Vaccinarsi fuori dalla propria Regione, ora si può. Dosi anche a chi ha il domicilio

L’ordinanza di Figliuolo, Commissario per l’emergenza Covid: vaccino dove si ha il domicilio per motivi di lavoro, studio o altro

Per il secondo giorno consecutivo l'Italia ha superato quota 500mila vaccinazioni anti-Covid somministrate in 24 ore, portando a oltre 20 milioni il totale delle dosi inoculate dall'inizio della campagna vaccinale. Nel complesso, ad oggi, nel Paese sono 6 milioni le persone completamente vaccinate, mentre altri 14 milioni hanno ricevuto la prima dose.

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Ora, per velocizzare i tempi, in seguito all'ordinanza firmata dal Commissario straordinario all'emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ciascuna Regione può vaccinare tutta la popolazione domiciliata, e non solo quella residente. 

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Il piano strategico nazionale per i vaccini
E’ stabilito che, nell'ambito del piano di attuazione strategico nazionale per i vaccini, «ciascuna Regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente, ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma».

Vaccinazione estesa a tutta la popolazione domiciliata per qualsiasi motivo
Un piano vaccinale su scala nazionale si sta inseguendo da mesi, ma non si raggiungono gli obiettivi sperati. Così diverse Regioni stanno procedendo in autonomia, con tempistiche e categorie prioritarie differenti. Prima dell’intervento del generale Figliuolo, potevano vaccinarsi fuori Regione solo coloro che risultavano iscritti al Servizio sanitario locale. In sintesi, coloro che avessero scelto un medico di famiglia temporaneo nel luogo di domicilio. Adesso, invece, la vaccinazione è stata estesa a tutta la popolazione domiciliata per qualsiasi motivo: lavoro, studio, necessità, assistenza familiare e ogni altra ragione che comporti la stabile permanenza sul territorio.

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Il target resta quello di 500mila somministrazioni al giorno
Per il commissario, «il target è quello di 500mila somministrazioni al giorno a regime, da raggiungere nelle terza settimana di aprile per ottenere l'immunità di gregge entro fine settembre», ha spiegato parlando in audizione sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2.

I residenti all’estero cosa devono fare?
In queste settimane si era posto il problema dei connazionali residenti all’estero tornati in Italia a causa del Covid. Persone che rischierebbero di essere escluse dal piano vaccinale italiano e straniero. Con un Ordine del giorno Ungaro (Italia Viva), il Governo ha dato il via libera al vaccino ai cittadini italiani iscritti all’Aire (l’Anagrafe Italiani residenti all’estero).

Una svolta importante
«Il provvedimento adottato dal generale Figliuolo che vincola le Regioni a somministrare il vaccino contro il Covid-19 anche a chi, non residente, svolge in quel territorio un’attività lavorativa costituisce una svolta importante anche per il mondo della scuola. In questi mesi, infatti, si era assistito al paradosso di decine di migliaia di lavoratori, tra dirigenti, insegnanti e personale, rimasti in una sorta di limbo ingiustificabile. Una battaglia per un diritto sacrosanto che, come Lega, avevamo avviato in Parlamento e abbiamo portato a compimento una volta arrivati al Governo» afferma Rossano Sasso, sottosegretario del ministero dell'Istruzione.

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