Sudan, c'è Spider-Man a guidare la resistenza e trovare la pace

L’attivista mascherato alla testa delle manifestazioni contro il regime. E ora il dittatore ha pura dell’Uomo Ragno che ha scelto questa forma di protesta dopo che un suo amico è stato ucciso dai militari

ROMA. Per la pace in uno dei paesi più turbolenti dell’Africa serve un supereroe. In piazza a guidare la resistenza è lo Spider man del Sudan. Nei fumetti della Marvel l’identità dell'Uomo Ragno non può essere rivelata. Accade lo stesso nella nazione (insanguinata da un’interminabile guerra civile) dove l'attivista mascherato è diventato il simbolo della lotta al regime. Vestito di rosso e blu, "Spidey" è un appuntamento fisso delle proteste contro la giunta militare al potere. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di “Spidey”  con la bandiera sudanese in mano che anima la folla nel centro di Khartoum.

Moti di piazza

Violenza e arresti non scoraggeranno i giovani attivisti sudanesi dal resistere ai militari che «hanno rubato la nostra rivoluzione», spiega al Guardian un uomo che affronta lacrimogeni e proiettili con un costume da supereroe blu e rosso. Per la sua sicurezza l’”Uomo Ragno del Sudan" non può essere chiamato per nome. E’   diventato un simbolo delle proteste iniziate in ottobre Vestito con la sua tuta e la sua maschera sempre più logore, insieme ad altri manifestanti affronta i lacrimogeni, i cannoni ad acqua e spesso i proiettili veri. Durante le proteste il suo amico d'infanzia è stato ucciso dalle forze di sicurezza, accusate anche di aver aggredito sessualmente le donne e di aver dato la caccia agli attivisti. È per rendere omaggio all'amico che ha scelto la tuta, non tanto come travestimento quanto come simbolo della sua perdita e della storia che hanno sentito da bambini, del ragno che protegge il profeta Maometto e il suo compagno tessendo una ragnatela sull'imboccatura di una grotta in cui si nascondono, in modo che i nemici passino senza guardare dentro.

Guerra civile
"Spidey" era tra le centinaia di migliaia di persone le cui proteste nel 2019 hanno portato alla caduta del dittatore Omar al-Bashir e alla creazione di un governo di transizione, a sua volta spodestato da un colpo di stato militare nell'ottobre 2021. «I militari e i partiti controrivoluzionari hanno rubato la rivoluzione del Sudan. Sono come il precedente governo di 30 anni - non c'è differenza tra loro e il partito del Congresso Nazionale di Bashir», spiega l’Uomo Ragno del Sudan al Guardian. «Sono dittatori e vogliono solo il controllo». Spidey è stato ripreso mentre prendeva parte alle proteste, oltre che nel suo altro ruolo di scienziato autodidatta che insegna robotica ai bambini. In una riunione segreta di un comitato di resistenza che coordina azioni localizzate in tutto il Sudan, Spidey e i suoi compagni attivisti hanno parlato di come si sentano uniti al popolo sudanese nel loro obiettivo di rovesciare l'esercito, indipendentemente dalla violenza usata contro di loro. «La notte viene e la notte va, ogni giorno è così», ha detto Spidey.  «Con la volontà di Dio, ne usciamo comunque. Fino ad oggi continuiamo a cercare di liberare il Paese, ma non abbiamo paura. Il popolo sudanese, tutto, continuerà ad affrontare le forze di sicurezza e i loro proiettili».

Dietro la maschera
Almeno 95 persone sono state uccise nelle proteste da ottobre, secondo il Comitato centrale dei medici sudanesi, un gruppo pro-riforme che ha anche messo in guardia sull'aumento dell'uso di fucili sulla folla da parte delle forze di sicurezza, causando un alto numero di vittime. Secondo il regista Phil Cox, Spidey è diventato una rappresentazione dell'atmosfera del Paese. Il suo vestito caratteristico sembra dare energia ai manifestanti intorno a lui e simboleggia la resistenza, mentre il suo lavoro di insegnante è stato galvanizzato dal movimento del 2019, come molte altre attività sociali e culturali. Proteste in Sudan dopo il presunto stupro di gruppo di una giovane donna da parte delle forze di sicurezza. «Era piuttosto sorprendente quello che le persone stavano facendo (start-up digitali, collettivi creativi) ma ora sono minacciati e chiusi dai militari», sottolinea Cox, autore del documentario su Spidey

per il Guardian. Dopo il rovesciamento della rivoluzione del 2019, molti di quei giovani attivisti sono diventati arrabbiati e diffidenti nei confronti delle persone al potere, compresi i negoziatori internazionali. «Sentono che l'attenzione è andata alla deriva e sono da soli e non si tirano assolutamente indietro. Si sono fidati, hanno provato e pensano che la comunità internazionale li deluderà di nuovo».

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