Draghi al Global Solution Summit: “Varianti possono rendere inutili i vaccini”. Poi alza la guardia sul cambiamento climatico

Il premier ha parlato anche della sfida al cambiamento climatico: «Il Covid non deve distogliere l’attenzione dai disastri legati al clima»

Draghi e Merkel hanno aperto i lavori del Global Solution Summit 2021. Nel discorso del premier sull’emergenza sanitaria, ha parlato di «soluzioni globali per problemi globali», chiedendo ancor auna volta coesione internazionale alla sfida alla pandemia. E sui vaccini ha dichiarato: «La nostra prima priorità è, naturalmente, sconfiggere la pandemia. Questo significa farlo ovunque e non soltanto nei Paesi sviluppati. Garantire che i paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci è un imperativo morale. Ma c'è anche una ragione pratica e, se vogliamo, egoistica. Finché la pandemia infuria, il virus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo».

Il premier non ha parlato soltanto di vaccini e della sfida al Covid, ma si è soffermato anche sul cambiamento climatico: «La battaglia contro il virus non può distogliere la nostra attenzione dalla lotta al cambiamento climatico. I ghiacci polari si stanno sciogliendo e il livello del mare è in aumento. Il numero di disastri legati al clima segnalati naturali è più che triplicato a partire dagli anni Sessanta e questi eventi sono destinati ad intensificarsi nei prossimi decenni. Nei paesi a basso e medio reddito, le calamità naturali arrivano a costare 390 miliardi di dollari all'anno, una cifra sconvolgente. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il cambiamento climatico causerà 250.000 morti all'anno tra il 2030 e il 2050».

Draghi ha poi proseguito citando gli obiettivi dell’Italia: «Il primo è impegnarsi a ridurre le emissioni sufficientemente al punto da limitare il surriscaldamento globale non oltre 1,5 gradi e da raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2050. Il secondo è mitigare i potenziali danni associati ai cambiamenti climatici. Dobbiamo rafforzare le nostre misure di contenimento, ad esempio accelerando l'eliminazione graduale del carbone». In conclusione, un bilancio economico: «La pandemia ha contribuito a portare almeno 88 milioni di persone in condizioni di povertà estrema nel 2020. Secondo la Banca Mondiale, il cambiamento climatico potrebbe spingerne altri 132 milioni nei prossimi 10 anni».

Il premier si è poi soffermato sulla Cina: «Le molte sfide richiedono tutte terreno comune e impegno. La Cina conta per il 17% del Pil globale ma anche il 30% delle emissioni di gas. Serve preservare uno spazio di dialogo e cooperazione basato sulla condivisione di regole globali comuni, senza fare passi indietro sui nostri valori democratici».

Per quanto riguarda le donne, invece, il premier ha ribadito che i governi hanno tanto «da fare in questa direzione, a partire dalla rimozione di ostacoli alle donne nel lavoro. L'uguaglianza di genere è una delle priorità trasversali del Recovery, investiamo in asili nido ed educazione. Inoltre incoraggeremo le imprese che vogliono investire. Il mio governo ha nominato la prima donna a capo dei servizi segreti. Ci piace agire dando esempi concreti». 

Video del giorno

Trieste, scivola dalle scale di accesso al mare di Barcola

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi