Covid, il Friuli in giallo. Riecco le mascherine all’aperto in centro a Milano, Bergamo e Bologna

Dall’Alto Adige al Friuli, salgono i contagi e gli indici. L’allarme di Gimbe: «In 18 Province oltre 150 casi su 100mila abitanti»

Per la quinta settimana consecutiva aumentano a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+27%) con una media giornaliera più che quadruplicata se si confrontano i 2.456 contagi che si registravano il 15 ottobre con i 9.866 registrati il 23 novembre. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 17-23 novembre 2021, rispetto alla precedente. L’aumento interessa, con ampie variazioni, tutte le regioni salvo la Basilicata e trascina verso l’alto le curve sul fronte ospedaliero: i ricoveri con sintomi crescono del 15,8% (4.597 rispetto a 3.970) e le terapie intensive del 16,4% (560 rispetto a 481).

Il Friuli Venezia Giulia passerà in zona gialla da lunedì. A dirlo è il presidente di Regione Massimiliano Fedriga. «L’alternativa alle misure, soprattutto dalla zona gialla in poi, non era un’apertura per tutti, ma una chiusura generalizzata per i vaccinati e i guariti a ordinamento vigente. Noi in realtà dalla zona gialla in poi stiamo aprendo di più non di meno. Stiamo garantendo di più le attività produttive, ristoranti, bar alberghi. Non viceversa». Da lunedì in Friuli soltanto chi è in possesso del Super Green Pass potrà andare al ristorante al chiuso, assistere a spettacoli a cinema o a teatro, andare allo stadio e nei palazzetti dello sport.

Una delle situazioni più preoccupanti riguarda anche il Trentino Alto-Adige, regione protagonista delle svariate proteste di piazza contro il Green Pass, dove tutti i parametri sono in peggioramento. «Gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l’esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia autonoma di Bolzano» avverte Nino Cartabellotta, presidente Gimbe. 

Sono ben 18 le Province italiane che registrano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). Il dato è da prendere seriamente perché: «Quando l’incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti - commenta Cartabellotta - gli amministratori devono decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione».

A preoccupare è anche la Sardegna che ha visto alcuni indici in peggioramento. Per quanto riguarda i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, il dato sale a 142 (da 118) e si evidenzia anche un aumento dei nuovi casi del 14,6% rispetto alla settimana precedente. Restano, però, sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (3%) e in terapia intensiva (6%) occupati da pazienti Covid. Più contenuta la situazione in Puglia dove aumentano i nuovi contagi, ma rispetto alla media nazionale il rialzo è minore. Però, secondo il rapporto settimanale, nella settimana dal 17 al 23 novembre i contagi sono lievitati del 6,1% rispetto a sette giorni prima. 

Nel centro storico di Bologna tornano le mascherine all’aperto

Nel centro storico di Bologna torna in vigore l’obbligo della mascherina all’aperto. Lo prevede un’ordinanza firmata dal sindaco Matteo Lepore: da domani fino al 9 gennaio bisognerà indossare la mascherina all’aperto nell’area delimitata dai viali di circonvallazione. «Dobbiamo dare un messaggio a tutti i bolognesi molto chiaro - ha detto il sindaco - stiamo lavorando bene insieme, ma non è finita. Il senso di responsabilità ci ha salvati, ma non possiamo buttare a mare tutti i sacrifici fatti».

Mascherine obbligatorie anche in centro a Milano

Anche Giuseppe Sala ha deciso di imporre l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto nel periodo natalizio nel centro di Milano. L’ordinanza sarà valida dalle ore 00.01 di sabato 27 novembre 2021 alle ore 24.00 di venerdì 31 dicembre 2021, nella fascia oraria compresa tra le ore 10.00 e le ore 22.00, nelle seguenti vie e piazze: Piazza Castello, Largo Cairoli, Via Dante, piazza Cordusio, Via Orefici, Via Mercanti, piazza Mercanti, Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II, Corso Vittorio Emanuele II, piazza San Babila. Per chi non rispetterà l’obbligo di indossare la mascherina in queste zone scatterà una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 euro a 3000.
L’obbligo è stato introdotto anche a Bergamo, per il centro città e per le vie della Città Alta. Il sindaco Giorgio Gori ha firmato l'ordinanza. Il provvedimento entra in vigore dal 27 novembre al 1 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 22. I contagi a Bergamo sono in lenta, ma costante crescita, seppur la situazione sia ancora sotto controllo e, anzi, una delle migliori in Italia: l'incidenza e' passata nei giorni scorsi da 26 a 57 contagiati ogni 100mila abitanti e son 43 le persone attualmente ricoverate all'ospedale Papa Giovanni.

La situazione a livello nazionale

Inoltre, a livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell’8% in area medica e del 6% in area critica, con notevoli differenze regionali: per l’area medica superano la soglia del 15% Provincia Autonoma di Bolzano (16%) e Friuli-Venezia Giulia (18%) che con il 14% supera anche quella del 10% per l’area critica. «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare: la media mobile a 7 giorni è passata da 38 ingressi della settimana precedente a 48».

Cartabellotta spiega che «così come l’allentamento delle misure restrittive deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus». In secondo luogo è anche opportuno «che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l’assistenza ospedaliera per i malati non Covid e di aumentare la mortalità per quelli Covid». 

Come procede la campagna vaccinale?

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, nelle ultime 2 settimane il numero dei nuovi vaccinati si è stabilizzato intorno a 127mila, un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi. «Degli oltre 7 milioni di persone non vaccinate, tuttavia - precisa Gimbe - si muovono troppo lentamente due fasce che preoccupano: da un lato i 2,62 milioni di Over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole». 

Dopo 5 settimane di stop, sono riprese anche le consegne con 1,6 milioni di dosi di vaccino Moderna. Secondo quanto dichiarato il 19 novembre dal commissario Figliuolo, si attendono entro la fine dell’anno ulteriori 7 milioni di dosi di vaccini a mRna (4 milioni di Pfizer e 3 di Moderna), a cui si potranno aggiungere altri 2,5 milioni di dosi della riserva centralizzata. Infine, per coprire le persone chiamate a fare la terza dose entro il 31 dicembre, ovvero 22,6 milioni, «il ritmo dovrebbe salire a 600.000 somministrazioni al giorno» avverte Gimbe. 

Video del giorno

Calcio, giornalista molestata in diretta tv dopo Empoli-Fiorentina

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi