La smart ciambella e il lavoro del futuro

Assistiamo a una grande trasformazione nell’economia e nella vita dei lavoratori dei nostri territori. Non solo per la crisi sanitaria in senso stretto. Fortunatamente, alla pandemia è seguito il programma straordinario del NextGenEu che ha accelerato la transizione dei sistemi economici in senso digitale e verso nuove fonti di energia.

A questi fattori si è poi aggiunto un aumento delle materie prime e un diffuso problema di approvvigionamento. Oltre al cosi-detto reshoring- il fenomeno descritto in queste pagine - nella maggior parte dei servizi ad alto capitale umano il rapporto tra luogo di lavoro e luogo di vita e abitazione è destinato a cambiare per sempre.

Lo smartworking e il lavoro a distanza sono fenomeni che segneranno la nostra società negli anni a venire. E’ ormai evidente che gli impiegati della finanza, delle assicurazioni e della consulenza strategica- settori significativi delle nostre regioni- non torneranno alle vecchie modalità di lavoro.

La “nuova normalità” sembra essere quella di una settimana in cui si lavora tre-quattro giorni a casa e un giorno in ufficio. Un impiego di questo tipo genererà a cascata cambiamenti in tutto il territorio, con un significativo impatto nei centri urbani e nelle aree provinciali e periferiche. Nei grandi centri si parla di un’organizzazione della vita «a ciambella». I centri cittadini e i luoghi dei grandi servizi diventeranno meno affollati e attivi. Al tempo stesso, si assisterà a uno spostamento della popolazione fuori dai centri e maggiormente verso i margini delle aree metropolitani. Le recenti dinamiche della popolazione torinese- con la diminuzione in centro e la tenuta a livello di area metropolitana- sembrano confermare questo processo. Il fenomeno interesserà però anche le aree più provinciali. Una vita lavorativa in cui si va in ufficio una volta la settimana è compatibile con un luogo di residenza distante centinaia di chilometri dal luogo di lavoro. Pianificare questi processi e adattare la distribuzione dei trasporti in tal senso spetterà alla autorità regionali e centrali. Agli enti locali spetterà poi la possibilità di creare spazi pubblici per lo smart working decentrati, dove lavoratori con carichi familiari al seguito e piccoli spazi in casa potranno far combaciare il lavoro a distanza con l’accesso a strutture pubbliche adeguatamente attrezzate.

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