Le 36 domande da porsi al primo incontro per innamorarsi

Rivelare aspetti di sé, scoprire di avere qualcosa in comune con l’interlocutore e piacere all’altra persona: tre obiettivi che possono essere raggiunti in soli 45 minuti. Come? Rispondendo a 36 domande, seduti faccia a faccia con uno sconosciuto. La possibilità che nasca un'amicizia, o perfino l'amore, è confermata scientificamente. Un esperimento condotto oltre venti anni fa torna di attualità grazie a nuovi studi che confermano: l'ascolto profondo di una persona è più importante dell'attrazione fisica. Quindi provate a mettervi in gioco con noi anche se siete già in coppia. Potreste avere sorprese
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Contrordine: le dating app mobile sono il posto giusto dove trovare l’amore. Uno studio dell’Università di Ginevra, infatti, ha dimostrato che le coppie nate dalle app come Tinder o Grindr, in cui gli utenti selezionano i contatti sulla base delle immagini e non dei profili personali, hanno una più forte disponibilità alla coabitazione e alla genitorialità. E non è tutto. Perché a differenza dei canali tradizionali di incontro, le dating app mobile sono il veicolo per la formazione di coppie provenienti da background economici, culturali e geografici diversi. Per quanto limitato solo alla popolazione della Svizzera, dunque, lo studio sfata il mito del “chi si assomiglia si piglia”. Lo conferma anche Logan Ury, scienziata comportamentale e dating coach e autrice di “How to Not Die Alone” (Come non morire da solo, ndr), uno dei “must-read” della stagione secondo Time. Ury scrive: “Inseguire la scintilla basata sulla chimica iniziale è una battaglia persa. Invece di dare la priorità alle farfalle nello stomaco, cercate elementi di connessione più profondi e aprite una finestra sui valori”.

A dimostrazione, insomma, che Arthur Aron, professore di psicologia alla State University di New York ci aveva visto giusto quando, con il suo team alla fine degli anni Novanta, aveva studiato i meccanismi da cui si genera vicinanza fra le persone. Per testare la sua teoria, Aron aveva redatto una lista di domande utili a promuovere l’intimità fra perfetti sconosciuti e dimostrare che è possibile far innamorare due sconosciuti in poco più di un'ora, con un test di 36 domande.
"Se potessi scegliere tra qualsiasi persona al mondo, chi inviteresti a cena?", era la prima. E a seguire: "Vorresti essere famoso? Come?", "Prima di fare una telefonata, fai le prove di quello che dirai?". Le domande erano studiate per abbassare un po’ alla volta le difese dell’altra persona, e lo studio prevedeva che i volontari entrassero a coppia in una stanza vuota, si sedessero uno di fronte all’altro e cominciassero a rispondere uno a uno a tutti i quesiti, per poi guardarsi negli occhi per 4 minuti. La durata dell’incontro non doveva superare i 45 minuti. Un format perfetto per un nuovo incontro.

Oggi, dopo tanti anni, queste domande fanno ancora - o meglio di nuovo - discutere per la loro capacità di far nascere amicizie e persino amore: “Nel 30-40% dei casi, le persone che si sono sottoposte al questionario hanno riconosciuto che si sentivano vicine al proprio interlocutore più che a qualsiasi altra persona al mondo”, ha raccontato il professor Aron in una recente intervista a proposito del lavoro svolto anni fa. Quella del professor Aron, però, non è una formula magica. Alla base, infatti, ci sono alcuni elementi legati al “cablaggio” del nostro cervello, come l’udito e la vista.

