Il Belgio rimuove l'obbligo di mascherina all'aperto, ma i contagi aumentano ancora

Secondo alcuni studi, gran parte dei contagi avviene nel corso di relazioni familiari o private. Dove c’è il distanziamento all’aperto, l’obbligo della mascherina sarebbe inutile

DALL’INVIATO A BRUXELLES. Da venerdì scorso il governo belga ha deciso di abolire l’obbligo di mascherina all’aperto, che nella Regione di Bruxelles-Capitale era in vigore dal 12 agosto. Ma la situazione dei contagi è tutt’altro che sotto controllo: proprio oggi le autorità sanitarie hanno lanciato l’allarme sui numeri del virus. Durante la scorsa settimana sono stati registrati, in media, 2.100 positivi ogni giorno (per un Paese che conta poco più di 11 milioni di abitanti), il 32% in più rispetto alla settimana precedente. Con un’impennata del tasso di positività proprio nella regione di Bruxelles (12,7% dei test effettuati, il doppio rispetto alla media nazionale). Certamente l’esplosione dei casi non è una conseguenza del provvedimento che cancella l’obbligo di mascherina all’aperto: basti pensare che il record è stato raggiunto proprio giovedì 30 settembre, l’ultimo giorno in cui vigeva l’obbligo, con 3.133 nuove infezioni. Inoltre va detto che la maggioranza dei cittadini continua a indossarla anche dal 1° ottobre. La domanda è piuttosto un’altra: questa misura, di cui si discute anche in Italia, è efficace?

Trovare una risposta non è semplice per varie ragioni: la prima è che non esiste la controprova. Da due mesi chi vive a Bruxelles è obbligato a proteggersi anche se cammina per strada all’aperto (misura che la stragrande maggioranza dei cittadini ha rispettato) e i casi sono in aumento, ma non sappiamo cosa sarebbe successo in assenza di tale obbligo. Secondo alcuni studi, gran parte dei contagi avviene nel corso di relazioni familiari o private e quindi in molti sostengono che l’obbligo di mascherina all’aperto, laddove esiste il distanziamento, sia del tutto inutile. Sembrerebbe pensarla così anche il governo federale, che nei giorni scorsi ha rimosso l’obbligo esistente a Bruxelles e in alcuni comuni, ma ha imposto altre misure restrittive come ad esempio l’obbligo di chiusura anticipata (alle 23) per i bar.

Per quanto riguarda le fasce d’età, i cittadini tra i 20 e i 29 anni sono i più toccati, seguiti da quelli tra i 10 e i 19, soprattutto gli over 17. Iniziano a essere preoccupanti anche i dati forniti dagli ospedali, con una media di 77 ricoveri al giorno: alcuni reparti Covid hanno raggiunto la loro capienza. Ci sono infatti quasi 900 pazienti che hanno contratto il virus, di cui 186 in terapia intensiva. Cifre simili a quelle di fine maggio. E anche la contabilità dei decessi non promette nulla di buono: la scorsa settimana sono morte, in media, 9 persone al giorno. Nelle ultime 24 ne sono state registrate 20. Dall’inizio della pandemia il Belgio ha censito più di 10 mila morti per Covid.

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