Divorzio: chi tutela il diritto dei nonni a vedere i nipoti?

Il divorzio dei genitori ha interrotto bruscamente la quotidianità di una bambina, cresciuta con i nonni e ora allontanata da loro dalla lettera di un avvocato. 'C'è una legge che tuteli il diritto dei bambini a frequentare i nonni e il diritto di questi ultimi a mantenere con loro un rapporto significativo?' ci chiede una lettrice. La risposta dell'avvocato Orsini torna utile per fare il punto su una questione cara a molti, in questo nuovo appuntamento con 'D(i)ritto al cuore', ovvero come farsi aiutare dalla giurisprudenza quando di mezzo ci sono i sentimenti.

Per rivolgere le vostre domande all'avvocato Sabrina Orsini potete scrivere una mail a modaebeauty@gedi.it
4 minuti di lettura

Gentile Avvocato,
le scrivo perché per me e mio marito è stata una brutta estate: sono una giovane nonna, mio figlio a soli 22 anni è diventato padre di una splendida bambina che oggi ha quattro anni.
Non le nego che la notizia dell’arrivo della bimba all’inizio ci ha spiazzato, mio figlio e la sua fidanzata stavano insieme da pochi mesi, ma passato il primo momento di disorientamento abbiamo fatto di tutto per sostenere i due ragazzi, sia concretamente che psicologicamente, il tutto di comune accordo con i genitori della mamma di mia nipote che viene da una famiglia molto conservatrice e che ha spinto perché i due ragazzi si sposassero.

La nascita di Alice è stata una gioia immensa per tutti che ha illuminato le nostre vite, quella dei suoi genitori, naturalmente, ma anche quella di tutta la grande famiglia che le ruota intorno (noi abbiamo altre due figlie più piccole cha hanno 'giocato' a fare le zie). Non mi fraintenda, non abbiamo mai scordato che Alice è nostra nipote ma oggettivamente abbiamo dato un concreto e decisivo apporto per consentire che i due ragazzi affrontassero il più serenamente possibile la loro vita insieme e che la mamma, ad esempio, proseguisse l’università. Per forza di cose Alice è cresciuta a casa nostra, sebbene io abbia sempre cercato di stare al mio posto e di aiutare la sua mamma a fare la mamma, lavoravo in un negozio e ho deciso di lavorare part time per affrontare al meglio la nuova situazione.


Purtroppo all’inizio di quest’anno mio figlio e la moglie hanno iniziato ad allontanarsi e a giugno ci hanno comunicato di aver deciso di separarsi. Anche in questa occasione abbiamo cercato di fare del nostro meglio, sperando che si trattasse di una situazione momentanea, rispettando la loro privacy e anche il loro dolore – nostro figlio non sta bene e abbiamo intuito che non sia stato in grado di sostenere il ruolo di marito e padre – ma a luglio è arrivata una lettera di un avvocato e da allora ci è stato negato di vedere Alice che da sempre ha passato l’intera estate con noi e le nostre figlie al mare. Inutile dire che siamo distrutti, che vedere la bimba in qualche video chiamata che mi chiede 'nonna, quando vieni?' è pesantissimo e non sappiamo come affrontare questa situazione. È possibile che non ci sia nulla che si possa fare, in questi casi?
Una nonna in pena

 

La risposta dell'avvocato

Alla "nonna in pena" e a quanti si trovano in situazioni simili.

 

Cara lettrice,
il diritto dei nonni di frequentare i nipoti è tutelato dalla legge e più precisamente dal codice civile che all’art. 317 bis sancisce al primo comma che i nonni hanno diritto a mantenere significativi rapporti coi nipoti minorenni. Capita purtroppo che liti di famiglia, separazioni o dissapori tra i genitori e i nonni possano compromettere il diritto di questi ultimi a frequentare i nipoti, ma ancora di più quello dei nipoti a trascorrere un tempo significativo con i nonni, così importante per lo sviluppo e la crescita dei bambini.

La legge tutela infatti non solo, prioritariamente all’art 337 ter del codice civile, il diritto dei minori a mantenere con gli ascendenti e i parenti di ciascun ramo genitoriale rapporti significativi, ma anche quello autonomo dei nonni dando loro una specifica tutela legale. In questi casi, infatti, qualora tale diritto non possa essere esercitato, ovvero qualora uno dei genitori si metta di traverso per impedire ai nonni di vedere il nipote o i nipoti, la legge offre una forma specifica di tutela: i nonni possono ricorrere al tribunale di residenza dei bambini affinché il giudice, valutato ogni aspetto nell’esclusivo interesse del minore, possa prendere provvedimenti più idonei.

In ipotesi di conflitto il giudice valuterà, tenendo conto dell’interesse del bambino, se sia meglio interrompere i rapporti con i nonni, oppure frequentarli in assenza dei genitori, o in loro presenza. L’interesse preminente del minore è il principio cardine che deve guidare ogni valutazione del Tribunale nel singolo caso concreto. Questo vuol dire, in parole semplici, che anche se recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea hanno sottolineato l’importanza del legame tra i nonni e i nipoti per la crescita sana dei bambini tutelando il diritto di visita, oltre che dei genitori, anche dei nonni, non bisogna dimenticare che il diritto dei nonni a mantenere un significativo rapporto con i nipoti non è un diritto assoluto e incondizionato, ma resta subordinato al bene di questi ultimi. Possono cioè continuare a vederli se viene deciso che per loro sia meglio così.

I giudici italiani infatti hanno chiarito a più riprese che tale diritto dei nonni esiste se c'è una fruttuosa cooperazione con i genitori, un impegno comune alla realizzazione di un progetto educativo e formativo. Come chiarisce la Cassazione in recentissime sentenze, il diritto dei nonni è meritevole di tutela “soltanto qualora il loro coinvolgimento nella crescita del minore si sostanzi in un fruttuoso progetto educativo e formativo, idoneo ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità dei discendenti”. Il giudice sarà chiamato a valutare attentamente ogni elemento e qualora ravvisi elementi pregiudizievoli per la serenità e il corretto sviluppo della prole, potrebbe decidere di negare ai nonni il loro diritto a vedere i nipoti.

Quindi, la legislazione nazionale tutela il diritto dei nonni, ma sulla scia della giurisprudenza esistono casi - per fortuna, la rassicuro, diversi dal suo, cara lettrice - in cui il rapporto con i nonni è stato pesantemente ridimensionato a causa degli aspri contrasti insorti tra questi ultimi e i genitori del minore e del clima di conflitto che ne è derivato nel nucleo familiare allargato. Il tema può infatti causare nei minori una situazione di disagio psicologico che il giudice ha reputato pregiudizievole per il sano sviluppo dei bambini.

Nel suo caso, considerata l’abitudine che la piccola Alice ha maturato della vostra costante e affettuosa presenza e considerato la mancanza di situazioni di contrasto (a quanto mi pare di comprendere) tali da recare pregiudizio alla serena crescita della bambina, ritengo ci siano sicuramente gli estremi per far valere il vostro diritto a passare un tempo significativo con la nipotina, sempre nell’ambito di una cooperazione positiva e concreta con entrambi i genitori, e nel rispetto del progetto educativo che deve essere portato avanti da tutta la famiglia.
Questo vale naturalmente per ogni altra situazione simile a quella descritta dalla nostra lettrice, tuttavia da valutare caso per caso.

 

* Sabrina Orsini è avvocato specializzato in Diritto di famiglia. Per inviarle le vostre domande potete scrivere una mail a modaebeauty@gedi.it