Il piccolo Nicola sparito dentro il bosco, in centinaia lo cercano in tutto il Mugello

Forze dell’ordine e volontari da ieri setacciano l’area di Palazzuolo sul Senio. L’ipotesi del sonnambulismo

Nulla. Non c’è traccia del piccolo Nicola Tanturli, il bimbo di 21 mesi sparito dalla sua casa di Palazzuolo sul Senio, nel Mugello. Ieri e nella notte decine di volontari hanno cercato tutta la notte il bambino.

Le ricerche erano iniziate ieri, subito dopo l’allarme lanciato dai genitori. Oggi, dopo una notte di ricerche, dietro al caseificio che porta alla località Campanara ci sono ambulanze, i mezzi della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco arrivati fin da Livorno, il Soccorso alpino e pure tanti volontari. Da mezzogiorno di ieri sono in 200 a cercare il piccolo, due anni il prossimo 28 settembre, scomparso ieri notte da quel gruppo di case su alla Campanara, acqua corrente ma zero luce elettrica, una comunità alternativa che da anni vive allevando api e coltivando i campi.

Dicono che Nicola abbia sofferto in passato di sonnambulismo. I genitori raccontano che capitava che lui, insieme al fratellino di 4 anni, se ne andasse in giro attorno a questo gruppo di case che fanno capo al comune di Palazzuolo sul Senio, nel Mugello, provincia di Firenze, in un territorio selvaggio a cavallo tra Toscana ed Emilia.

Bimbo scomparso nel Mugello, le ricerche con elicotteri e cani molecolari

Come ogni sera lo avevano messo a dormire nel suo lettino. Al mattino quando sono andati a svegliarlo Nicola non c’era già più. Le ricerche sono iniziate subito, coinvolti tutti gli abitanti di questo micro eco villaggio. Una donna anziana racconta la paura: «I genitori sono sconvolti, tutta la comunità è in giro per i boschi a cercare il bambino».

L’allarme ai carabinieri è scattato in mattinata. In poche ore è partita la imponente macchina dei soccorsi: un elicottero, droni all’infrarosso, cani molecolari, i sommozzatori che hanno scandagliato inutilmente un laghetto artificiale della zona. I termoscanner hanno potuto utilizzarli solo alla sera per le alte temperature. Nella notte si cerca alla luce delle fotoelettriche e delle torri faro.

L’ipotesi più probabile è che il bambino si sia allontanato da solo dalla porta che veniva lasciata sempre aperta. E che poi si sia perso o che sia caduto in qualche anfratto. Un soccorritore della Protezione Civile non nasconde tutta la preoccupazione del momento: «È una zona difficile, piena di dirupi, rogge, ceppaie di alberi sradicati. Potrebbe essere ovunque».

Lungo la strada ci sono i cartelli per i sentieri per il trial al cinghiale, questa è zona anche di lupi. Non lo dice nessuno, ma la memoria va ad Alfredino Rampi inghiottito in un pozzo a Vermicino 40 anni fa, ritornato in televisione in una serie tv. E allora bisogna cercarlo, e pure in fretta. Nessuno si è tirato indietro. A un tratto, è come se si fosse svuotato il paese per cercare Nicola: «L'area dove si concentrano le ricerche è estesa e impervia, con boschi e fitta vegetazione - spiega il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Philip Moschetti -. Ma lo stiamo cercando e lo continueremo a cercare, non ci fermiamo».

Le ricerche, coordinate dalla prefettura di Firenze, sono estese per un raggio di circa trenta chilometri. Un’area enorme, dentro cui c’è anche un laghetto artificiale, scandagliato ieri pomeriggio dai sommozzatori dei Vigili del fuoco, per fortuna senza esito. Al bar del paese più vicino al caseificio dove parte il sentiero, a sera arrivano i soccorritori che si danno il cambio. Hanno facce stravolte, stanche, tirate. Ma tutti, proprio tutti, ripetono come un mantra: «Andiamo avanti a cercare Nicola. Andiamo avanti fino a che non lo troviamo. E giuro che lo troviamo, dovessimo anche spostare la montagna».

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