Coronavirus in Italia, il bollettino del 17 maggio: 3.455 nuovi contagi e 140 vittime

I dati forniti dal Ministero della Salute: indice di positività al 2,9%, i morti tornano a superare quota 100

Scendono ancora da 5.736 a 3.455 i contagi oggi in Italia con un tasso di positività in salita di un solo decimale al 2,9% mentre tornano sopra quota 100 i decessi, esattamente al 140. Sono 25 i letti in meno occupati nelle terapie intensive e 110 quelli nei reparti di medicina.

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Sotto la spinta dell'effetto vaccino sui pazienti più anziani e fragili, continuano a calare le terapie intensive occupate da pazienti Covid, attestandosi al 20% a livello nazionale e con nessuna regione che supera la soglia del 30%, oltre la quale diventa difficile la presa in carico di malati non Covid. Lo mostrano i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 16 maggio.

Cala ancora, attestandosi al 20%, anche la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid-19 nei reparti ospedalieri ordinari, restando quindi ben al di sotto della soglia di allerta del 40% individuata dal Ministero della Salute e, anche in questo caso, con nessuna regione che la supera.
Per capire l'entità della discesa, basti pensare che il 27 aprile le terapie intensive Covid erano al 30% a livello nazionale e 7 le regioni oltre questo valore. Mentre i posti Covid nei reparti di medicina interna, pneumologia e malattie infettive erano pari al 32% del totale.

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Questo, nel dettaglio, è ora il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (12% intensive, 15% reparti ordinari); Basilicata (10%, 24%); Calabria (13%, 37%); Campania (16%, 27%); Emilia Romagna (21%, 16%); Friuli Venezia Giulia (10%, 8%); Lazio (25%, 24%); Liguria (23%, 15%); Lombardia (27%, 22%); Marche (22%, 21%); Molise (10%, 8%); PA di Bolzano (6%, 5%); PA di Trento (19%, 9%); Piemonte (22%, 21%); Puglia (22%, 30%); Sardegna (18%, 13%); Sicilia (14%, 21%); Toscana (30%, 17%); Umbria (14%, 19%); Valle d'Aosta (13%, 10%); Veneto (10%, 10%).

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I numeri delle regioni. Calano da 796 a 675 i casi in Lombardia, dove però il tasso di positività dal 2,4 risale al 3,2% mentre si contano 13 decessi, 5 meno di ieri. Si dimezzano da 403 a 207 i casi in Piemonte dove il tasso di positività dal 6,4 passa al 5% mentre di decessi da 5 salgono a 10. Casi in discesa da 277 a 173 nel Veneto, dove anche il tasso di positività va giù dal 2,4 all1,9%. Passano da 452 a 342 i casi in Emilia Romagna dove anche il tasso di positività scende dal 5,3 al 4,6% mentre sono 9 le vittime, due più di ieri. In Toscana scendono da 506 a 382 i contagi con un tasso di positività che sale invece dal 4 al 5,5%. Nel Lazio contagi giù da 577 a 388 con tasso di positività in discesa dal 5,1 al 3,6% mentre i decessi sono 17, tre più di ieri.
Contagi giù in Campania da 919 a 550 con tasso di positività che dall’8,6 passa al 7,4% mentre si cintano 28 decessi contri gli 11 di ieri. Oggi in Puglia su 4.330 test effettuati, sono stati registrati 145 casi positivi contro i 404 di ieri, con una incidenza del 3,3% (ieri era del 5,8%). Sono stati anche registrati 21 decessi (ieri 8). I ricoverati sono 1.223 (28 in meno di ieri).

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Anche se i casi di Covid sono in diminuzione la linea deve essere di «prudente ottimismo», perché ancora si devono vedere gli effetti delle riaperture del 26 aprile, afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «Oggi la linea di riferimento deve essere quella del prudente ottimismo - ha affermato Cartabellotta. Siamo ormai in una fase discendente dell'epidemia, i contagi sono in calo e si stanno progressivamente svuotando gli ospedali. Anche i decessi si sono ridotti del 50%. Però buona parte di questi effetti sono stati ottenuti dopo 6 settimane di zona rossa o arancione. Gli effetti di un'Italia tutta gialla a partire dal 26 aprile non li abbiamo ancora visti, li vedremo a partire da questa settimana. Inoltre siamo un po' indietro sulle vaccinazioni nella fascia 60-69. Per questi motivi serve prudenza. Quello che è certo è che eventuali risalite sulla curva dei contagi non avranno lo stesso impatto sugli ospedali, perché abbiamo gran parte degli over 70 protetti».

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Sabato da record per la campagna vaccinale italiana, con oltre 522 mila dosi somministrate, livello mai raggiunto finora in un giorno prefestivo. Complici anche gli open day organizzati da alcune regioni, il 15 maggio, secondo i dati del Governo, le vaccinazioni sono state 522.700, con una capacità settimanale di 3,3 milioni di dosi somministrate, anche questo il dato migliore finora registrato. Anche il numero di ieri, pari ad oltre 385 mila vaccinazioni è il migliore realizzato in una domenica.

I vaccini a Rna di Pfizer-Biontech e Moderna hanno intanto mostrato di ridurre del 94% il rischio di ammalarsi di Covid-19 tra gli operatori sanitari che avevano ricevuto entrambe le dosi. È il dato che emerge da un nuovo studio dei Centers for diseases control (Cdc) americani, condotto su un vasto campione di questi lavoratori, e che conferma i primi dati usciti lo scorso marzo.
Nello studio è stato confrontato lo stato vaccinale di chi è risultato positivo al virus Sars-CoV-2, e del gruppo di controllo negativo ai test. La conclusione è stata che gli operatori sanitari hanno un rischio del 94% minore di ammalarsi 7 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, e dell'83% in chi è parzialmente vaccinato (cioè 14 giorni dopo la prima dose o nei primi 6 giorni dalla seconda).

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La crisi e l'impennata di contagi da Covid in India sta mettendo nel frattempo in difficoltà il programma Covax (coalizione globale che lavora per garantire un accesso giusto ed equo ai vaccini in tutto il mondo). Il Serum Institute of India, il maggior fornitore di Covax, non ha infatti inviato nessuno dei carichi programmati da marzo, e al momento sono circa 140 milioni di dosi di vaccino mancanti, che si stima arriveranno a 190 milioni per la fine di giugno. A lanciare l'allarme è l'Unicef, che chiede ai paesi del G7 e dell'Unione europea di condividere le loro dosi, come segnala la Bbc.

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