lunghe”, perché il loro piacere non è nella cultura: “Le snocciolano con grande entusiasmo al solo scopo di creare una facciata di presunta superiorità intellettuale”. Gli Esperti si dividono in Specialisti (sperano di rendersi più interessanti ostentando, a volte millantando, interessi di ultranicchia e squadrando con disprezzo il libraio che non sa nulla, ma proprio nulla, delle abitudini riproduttive della chiocciola siberiana), Seccatori (hanno un’opinione su tutto, “spesso altamente offensiva” e non vedono l’ora di esporvela), Servizievoli (mai noiosi, condividono le proprie competenze in conversazioni affascinanti, che lasciano la voglia di saperne di più), Collezionisti di libri antichi (in via d’estinzione; amano l’oggetto-libro più del contenuto, e sono disposti a spendere cifre notevoli per quella specifica edizione. Ogni tanto, facendosi fregare), Meccanici domestici (ok, leggono solo di motori, ma “divoreranno la loro preda cartacea con più entusiasmo di un professore di Oxford specializzato nelle opere di Chaucer che trovi un prezioso incunabolo stampato da Caxton Press”).

La giovane famiglia

Una delle dannazioni del libraio, almeno finché non diventa padre a sua volta: “Nessuno vuole vedere mocciosi con le mani appiccicose ficcarsi tra gli scaffali, soprattutto se contengono libri rari e preziosi. Ora, però, capisco. Da un lato, che è impossibile impedire ai bambini di comportarsi come tali; dall’altro, che ai genitori fa piacere una piccola dose di cultura nel loro mondo di pannolini, vomito e Peppa Pig”. Anche qui, è possibile fare qualche distinzione: Genitori esausti (i bambini sono più di uno, e piccoli. Li portano in libreria nella speranza di sfinirli), Figli negletti (parcheggiati sulla poltrona con un libricino in mano da genitori che si danno alla macchia, anche per un’ora, e quando tornano “sembravano sbalorditi dal fatto che lo staff della libreria non fosse composto da babysitter professionisti pronti ad alleggerire il loro sabato pomeriggio di compere”), Genitori ambiziosi (niente Bing, si va dritti su Guerra e pace), Piccoli bibliofili (sono loro a trascinare in libreria madri e padri recalcitranti).

L’occultista

“Creature solitarie che non sono mai accompagnate dai loro simili nelle visite al negozio, anche se sospetto che non sia per scelta: sono prive delle competenze sociali più elementari, e molte di loro non sembrano nemmeno aver afferrato i rudimenti dell’igiene personale. Forse chi è convinto di padroneggiare le arti oscure o di saper parlare con i morti si sente autorizzato ad adottare un atteggiamento noncurante verso la pulizia e la comunicazione con gli esseri viventi”. Analizziamoli uno per uno: c’è il Praticante di arti oscure (dagli adoratori del demonio ai prestidigitatori: i più simpatici, perché in genere adolescenti interessati alle arti misteriose solo in quanto strumento di broccolaggio), il Complottista (dal voodoo di Haiti ai poltergeist, secondo lui nulla è come ci è stato raccontato), il Cartomante (senza disdegnare l’interpretazione dei sogni, la mitologia celtica, l’astrologia, l’omeopatia, il feng shui, la medicina alternativa, i cristalli…), l’Acchiappafantasmi (riconoscibili perché “si vestono alla maniera delle comparse di un film sui vampiri di serie B, con cappello a cilindro, guanti lunghi fino al gomito, abiti vintage e stivaloni”), il Patito di artigianato (ma neanche lui sa quale, così si aggira tra volumi sulla pittura delle pietre e sul lavorare a maglia i peli di cane).