E qui veniamo a oggi: recenti studi come quello della Yale University School of Management confermano che il senso dell’udito è più raffinato della vista quando si tratta di leggere accuratamente le emozioni di una persona. Quando ci affidiamo all’udito, infatti, riusciamo a cogliere meglio lo stato emotivo del nostro interlocutore. Ma anche gli occhi fanno la loro parte.“Gli occhi sono la chiave dell’interazione sociale”, fa sapere Joy Hirsch, direttore del Brain Function Laboratory della Yale University. “Il contatto visivo, infatti, apre la porta ai sistemi percettivi di due individui”. Utilizzando la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (una tecnica non invasiva di neuroimaging funzionale), il suo team ha misurato il flusso sanguigno nel cervello dei partecipanti; dai risultati è emerso che il contatto visivo dal vivo “accende” la circonvoluzione angolare, l’area del cervello collegata alla creatività, al pensiero astratto e “incaricata” dell’innamoramento. Se questi studi contribuiscono a spiegare le ragioni “biologiche” del potere della voce e dello sguardo nel far nascere vicinanza, il professor Aron e il suo team hanno fatto il resto. Le 36 domande, infatti, favoriscono l’auto-rivelazione di sé all’altro e dunque creano le condizioni per la vulnerabilità, chiave di volta della vicinanza.

Perché le 36 domande funzionano

“La mia ricerca mirava originariamente a mettere in luce i meccanismi dell’intimità e dell’amore”, ha ricordato il professor Aron. Le domande, dunque, sono state disegnate per ottenere tre risultati: rivelare aspetti di sé, scoprire di avere qualcosa in comune con l’interlocutore e piacere all’altra persona. “Rivelare informazioni personali è un modo per creare intimità, ma non deve trattarsi né di troppe informazioni né di informazioni veicolate troppo velocemente”. Per questa ragione, le domande sono divise in tre gruppi da dodici e le parti sono invitate a dedicare quindici minuti per rispondere a ciascuna serie: “Alcuni si fermano alle prime sette o otto, altri proseguono fino a esaurire tutte le domande".

La seconda variabile che contribuisce a promuovere l’intimità è vedersi riflessi negli occhi dell’altro: “Uno dei modi per sentirsi vicini a un'altra persona è la consapevolezza di avere qualcosa in comune. Un dato che pesa molto di più di essere simili”, prosegue il professore. Il terzo elemento, infine, è legato alla consapevolezza di sentirsi valorizzati agli occhi del proprio interlocutore. “Abbiamo chiesto di individuare qualcosa che piace dell’altra persona, invece di qualcosa che non piace”. In che modo questo tipo di comunicazione produce l’innamoramento? “Lo sviluppo di una relazione intima passa da un atto di auto-rivelazione personale sostenuta, crescente e reciproca. Nella vita di tutti i giorni consentirsi di essere vulnerabili è molto difficile e questo esercizio forza un po’ le cose”. In pratica, permette di accorciare la strada di quel processo a zig zag per cui ci si incontra, si approfondisce la conoscenza, ci si innamora. Con l’eccezione di quanto avviene nei film dove l’amore è a prima vista, le parole precedono sempre il sentimento. Parlare, infatti, è un modo per accertarci se ci sentiamo sicure con l’altra persona, se e cosa abbiamo in comune, come vediamo il mondo e, con esso il nostro futuro.


Come "usare" le domande

L’unica “regola” nell’uso delle 36 domande è darsi il cambio nell’iniziare la nuova serie, in modo tale che non sia sempre la stessa persona la prima a rispondere. Le serie cominciano in maniera innocua, con domande che spaziano da “Potendo scegliere chiunque nel mondo, con chi vorresti uscire a cena?” a “Quand’è l’ultima volta che hai cantato per te stesso?”. Lentamente, virano verso temi più impegnativi, da “Cosa cambieresti del modo in cui sei stata cresciuta?” a “Il momento più imbarazzante della tua vita?”, fino alle domande che non lasciano scampo: “Datevi il cambio nel dire cinque cose che vi piacciono dell’altra persona” a “Dite al vostro partner cosa vi piace di lui: siate molto oneste dicendo cose che non direste a una persona incontrata per la prima volta”. Mentre incoraggia l’espansione del sé, quest’ultimo tipo di domande regala il dono inatteso dell’ammirazione da parte dell’altro.

