Parenting

Manuali per future mamme (in)consapevoli

Alla ricerca di libri non banali per arrivare preparati alla nascita di un figlio. C’è chi si affida ai manuali di istruzione studiando le regole e chi, invece, preferisce i libri che comunicano con l’aiuto dell'ironia e di illustrazioni potenti.

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Ci sono quelle che si preparano un po’ come se dov’essero fare un’altra maturità: studiano, si informano, comparano. Hanno bisogno di sentirsi preparate, anche se all’arrivo di un figlio davvero preparate non si può arrivare mai. “Non c’è nessun trucco per capire prima come te la caverai dopo”, scriveva la pediatra Silvia Di Chio nella prefazione del libro dal titolo geniale, Ero una brava mamma prima di avere figli, scritto nel 2013 da Paola Maraone e da poco riaggiornato per Baldini+Castoldi.  

 

Confessioni di una super mamma 

“Io non mi ero preparata per nulla alla prima gravidanza”, confessa l’autrice, che oggi di figli ne ha tre (dai 6 ai 14 anni). “Avevo in mente lo stereotipo di un bambino-bambolotto che non mi avrebbe dato altro che gioie. Pensavo che sarebbe stato un po’ come un pupazzo, divertente da vestire e svestire, e che avrebbe sempre avuto un buon profumo. Ero convinta che sarebbe stato facile addormentarlo, che sarebbe bastato poggiarlo nella culla e dargli un bacino in fronte. Lo giuro. La realtà, naturalmente, è stata ben diversa”. E poi? “Nelle notti insonni passate a cullare la mia primogenita ho riflettuto a lungo sulle mie convinzioni. A tratti, esausta, piangevo pensando a quanto ero stata ingenua. A tratti riuscivo a sorriderne. Oggi ne rido di gusto. E a mia figlia dico sempre che quando starà per arrivare il suo momento, proverò a raccontarle quel che conta, quel che davvero serve”. 

Nel frattempo, Paola Maraone l’ha messo nero su bianco per tutte le altre mamme in due libri (l’altro si chiama Mammamia! ed è scritto a quattro mani con Alessandra Di Pietro), molto lontani dai manuali che promettono risposte e regole magiche, piuttosto storie autentiche per condividere le sue esperienze, che le mamme le fanno ridere, rasserenare, anche commuovere. Che le tengono incollate alle pagine nonostante leggere, in quei momenti, sembri un’impresa quasi impossibile.  

Dove meno te lo aspetti 

Cosa regala alle amiche che stanno per diventare madri?, ho chiesto ad Alice Forte, che di figli ne ha tre (dagli 1 ai 6), ma è anche avvocato penalista ed educatrice alla lettura. “Il mio asso nella manica è Zagazoo di Quentin Blake (Camelozampa). Non è un manuale, ma un albo illustrato: in teoria si rivolge ai bambini, ma io trovo che le metamorfosi del piccolo protagonista siano una metafora piuttosto realistica della parabola della vita adulta dopo l’arrivo di un bambino. Trovo geniale come il neonato venga recapitato alla coppia tramite pacco postale (naturalmente senza il libretto di istruzioni); il suo repentino, quanto schizofrenico, cambiamento al quale i genitori non possono che assistere inermi, fino alla sua trasformazione in un ragazzo “vero”. Il finale è a sorpresa, con un abile gioco di ribaltamento dei punti di vista perché la forza di Blake sta proprio nel suo irriverente sense of humor”. 

Che regalare albi illustrati alle future mamme sia la chiave giusta per uscire dal tunnel della ricerca ossessiva di regole-da-seguire-per-diventare-bravi-genitori, lo sostiene anche Anna Malgarise, responsabile della Biblioteca civica ragazzi di Verona che, tra l’altro, ha appena contribuito a un progetto per i genitori di bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale nell’ospedale cittadino: un catalogo di libri speciali, che possano aiutarli durante la loro lunga attesa. “Sono convinta che vadano superate le definizioni e gli steccati che dividono le pubblicazioni per bambini da quelle per adulti: esistono solo i libri belli. Ci sono, per esempio, storie che non sono pensate per i genitori, ma che possono aiutarli a mettersi in relazioni con i bambini, già nati o persino in arrivo”. E lei, cosa regalerebbe a una futura mamma? 

“Mi vengono subito in mente due titoli, il primo è Ninne Nanne Nanne Nì di Elisabetta Garilli (Carthusia): è nato proprio durante dei laboratori con genitori in attesa ed è speciale perché c’è una sezione molto intima e un’altra più giocosa, curate da due illustratrici diverse. È un libro che si inizia a sfogliare e ad ascoltare prima della nascita ma poi si continua anche dopo, instaurando un dialogo fatto di ritmo e parole. Il secondo, invece, è uscito da poco e si intitola Ogni volta di Silvia Vecchini (Lapis): l’autrice scrive di un “genitore neutro”, ma nelle illustrazioni si alternano mamma e papà perché, mentre cresce il bambino, crescono anche entrambi i genitori. E questo è un messaggio importante: la genitorialità è un percorso che coinvolge tutta la famiglia, si impara insieme, si evolve insieme”.

 

A me, infine, ne viene in mente un altro che in realtà si potrebbe regalare a tutte le mamme, non solo a quelle in dolce attesa o che lo sono appena: si intitola La signora coniglio bianco di Gilles Bachelet (Rizzoli) e racconta la vita della moglie del Bianconiglio (sì, quello di Alice nel Paese delle meraviglie), dei loro 5 figli e della fatica che lei affronta ogni giorno per restare in equilibrio tra famiglia, amore e lavori domestici. Ma l’autrice lo fa attraverso illustrazioni irriverenti e un testo talmente ironico che finiamo per sorridere di questa giovane mamma che, alla fine, siamo un po’ tutte noi.    

 

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