Quella bimba crocefissa sotto il sole testimonia il genocidio degli yazidi

Taha al-Jumailly, iracheno, nel 2013 si unì alla guerra santa del Califfato tra Siria e Iraq. Al processo in Germania è stato condannato all’ergastolo per aver lasciato morire di sete una bimba yazida di 5 anni

La sentenza del tribunale di Francoforte è importante perché fissa un delitto nel tempo, impedisce che, con l’accumularsi inutile degli anni, sia troppo tardi per poter vivere la sofferenza fatta alla vittima, per poter indignarsi o per piangere. E la realtà diventa troppo vecchia per essere reale. Taha al-Jumailly, iracheno, che nel 2013 scelse di condividere la fanatica sagra della morte e la bestemmia della guerra santa del Califfato, è stato condannato dal tribunale tedesco all’ergastolo per «genocidio, crimini contro l’umanità che hanno causato la morte, crimini di guerra».

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