La Segre incontra Salvini. Il presidente Mattarella: “Solidarietà contro odio” ​​​​

La senatrice: “Certamente non mi aspettavo la scorta”

ROMA. Una signora di 87 anni costretta a girare con la scorta per gli attacchi antisemiti che riceve è lo shock che continua a far discutere l’Italia. E mentre Liliana Segre, pur essendo una combattente, continua a ragionare sull’opportunità di rinunciare alla presidenza della Commissione della discordia e si dice incredula sulla scorta assegnatale, ieri pomeriggio, a sorpresa, Matteo Salvini, di fronte all’eco internazionale della vicenda, si è presentato (insieme alla figlia e con il massimo riserbo) a casa della senatrice. Ma sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica Mattarella, che è tornato a sostenere la Segre perché, insiste, la contrapposizione tra «solidarietà e intolleranza» non è affatto esagerata: «Quando una bimba di colore non viene fatta sedere sull'autobus o quando una donna come Liliana Segre ha bisogno di una scorta, si capisce che questi non sono interrogativi astratti o retorici».

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La storia a cui allude il capo dello Stato, associandola alla Segre, è quella della piccola di 7 anni che mercoledì, ad Alessandria, ha visto il colore della sua pelle motivare una signora fieramente italiana a non cederle il posto sul bus. L’iniziativa del capo della Lega invece è miratissima, una decisione maturata dopo l’iniziale tentazione di minimizzare l’assegnazione della scorta all’ex bambina di Auschwitz («anche io ricevo un sacco di minacce»), quando la reazione durissima dell’ambasciata israeliana lo ha persuaso a fare un passo indietro, per l’amicizia con il premier Netanyahu cementata durante la visita a Gerusalemme ma anche per ricostruirsi un’immagine internazionale in vista del pianificato ritorno in auge.

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L’allarme lanciato da Mattarella e rimbalzato in tutto il mondo però non nasce dal nulla. Si ripetono ormai gli episodi di razzismo contro stranieri ed ebrei, troppi nell’Italia in cui la curva del Verona inneggia serenamente alla svastica e il sindaco di Predappio cancella il viaggio degli studenti ad Auschwitz. «Bisogna capire perché dopo tutto quanto fatto finora per sensibilizzare l’opinione pubblica siamo a questo punto e come possiamo affrontare questa nuova ondata di odio di cui l’antisemitismo è la punta dell’iceberg rispetto allo sdoganamento dell’intolleranza» ragiona Marzia Luppoli, direttrice della Fondazione Ex Campo Fossoli. A Fossoli si è appena concluso il convegno «Oltre il testimone», una riflessione su cosa accadrà quando le Liliana Segre non ci saranno più basata sull’opera di Primo Levi e le sue analisi sul fondo nero dell’uomo l’antisemitismo latente.

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Sì, perché adesso il tema è caldo e si moltiplicano gli attestati di solidarietà. Il sindaco di Matera Raffaello de Ruggieri ha appena proposto alla Segre la cittadinanza onoraria della Capitale europea della cultura nonché Medaglia d’oro al valor civile per la resistenza contro il nazismo. Ma poi? Nelle settimane e nei mesi prossimi? Quanto impiegherà a dimenticare l’onta di queste ore l’Italia in cui, secondo l’Osservatorio sull’antisemitismo, negli ultimi 9 mesi ci sono state 190 segnalazioni di casi, di cui il 70% online? È come se il genio dell’odio fosse uscito dalla lampada, ripeteva Alberto Sed, uno degli ultimi sopravvissuti all’Olocausto appena scomparso.

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