1 febbraio 1945: 76 anni fa veniva riconosciuto il diritto di voto alle donne

Il decreto dei Comitati di Liberazione Nazionale fu la prima rivendicazione femminile in materia di diritti politici. "Una conquista che ha segnato il cammino dell'emancipazione", ha commentato Elisabetta Casellati, presidente del Senato

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Ninetta Bartoli, prima sindaca d'Italia eletta nel 1946 con le prime comunali a suffragio femminile 
Settantasei anni fa, il 1 febbraio 1945, con decreto del Governo dei Comitati di liberazione nazionale, veniva riconosciuto alla donna italiana il diritto di voto. Il riconoscimento, che riaffermava giuridicamente l'uguaglianza morale, intellettuale e civile dei cittadini, senza alcuna discriminazione per motivi di sesso, costituì la prima e fondamentale rivendicazione femminile in materia di diritti politici.
Per l'eleggibilità, però, si dovette attendere fino al 10 marzo del 1946. Tutte le donne italiane votarono, quindi, per la prima volta al referendum del 2 giugno, anche se alcune avevano già espresso le loro preferenze in occasione delle precedenti comunali, dove peraltro vennero elette Ninetta Bartoli a Borutta e Ada Natali a Massa Fermana.

"76 anni fa l'estensione del diritto di voto consentiva alle donne di partecipare alla vita politica. Una conquista che ha segnato il cammino dell'emancipazione femminile", ha ricordato l'anniversario in un post il presidente del Senato Elisabetta Casellati. Sul tema è intervenuta anche la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli che scrive: "Il 1 febbraio 1945 per la prima volta in Italia il suffragio universale diventa legge. Sono trascorsi 76 anni e la battaglia per la parità non è certo conclusa, ripartiamo dai diritti delle donne e dal dovere di affermarli ogni giorno, con rinnovata determinazione e coraggio". 

Tra le prime a ricordare l'anniversario c'è Teresa Bellanova che commenta: "L'ampliamento del suffragio per includere la popolazione femminile - ricorda allora l'esponente Iv - è stata una conquista importante delle donne e dei loro movimenti, un momento chiave nella storia della nostra democrazia: il riconoscimento delle donne come soggetto politico e la presa di coscienza del valore delle loro istanze e del loro ruolo all'interno della società"

"Non è una semplice ricorrenza storica, ma deve essere un promemoria costante del ruolo delle donne non solo nella società italiana, ma in tutte le società del mondo, soprattutto quelle che vedono una forte limitazione ai diritti delle donne stesse - ha detto Alessandra Maiorino, senatrice Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio". "76 anni fa veniva riconosciuto alle donne il diritto di voto - sono state le parole del senatore di Azione Matteo Richetti - Una conquista storica che oggi ci appare scontata e naturale. Troppo spesso ciò che dovrebbe essere 'normale', perché semplicemente giusto, ha bisogno di battaglie storiche. A noi il compito di non sottrarci, mai".

"1 febbraio '45: un decreto riconosce il diritto di voto alle italiane. Un traguardo che, insieme al diritto di essere elette, ha permesso di costruire un'Italia più giusta ed equa. Anche oggi il contributo delle donne è imprescindibile per ricostruire il Paese. Non dimentichiamolo", ha sottolineato Valeria Valente, senatrice del PD e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e violenza di genere. Anche la senatrice di Forza Italia Virginia Tiraboschi ha ricordato la ricorrenza: "Il diritto di voto esteso alle donne 76 anni fa è stato un segno di progresso politico importante che ha dato al mondo femminile la possibilità di esprimersi e di impegnarsi per il bene comune".