Il sindaco di Ferrara: “Pronti a sperimentare i concerti senza pubblico distanziato”

Il pubblico del concerto-esperimento di Barcellona per il live dei Love of Lesbian

L’annuncio di Fabbri: «Facciamo tesoro delle esperienze di Barcellona e Amsterdam»

FERRARA. «Siamo pronti a candidarci per la sperimentazione di eventi e concerti in presenza e senza distanziamenti, con tutte le misure di sicurezza sanitaria necessarie e su modello di quanto già fatto a Barcellona, con riscontri positivi». Lo comunica il sindaco di Ferrara Alan Fabbri in questi giorni in contatto col sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, delegata a: imprese creative e alla promozione di quelle giovanili nel mondo della cultura, al Comint e all'Unesco. «L'anno scorso con “Movida sicura” abbiamo studiato e attuato un protocollo per la tutela sanitaria, il monitoraggio degli accessi e la sicurezza preso a riferimento anche da altre realtà a livello nazionale. Abbiamo le professionalità, le competenze e l'esperienza per poter aprire la strada a una nuova sperimentazione, facendo tesoro di quanto già realizzato in ambito internazionale, come il concerto al Palau Sant Jordi di Barcellona del 27 marzo (quasi 5mila persone senza distanziamenti a un concerto) o quello, precedente, ad Amsterdam con 1.500 persone (evento finanziato dallo stesso governo olandese)».

Il sindaco ha spiegato che «coinvolgeremo l'Università di Ferrara e metteremo a sistema le professionalità e le competenze ferraresi, le esperienze da noi maturate sugli eventi in presenza, e in sicurezza, in epoca Covid e il dato di esperienza derivante da quanto già sperimentato il 27 marzo in Spagna (test antigenico per i partecipanti poche ore prima dell'evento, consegna ai presenti di mascherine Ffp2 nuove da indossare per tutta la durata del live, richiesta di non partecipare a persone con problemi cardiaci, tumori e a coloro che erano stati in contatto con infetti nelle ultime settimane): l'obiettivo è arrivare a un nuovo protocollo da sottoporre all'Istituto superiore di Sanità». «Il procedere della campagna vaccinale, lo studio di nuove forme (come il green pass) per aprire al turismo estero, l'approssimarsi della stagione estiva – conclude il comunicato –, sono elementi che, a mio modo di vedere, possono consentire di studiare nuove forme di aperture che “avvicinino”, nel vero senso della parola, le persone, secondo il criterio, rimarcato dal presidente Draghi, del “rischio ragionato”».

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