Varese, il centrosinistra fa il bis: Galimberti confermato nell’ex roccaforte della Lega

Il primo cittadino uscente si è aggiudicato il 53,2% dei voti e 2.000 preferenze in più dello sfidante leghista Matteo Bianchi

Il centrosinistra stravince a Varese per la seconda volta di fila, dopo il 2016: il sindaco Davide Galimberti si è riconfermato primo cittadino con il 53,2 per cento dei voti e duemila preferenze nette sullo sfidante Matteo Bianchi, deputato della Lega scelto da Matteo Salvini dopo che l’ex ministro Roberto Maroni si era ritirato per problemi di salute. «Si tratta di un premio per il lavoro concreto fatto in questi cinque anni, un lavoro che continueremo coinvolgendo tutti quanti», ha commentato Galimberti. Che non ha risparmiato critiche alla Lega: «Mi sembra che questo dato confermi la fase assolutamente negativa della Lega che qui è nata e cresciuta, ma ha avuto uno stop importante. Abbiamo avuto Matteo Salvini per giorni e giorni in città, ma la risposta della gente è importante». E se dopo cinque anni i varesini hanno riconfermato la scelta dando il loro voto a Galimberti è perché, secondo lo stesso vincitore, «La Lega è nata qui, i varesini l'hanno conosciuta e hanno conosciuto la sua inefficienza politica per anni ora si fidano di un'alternativa».

Lo spoglio è durato poco più di un’ora e già alle 16.30 lo sfidante Bianchi, che ora promette «un’opposizione seria in consiglio comunale», dove farà il capo dell’opposizione, aveva già chiamato Galimberti per complimentarsi. E intorno alle 17 i due si sono persino incontrati a Palazzo Estense, sede del Comune di Varese, nell’ufficio del primo cittadino per scambiarsi un saluto. «Le elezioni si vincono e si perdono insieme», ha commentato a caldo Bianchi, che ha però invitato la Lega e tutto il Centrodestra a «fare tesoro degli errori del passato, abbiamo riacceso l'entusiasmo». E sulla presenza di Matteo Salvini - che tra primo turno e ballottaggio è venuto in città quattro volte per esprimere io

Suo appoggio a Bianchi - il deputato dice di essere «orgoglioso che Matteo Salvini sia venuto a Varese. Il nostro è stato un gioco di squadra e sono stato contento del suo sostegno e di quello di Giancarlo Giorgetti, anche se i risultati non sono stati quelli che ci attendevamo». Oggi, invece, nella sede storica della Lega in piazza del Podestà non si è fatto vedere nessuno dei big del Carroccio, che pure nel corso della campagna elettorale si erano più volte presentati in città.

Per il centrosinistra la vittoria di Varese, storica roccaforte della Lega che ha avuto tra i suoi sindaci anche l’attuale presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, è proprio simbolo della possibilità di vincere nel 2023 a Palazzo Lombardia. Spiega il senatore dem varesino Alessandro Alfieri «quella di Varese è una vittoria che dimostra che anche la regione è contendibile. Ora lavoreremo per fare del Pd il polo attrattivo di uno schieramento ampio, riformista e progressista, che si candida alle prossime elezioni a governare la Lombardia». E commentando il «presenzialismo di Salvini», ha aggiunto: “Ha cercato la spallata ma si è nuovamente fatto del male. Vince il centrosinistra a guida Pd, aperto ai contributi civici, vince la credibilità di Galimberti».

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