Superlega, Draghi: occorre preservare le competizioni nazionali

Sostegno a autorità italiane ed europee, tutela valori merito

Il governo italiano «è dalla parte delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport». Mario Draghi si schiera sulla linea della Uefa e gela la proposta lanciata da 12 club europei di primissimo piano di creare una Super League di calcio. «Il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega di calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport», chiarisce il premier. Nella serata di ieri anche il primo ministro britannico Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron avevano criticato l'iniziativa dei grandi club. E in Italia, tutta la politica si schiera unanime contro il progetto. «Uno schiaffo ai tifosi», «No al calcio degli eletti», «Un pericolo per tutto lo sport».

Il caso Super League compatta i partiti, dal Pd alla Lega, dal M5S a Sinistra Italiana, il coro di “no” e unanime. E anche Fratelli d'Italia 'entra in maggioranza'. Il caso domani arriverà in Parlamento, in una mozione bipartisan che impegna il governo a intervenire per bloccare l'operazione. L'idea di un campionato organizzato dai club europei piu' ricchi non piace al segretario del Pd, Enrico Letta che giudica il progetto «sbagliato e decisamente intempestivo». «In Europa il modello Nba non può funzionare - dice il segretario dem - nel calcio e nello sport la forza sta nella diffusione, non nella concentrazione. E nelle belle storie tipo Atalanta, Ajax, Leicester».


«Da sportivo e da italiano, dico che il denaro non è tutto, e i milioni non sono sufficienti per azzerare simboli, storia, merito, cuore e passione. Il calcio e lo sport sono di tutti, non di pochi privilegiati. Mi piacciono le vittorie conquistate con il sudore sul campo, non quelle comprate coi milioni in Borsa». aggiunge il leader della Lega Matteo Salvini. No anche di Giorgia Meloni, che parla di «deriva da tempo avviata alle nostre società applicata al mondo del calcio: scavalcare la rappresentanza dal basso e imporre dall'alto l'istituzione di una oligarchia. Non si distrugge il merito in nome dei profitti».

Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'Economia, usa l'arma dell'ironia: «La Super Lega mi ricorda tanto la New Coca Cola». Anche dal Movimento 5 stelle si levano parole di critica. La Super League, dicono i senatori della commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama, è «una non-competizione in cui lo sport c'entra poco o nulla, ma è tutto incentrato sul business e sul denaro. Squadre che da anni non riescono a qualificarsi in Champions League - proseguono - si garantirebbero un posto automatico in questo torneo, a discapito di altre. Un vero schiaffo a tifosi e sportivi in genere, ma soprattutto un tradimento dei valori».

Il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni definisce il progetto «inquietante» e chiede al governo di intervenire. Una mozione bipartisan per chiedere al governo di impedire l'operazione Super League viene annunciata da Daniele Belotti, deputato della Lega e tifoso accanito dell'Atalanta. Il documento è stato sottoscritto da diversi partiti e sarà depositato in commissione Cultura della Camera. «Ero già intervenuto un anno e mezzo fa, paventando il rischio di questa famigerata superlega europea» ricorda Belotti: «Avevo già presentato una mozione, perchè questa idea è un pericolo per i tifosi, per le squadre, per le serie minori e per tutto lo sport italiano», conclude.

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