Scaduto il tempo, o terminate le domande per chi vuole addentrarsi nella conoscenza, resta la tappa più difficile. Dopo il crescendo di scambi, infatti, gli ultimi quattro minuti si passano in silenzio, guardandosi negli occhi. Per molti partecipanti all’esperimento, questa è la parte più impegnativa, salvo notare quanto il semplice gesto di mettersi a nudo davanti all’altra persona, permettendo a quest’ultima di scrutare nelle proprie profondità, abbia un eco antico, biologico, capace di creare connessione.

Le 36 domande, va detto, non sono una priorità di perfetti sconosciuti, ma possono essere usate anche da coppie navigate per riaccendere il sentimento o approfondire l’intimità. Provare per credere.

La lista completa delle domande: mettiti in gioco

1. Se potessi scegliere tra qualsiasi persona al mondo, chi inviteresti a cena?
2. Vorresti essere famoso? Come?
3. Prima di fare una telefonata, fai le prove di quello che dirai?
4. Definisci  'Il giorno perfetto' per te
5. Qual è l’ultima volta che hai cantato da solo? E per qualcun altro?
6. Se potessi vivere fino a 90 anni e per gli ultimi 60 anni avere o il corpo o la mente di un trentenne, quale dei due sceglieresti?
7. Pensi mai al modo in cui morirai?
8. Tre cose che tu e il tuo partner avete in comune.
9. Qual è la cosa nella tua vita di cui sei più grato?
10. Se potessi cambiare qualcosa nel modo in cui sei stato allevato, quale sarebbe?
11. Racconta la storia della tua vita al tuo partner in 4 minuti nel modo più dettagliato possibile.
12. Se potessi svegliarti domani con una particolare qualità, quale sceglieresti?

- datti il cambio con il partner: ora tocca all'altro, rispondere per primo

13. Se una palla di cristallo potesse dirti la verità su te stesso, sulla tua vita o sul futuro o su qualsiasi altra cosa, che sceglieresti?
14. C’è qualcosa che hai a lungo sognato di fare? Perché non l’hai fatta?
15. Qual è il più gran risultato della tua vita?
16. Per te cosa conta di più in un’amicizia?
17. Qual è il tuo ricordo più caro?
18. E il più terribile?
19. Se sapessi che nel giro di un anno morirai cosa cambieresti nella tua vita?
20. Cosa significa l’amicizia per te?
21. Che ruolo gioca l’amore nella tua vita?
22. Condividi con il tuo partner almeno cinque qualità positive reciproche. 
23. Quanto è stata affettuosa la tua famiglia? Ritieni che la tua infanzia sia stata in media più felice delle altre?
24. Che rapporto hai con tua madre? 

- datti il cambio con il partner: ora tocca all'altro, rispondere per primo

25. Tu e il tuo partner fate tre affermazioni vere con il 'noi'. Per esempio:'Siamo entrambi in questa stanza e sentiamo...'.
26. Completa questa frase: 'Vorrei aver avuto qualcuno con cui condividere…'
27. Se tu diventassi amico del tuo partner quale segreto dovrebbe sapere di te?
28. Dì al partner cosa ti piace di lui.
29. Dividi con il partner un momento imbarazzante nella tua vita.
30. Quand’è stata l’ultima volta che hai pianto davanti a qualcuno? E da solo?
31. Sottolinea al tuo partner qualcosa che ti piace particolarmente di lui.
32. Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
33. Se tu dovessi morire questa sera, qual è la cosa che rimpiangi di più di non aver detto a qualcuno?
34. La tua casa brucia, hai tempo per salvare solo un oggetto, cosa sceglieresti e perché? 
35. Fra tutte le persone della tua famiglia, la morte di chi ti colpirebbe di più?
36. Condividi un problema personale con il tuo partner e chiedigli aiuto per risolverlo.