Inflazione e corsa al mattone, per i mutui a tasso fisso in arrivo la prima fiammata

L’immobiliare continua a crescere, le banche per ora non stringono sulle erogazioni. I costi restano bassi ma gli analisti vedono un rincaro dopo anni ai minimi

La corsa alla casa non si ferma. Anche nel secondo trimestre di quest’anno le compravendite, come segnala l’ultima «bussola» stilata da Crif e MutuiSupermarket, salgono del 73,4%. In alcuni casi, e limitatamente in alcune aree, il merito sta nei prezzi delle case ancora interessanti, ma soprattutto nelle condizioni dei mutui, che risultano ancora tra le più vantaggiose mai viste. Eppure ci sono le prime avvisaglie riguardo a una possibile inversione di tendenza per quanto riguarda i tassi dei prestiti dedicati all’acquisto delle case, che potrebbero riprendere a salire.

Corsa ai mutui fissi

Per lunghi mesi un mutuo a tasso fisso (più gettonato rispetto a quello a saggio variabile: viene scelto nel 94% dei casi di chi cerca prestiti online) ad esempio da 140 mila euro su un immobile a Milano del valore di 220 mila si è tenuto sotto l’1% nel suo indice sintetico di costo. Ora lo rimangono solo le migliori offerte che troviamo negli aggregatori online delle proposte bancarie. Per il resto arriviamo anche a picchi dell’1,93% con un caso limite al 2,18%. Il punto è che il parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso, l’indice Irs, a 20 anni a novembre ha oscillato tra 0,42 e 0,35%, a ottobre è arrivato a 0,65%. Ai primi di gennaio stava a zero con lunghi periodi in negativo. Per il momento il costo complessivo dei mutui si impenna poco perché lo spread applicato dalle banche è mediamente contenuto, pari allo 0,2% per quanto riguarda i tassi fissi (0,9% per i variabili che hanno tassi di riferimento più bassi, indicizzati all’Euribor).

“Cambio in arrivo”
«Il sistema bancario continua a garantire un accesso al credito casa a prezzi molto ridotti – fa notare l’ad di MutuiSupermarket.it, Stefano Rossini – ma la situazione sul fronte tassi potrebbe iniziare a cambiare nel corso dei prossimi mesi». Il manager fa riferimento all’aumento degli indici Irs che servono a “prezzare” i mutui a tasso fisso. Da agosto, questi, «sono saliti di uno 0,30%. Tale aumento però è stato recepito ad oggi in modo parziale e disomogeneo dalle offerte prodotto di mercato». In più le offerte per chi ha meno di 36 anni e per categorie prioritarie per legge devono riportare tassi inferiori ai tassi medi che Banca d’Italia ha rilevato nel trimestre precedente.

La mina dei prezzi
«Alla luce di un probabile miglioramento delle prospettive economiche e un nuovo aumento degli indici Irs, i tassi fissi dei mutui dovranno necessariamente subire un rialzo nel corso dei prossimi mesi». Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione, che in Europa a ottobre è balzata al 4,1%, mandando in fibrillazione anche un altro spread, quello dei titoli italiani su quelli tedeschi. Chiaro che la fase espansiva della politica monetaria della Bce, fatta di grandi iniezioni di liquidità, andrà scemando. L’impatto, almeno nel breve non sarà devastante, considerando che il rialzo è contenuto a tassi fissi che gli analisti di Equita, per esempio, vedono in una forchetta 1-1,5%. In un contesto che vede il possibile ritorno all’investimento immobiliare anche come protezione proprio dall’inflazione.

Video del giorno

"Chiara mi vuoi sposare?": la proposta di Ester sul campo di rugby a fine partita a Bari

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi