Tutti matti per le ''nature morte'' su Instagram. Lo still life torna a essere un trend

Una pratica artistica che sta incontrando un nuovo rinascimento digitale, grazie ad artisti visivi e influencer che hanno lanciato le proprie "opere" su Instagram. Gli hashtag da seguire per rinnovare la vostra casa

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Rachel Ruysch The Hague 1664 - 1750 Amsterdam still life of flowers in a glass vase on a marble ledge, @Sotheby's 
LONDRA. Ritorno al passato. Se causa lockdown nel Regno Unito torna di moda l’uncinetto (+600% di vendite rispetto all’anno scorso), fa riflettere anche il redivivo boom della "natura morta” online. Una pratica artistica di tantissimi pittori nel corso dei secoli - e citare soltanto i Cezanne, i Caravaggio, i Morandi, i Picasso, i Van Gogh e i maestri olandesi è riduttivo. Ora, però, questo genere sta incontrando un nuovo rinascimento digitale, soprattutto su Instagram. A notare e raccontare il fenomeno è l’ "Observer". Del resto l’hashtag #stillife (natura morta in inglese) su Instagram ha già sfondato quota 6 milioni di post, di ogni sorta: dalla ripubblicazione di dipinti storici, celebri o amatoriali, sino alle foto più hipster del proprio ambiente casalingo, oramai sempre più familiare causa restrizioni che, per esempio nel Regno Unito, obbligano a un terzo duro lockdown che dovrebbe durare addirittura fino a Pasqua.


E dunque riecco 'casa dolce casa', da vivere, raccontare e mostrare, con fantasia, semplicità, originalità. L'ultimo trend è nato grazie ad artisti visivi e influencer che hanno lanciato le proprie "opere" su Instagram. L’idea è stata immediatamente un successo, empatico e stracondiviso sul social. Il settimanale britannico racconta per esempio il caso di Lucy Williams, un’influencer inglese con più di 490mila follower, che durante il lockdown ha postato nature morte composte da lampade e limoni. Oppure l’artista di Sydney Gabrielle Penfold, o l’insider di fashion design Ben Cobb, che ha condiviso una natura morta di Anne Vallayer-Coster del XVIII secolo, mentre l’interior designer Luke Edward Hall si è dilettato a pubblicare online virali composizioni di narcisi e libri, e racconta: “Poiché trascorriamo oramai molto tempo in casa, mi è venuto spontaneo esprimermi così”. 


Un movimento, quello dello “still life”, che ha registrato un successo mondiale. Abigail Tavener, responsabile social media della casa d’aste Sotheby’s, ha detto sempre all’ "Observer" che anche sui loro canali ufficiali le immagini di nature morte oramai vanno fortissimo, con anche “10mila like a post, più o meno il doppio della media, come capitato a un’opera di Rachel Ruysch”. Per un’altra artista invece, Miriam Dema, “la natura morta è la rappresentazione di un momento specifico, che ci fa apprezzare ancora di più elementi quotidiani che precedentemente finivano nell’oblio”. 


Certo, a livello artistico lo “still life” è stata spesso una celebrazione estetica legata alla caducità, se non alla morte. Ora, però, sembra essere diventata più una celebrazione della vita, come sottolinea lo stesso “Observer".


C’è però anche una componente linguistica, che è sicuramente incentivo per il boom della natura morta nel mondo anglosassone. Perché, come detto, in inglese il termine è “Still life”, letteralmente “vita ferma”, parole che incarnano in maniera straordinaria lo spirito del lockdown e l’emergenza pandemica in corso. In italiano, invece, natura morta richiama un mondo naturale che purtroppo causa restrizioni e stagione invernale è poco praticabile. E poi ovviamente “morta” è l’opposto di “life”.
Insomma, nel boom su Instagram c’è anche un inconscio e silenzioso istinto vitale, a differenza della morfologia della lingua italiana. Le parole sono importanti, anche in questo caso.