Il perdigiorno

Altro obiettivo non ha a parte, come dice il nome, perdere tempo, e soprattutto farlo perdere al libraio. Sembrerà sempre in procinto di chiedergli qualcosa, facendolo sentire in dovere di restare nei paraggi, ma formulerà la domanda solo quando lui comincerà ad allontanarsi. E riguarderà gli argomenti più disparati (dagli orari dei mezzi pubblici nelle vicinanze a un posto carino dove pranzare), ma mai i libri. Chi è? Il Guardone (sfoglia solo letteratura erotica ed è vestito, effettivamente, come un maniaco sessuale), il Perdigiorno improvvisato (ammazza il tempo tra la preparazione di una ricetta in farmacia e il ritiro dell’auto dal meccanico. Inutile dire che non compra mai nulla), il Coniuge annoiato (accompagna il partner amante dei libri e lo aspetta tra una partita a Candy Crush e frequenti sospiri), l’Autore a proprie spese (“Molti di loro, non potendo contare sul potere di marketing, sulla macchina promozionale e sulle reti di distribuzione degli editori più grandi, non hanno altra scelta se non farsi carico in prima persona di tutti questi compiti”. Scocciando il povero libraio a morte).

Il pensionato barbuto

Sodale con il Perdigiorno improvvisato nel non comprare mai niente, è però maestro nel parcheggiare l’enorme camper esattamente davanti al negozio, nascondendolo ai potenziali clienti il più a lungo possibile. Come un virus, presenta varianti: il Ciclista in lycra (spesso in coppia. I due andranno dritti alla sezione mappe, “si posizioneranno nel punto più scomodo del negozio - di solito bloccando una porta o un passaggio - e dispiegheranno tutte le cartine necessarie a pianificare gli itinerari per il resto della settimana, prima di ripiegarle a caso strappandole in almeno tre punti”), l’Indossatore di pantalon rouge (hipster di mezz’età, quantomeno sa esattamente ciò che vuole e lo paga senza fare storie), il Traslocatore (deve svuotare casa, per cui tenta di rifilare al libraio vecchi tomi, di nessun interesse, ovviamente a prezzi decisamente alti), il Taccagno (altrettanto appassionato delle librerie dell’usato, ma in maniera speculare: non vuole vendere ma comprare, spendendo il meno possibile).

Il viaggiatore chiassoso

I membri di queste specie fanno di tutto per attirare l’attenzione su di sé. Credo sia un meccanismo inconscio, ma ciò non li rende meno irritanti”. Vediamoli uno a uno: il Fischiatore (“Sarà anche un tic nervoso, ma vorrei davvero che la piantassero”. Anche perché di solito sono stonati), il Raffreddato (non si soffia il naso ma “tira su”, e se non ci riesce fa colare il moccio sui volumi), il Vocalist (le canzoni sono sempre orribili ma, rispetto al Fischiatore, almeno riconoscibili. Il fastidio è lo stesso. Se poi i due si trovano nella stessa stanza, si salvi chi può), lo Scorreggione (servono spiegazioni?), il Rompiscatole (che viene “al mondo già con un’aria di rimprovero e sdegno stampata in volto”).

Il genealogista

Divorato dalla passione di ricostruire la storia della propria famiglia, ignora che “per quanto ci piaccia pensare che i nostri progenitori abbiano compiuto grandi imprese, probabilmente non è così. Non ha senso andare fieri del proprio albero genealogico, ma essere orgogliosi di aver piantato un albero vero e proprio”. Lui però non demorde, e può generare un sottogruppo: gli Americani (gli antenati hanno lasciato la madre Scozia quatto generazioni prima, ma loro si sentono ancora membri di un clan. E pretendono il libro che a esso corrisponde). Non ci sono altre specie: i genealogisti paiono essere soprattutto i “nuovi” statunitensi.

I capitoli finali del libro sono dedicati alle tipologie di Personale (neanche i suoi membri si esimono dal generare irritazione nel prossimo) e (quindi uscimmo a riveder le stelle, verrebbe da dire) al Cliente perfetto. Che esiste. E quando incontra il Libraio perfetto, fa magia.