Chi ha paura del sangue mestruale? Leandra Medine lo mostra: "Amo essere donna"

L'influencer e imprenditrice newyorkese posa sui social con un abito bianco macchiato dal ciclo e lo scatto diventa l'occasione per raccontare, e normalizzare, tante esperienze simili

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Le mestruazioni non sono mai state così di moda. Finalmente. Protagoniste - ancora in cerca del ruolo della vita - di spot televisivi, del dibattito nazionale sull'abbassamento del'Iva sui prodotti sanitari femminili e ora anche di post di Instagram virali pubblicati da fashionissime influencer. Un po' come è successo con le campagne no-wax, portate avanti dalle paladine vip della non depilazione, ora anche il ciclo sembra attraversare una fase di debellamento del tabù che passa - anche - attraverso la voce delle famose.

A sorpresa, e senza troppe spiegazioni, anche Leandra Medine Cohen è intervenuta sul tema pubblicando una fotografia che la ritrare con un abito bianco colorato dal sangue mestruale. L'influencer ante litteram e imprenditrice che ha creato il sito cult Man Repeller - ora chiuso anche per accuse di razzismo - sorride mostrando la gonna candida dalle macchie rosse e scrive: "Senza sarcasmo, amo essere donna". Continua così sui social l'impegno all'inclusività che l'icona di stile ha avviato nel 2010 con la creazione del suo sito, in italiano "repellente agli uomini", che proponeva una idea di donna ironica e indipendente dallo sguardo maschile. 
La stessa che si ritrova nello scatto delle mestruazioni che è stato accolto con entusiasmo ma che è stato anche un'occasione per fare "outing" sulle proprie esperienze. "Mi sarebbe piaciuto avere questa sicurezza alle medie invece di chiamare mia madre urlando", commenta una follower. Un'altra risponde: "Magari fossi riuscita a parlarne con mia madre, quando mi è successo mi sono limitata a legarmi una felpa in vita". "E' successo anche a me durante una lezione di arte alla scuola superiore, mi feci creativa e dipinsi il resto dei jeans di rosso per affrontare il resto della giornata", così un altro commento. E poi ancora: "La me 12enne ne sarebbe mortificata, per questo adoro questo post" e "Grazie per normalizzare la distruzione di abiti, divani e materassi". Insomma una foto senza troppe spiegazioni che però sembra parlare moltissimo.