Coronavirus, il bollettino del 20 ottobre: 3.702 nuovi contagi, 33 decessi. Tasso di positività allo 0,8%

I dati del Ministero della Salute

ROMA. Balzo in avanti da 2.697 a 3.702 dei contagi oggi in Italia, oltre mille in più di ieri. E’ il terzo giorno di crescita consecutivo, con il tasso di positività che sale anche dello 0,4% portandosi allo 0,8%. Segnali di una eventuale colpo di coda della pandemia da tenere d’occhio perché se i ricoverati in terapia intensiva restano gli stessi di 24 ore fa quelli nei reparti di medicina sono 41 in più. Ad aggravare il bilancio odierno anche 33 morti.

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In Lombardia oggi si contano 457 nuovi positivi, 45 più di ieri, con il tasso di positività che guadagna quasi due decimali passando allo 0,5%.

Salgono da 245 a 280 i casi in Piemonte dove il tasso di possibilità cresce di un decimale posizionandosi allo 0,5%.
Il Veneto registra 455 nuovi contagi contro i 294 di ieri, uno dei rimbalzi più importanti nelle ultime settimane, e tre decessi. Il numero complessivo degli infetti da inizio dell’«epidemia sale a 475.593, quello delle vittime a 11.810. Cresce di poco il dato dei soggetti attualmente positivi, 8.868 (+51), mentre è in rialzo, per il secondo giorno, il numero dei ricoveri nei normali reparti medici, 202 (+9). Migliora invece la situazione nelle terapie intensive, dove sono 32 (-4) i posti letto occupati da pazienti Covid.

Passano da 161 a 247 i casi in Emilia Romagna, con il tasso di positività che cresce dall1,1 all’1,9%.
Risalgono da 150 a 224 i contagi in Toscana dove anche il tasso di positività va su, passando dall’1,9al 2,6%.

Nel Lazio si contano 381 contagi contro i 326 di ieri mentre il tassi di positività dallo 0,8 sale all’1,3%.
Sono 406 in Campania, 200 più di ieri, i casi positivi al Covid su 23.637 test esaminati. Risale, dunque, il tasso di contagio che ieri era allo 0,69% ed oggi è pari all'1,71%. Una persona è deceduta. Negli ospedali aumentano a 21 i posti letto occupati (+4) in terapia intensiva e a 183 quelli in degenza (+3).

Oggi in Puglia si registrano 147 nuovi casi di Coronavirus, 20 più di ieri, conteggiati su 22.606 test giornalieri (0,65% tasso positività) e 2 decessi.

I deceduti per Covid-19 con ciclo vaccinale completo sono `iperfragili´ con un'età media più alta sui non vaccinati (85,5 contro 78,3) e un numero medio di patologie significativamente più alto (5,0 contro 3,9 pre-esistenti). Lo afferma un approfondimento del report periodico Iss sui decessi pubblicato oggi e basato su 671 cartelle cliniche dall'1 febbraio al 5 ottobre 2021. Nel periodo considerato, sono 38.096 i decessi SarsCov2 positivi di cui 33.620 in coloro senza alcuna dose e 1.440 vaccinati con ciclo completo (3,7% di tutti i decessi Covid positivi avvenuti nel periodo).«Ridurre circolazione virus per proteggerli», dice l'Iss.
L'analisi delle caratteristiche dei deceduti per Covid, spiega l'Istituto superiore di sanità, «indica che la presenza di cardiopatie (cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco), di demenza e di cancro si è dimostrata più alta nel campione di vaccinati».
Dai risultati osservati, sottolinea Graziano Onder, direttore del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell'Iss «è possibile ipotizzare che i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all' infezione da Sars-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. Queste persone molto fragili e con una ridotta risposta immunitaria, sono quelle che possono maggiormente beneficiare di una ampia copertura vaccinale dell'intera popolazione in quanto ciò riduce ulteriormente il rischio di infezione. Ridurre la circolazione del virus è il miglior modo per proteggerli».

Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche dei deceduti il report descrive le caratteristiche di 130.468 pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2 in Italia dall'inizio della sorveglianza al 5 ottobre 2021 riportati dalla Sorveglianza Integrata Covid-19 coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). L'età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2 è 80 anni (mediana 82, range 0-109). Le donne decedute sono 56.792 (43,5%). Solo nella fascia di età maggiore di 90 anni il numero di decessi di sesso femminile è superiore a quelli di sesso maschile, dato da mettere in relazione al fatto che la popolazione in questa fascia è costituita per circa il 72% da donne. Complessivamente, le donne decedute dopo aver contratto infezione da Sars-CoV-2 hanno un'età più alta rispetto agli uomini (età mediane si 85 anni per le donne e 80 per gli uomini). Al 5 ottobre 2021 sono 1.601, dei 130.468 (1,2%), i pazienti deceduti Sars-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 399 di questi avevano meno di 40 anni (245 uomini e 154 donne con età compresa tra 0 e 39 anni).

Stabilizzare i 53 mila tra medici, infermieri e operatori sanitari reclutati in emergenza per colmare le carenze di personale e adeguare le dotazioni organiche alle esigenze del Pnrr. Lo chiedono la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) e le federazioni dei tecnici di laboratorio, biologi, ostetriche, psicologi, veterinari.
«Bisogna avviare subito un confronto con il governo, non solo per il passaggio di questi precari al contratto stabile ma anche per togliere il blocco del fondo per il personale», ha detto Filippo Anelli, presidente Fnomceo, nel corso della conferenza stampa per presentare la proposta.


Dall'inizio dell'emergenza Covid sono stati reclutati con modalità straordinarie 66.029 precari, utilizzati per rispondere alla crisi sanitaria in attività come l'assistenza ospedaliera, il contact tracing, l'incremento del numero di tamponi e la campagna di vaccinazione. Del personale fanno parte 20.064 medici, 23.233 infermieri e 22.732 tra operatori sociosanitari, tecnici di radiologia, di laboratorio, assistenti sanitari, biologi. Dalla platea complessiva di 66.029 precari - spiega Migliore - vanno sottratti i medici abilitati non specializzati, gli specializzandi iscritti al quarto e quinto anno e il personale collocato in quiescenza ma richiamato con incarichi di lavoro autonomo. Quindi il numero di precari interessati dalla procedura di stabilizzazione è di 53.677.

Intanto con mille morti al giorno la Russia va in lockdown. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che a causa della situazione epidemiologica nel Paese saranno dichiarati «giorni non lavorativi» quelli dal 30 ottobre al 7 novembre ma col mantenimento della retribuzione: lo riporta la testata online Meduza. La proposta di dichiarare una settimana «non lavorativa» era stata avanzata ieri dalla vice premier Tatiana Golikova.

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